Punto nascita di Montevarchi: dossier della Regione per dimostrare che “è lontano da Arezzo”

FIRENZE – La Regione Toscana ha predisposto un approfondito dossier infrastrutturale sui tempi di percorrenza dal punto nascita dal Valdarno all’ospedale di San Donato ad Arezzo. Il documento sarà trasmesso alla Asl Toscana Sud Est che potrà poi inoltrarlo al Ministero della salute, come ulteriore contributo a supporto della lettera ufficiale del presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, che il 21 gennaio scorso ha chiesto al Ministero la revisione del parere negativo obbligatorio espresso dal Comitato Nazionale Percorso Nascita sulla chiusura del punto nascita dell’Ospedale della Gruccia.
Il dossier tecnico è stato predisposto dall’assessorato regionale alle infrastrutture guidato da Filippo Boni per confutare l’ipotesi di un’adeguata accessibilità alle strutture ospedaliere alternative alla Gruccia per le partorienti residenti nel Valdarno aretino.
“Siamo tutti impegnati quotidianamente – hanno detto Giani e Boni – al fianco dei sindaci, dei cittadini e della forze sociali per rafforzare le motivazioni di richiesta di revisione del parere negativo obbligatorio espresso dal ministero della salute nel 2025 che obbliga la regione a deliberare il percorso di chiusura del punto nascita della gruccia. Solo con il concorso e l’impegno di tutti, mettendo da parte le distinzioni territoriali e politiche, possiamo arrivare ad ottenere questo importante traguardo. Auspichiamo che il Ministero valuti con la necessaria attenzione le motivazioni e che accolga la richiesta di revisione del parere”.
Il documento, elaborato nei giorni scorsi dai tecnici regionali, evidenzia come i tempi di percorrenza per raggiungere il San Donato di Arezzo dal territorio del Valdarno risultino mediamente superiori ai 45–50 minuti anche in condizioni di traffico regolare, con criticità ulteriormente accentuate in caso di utilizzo del trasporto pubblico locale. I tempi aumentano sensibilmente – fino a 1 ora e 30 minuti – per il raggiungimento delle strutture ospedaliere dell’area fiorentina.
Il dossier sottolinea inoltre come tali stime, il cui calcolo è previsto da un decreto legge nazionale, siano calcolate a partire dalle sedi municipali e non tengano conto dei tanti centri abitati disseminati sulle colline del Valdarno, spesso serviti da viabilità secondarie difficili da percorrere, con il rischio concreto di un raddoppio delle percorrenze effettive per alcune zone.
A ciò si sommano le rilevanti criticità determinate dai lavori in corso e programmati lungo la tratta autostradale A1 Valdarno – Arezzo, frequentemente interessata da congestioni, incidenti (purtroppo anche mortali) e lunghe code, con evidenti rischi per la sicurezza delle partorienti.
Per quanto riguarda il trasporto pubblico locale, il dossier evidenzia ulteriori elementi di complessità: ai circa 30–40 minuti di percorrenza ferroviaria da Montevarchi-Terranuova o San Giovanni Valdarno ad Arezzo, con frequenze concentrate prevalentemente nelle ore di punta, devono aggiungersi i tempi di adduzione alle stazioni ferroviarie e quelli di collegamento finale verso l’Ospedale San Donato tramite le linee di trasporto su gomma.
Analoghe criticità emergono anche per il raggiungimento delle strutture ospedaliere fiorentine, con tempi complessivi stimati tra 1 ora e 20 minuti e 1 ora e 30 minuti, ai quali vanno ulteriormente sommati i tempi di collegamento dalle diverse località del Valdarno alle stazioni ferroviarie di riferimento.
Il dossier è stato trasmesso al Direttore generale dell’Asl Toscana Sud Est, dott. Torre, e sarà successivamente inoltrato al Comitato Nazionale Percorso Nascita nell’ambito del procedimento di revisione attivato dal Ministero della Salute a seguito della richiesta formale della Regione Toscana.
Alla luce delle evidenze tecniche emerse, la Regione Toscana ribadisce che l’eventuale chiusura del punto nascita dell’Ospedale della Gruccia determinerebbe una grave criticità per la popolazione del Valdarno, a causa di tempi di percorrenza non sostenibili sia con mezzo privato sia con trasporto pubblico, soprattutto nell’attuale fase caratterizzata da importanti lavori infrastrutturali.
Per questi motivi, la Regione Toscana conferma la richiesta di revisione del parere negativo obbligatorio espresso nel 2025, al fine di scongiurare la chiusura del punto nascita e garantire condizioni di accessibilità, sicurezza e tutela del diritto alla salute per le comunità interessate.
