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Milano-Cortina 2026: tregua olimpica violata. Cadono nel vuoto gli appelli del Papa e dell’Onu. Nell’antica Grecia erano più seri

Erano spietati, gli antichi greci: mozzavano mani e teste senza pensarci un attimo. Ma durante i Giochi olimpici le spade restavano nel fodero. Evito le citazioni dotte e gli scritti di poeti e filosofi. Aggiungo solo se le regole dell’antica Grecia fossero oggi rispettate, il fuoco di droni e missili sull’Ucraina, da venerdì 6 febbraio 2026 verrebbe fermato. Le armi tacerebbero, come da tradizione olimpica.

I Giochi di Milano-Cortina hanno inizio: il Papa, le Nazioni Unite e gli organizzatori hanno chiesto una pausa di 7 settimane dalle guerre in tutto il mondo, come fanno ogni volta che si svolgono le Olimpiadi. Serve a stabilire un punto di riferimento morale, oggi più che mai in un momento in cui si registra un numero altissimo di conflitti armati.

Nell’antica Grecia, una tregua veniva rispettata dalle città-stato in guerra, consentendo ad atleti e spettatori di recarsi in sicurezza all’antica Olimpia per gare e cerimonie, dal valore atletico e spirituale. Con l’abbandono dei Giochi Olimpici antichi anche la tregua venne dimenticata. E quando si torna a organizzarli, in era moderna, nel 1896, la ‘ekecheiria’ (pace olimpica) non viene subito ristabilita. Bisognerà aspettare quasi un secolo, il 1991, perché l’idea venga riesumata.

Fu infatti solo in occasione della guerra nella ex Jugoslavia che si pose il problema della partecipazione degli atleti jugoslavi alle Olimpiadi di Barcellona 1992 come indipendenti. La prima tregua olimpica moderna, durante i Giochi invernali del 1994 a Lillehammer, in Norvegia, determinò una pausa di un giorno nell’assedio di Sarajevo, consentendo ai convogli di aiuti di consegnare cibo e medicine agli abitanti della capitale bosniaca.

E sei anni dopo, a Sydney 2000, Corea del Nord e Corea del Sud marciarono insieme alla cerimonia di apertura mentre nel 2018 a PyongChang i due stessi Paesi sfilarono con un’unica bandiera rappresentante la Corea unita. Ma la storia presenta un numero maggiore di casi negativi rispetto a quelli positivi.

Molto spesso la tregua è stata violata e anche stavolta per Milano-Cortina 2026 il rischio è alto, dal risuono incessante di missili e droni sull’Ucraina alla minaccia Usa sull’Iran. Nel 1998, durante i Giochi di Nagano, aumentarono le tensioni tra Iran e Turchia, nel 2008 ai Giochi estivi di Pechino, le truppe russe invasero la Georgia, nel 2012 a quelli di Londra la guerra civile in Siria arrivò alle settimane più buie della sua storia. La Russia ha violato frequentemente questo accordo negli ultimi decenni: oltre all’invasione dell’Abkhazia nel 2008 cu fu quella della Crimea nel 2014 (durante i Giochi di Sochi).

E nel 2022 attaccò l’Ucraina pochi giorni dopo la conclusione dei Giochi invernali di Pechino ma l’invasione su vasta scala avvenne durante i giorni dei Giochi. Una pace mondiale improvvisa non è di questi tempi imminente, anzi la tregua ‘celebra’ a Milano-Cortina un triste record, un pesante 0-17, non essendo riuscita a fermare una singola guerra.

“Ovunque possibile, dovremmo impegnarci a creare anche un piccolo spazio di pace”, ha dichiarato Constantinos Filis, direttore dell’International Olympic Truce Center e dell’Institute of Global Affairs di Atene. “Le iniziative per il cessate il fuoco sono ancora importanti in un’epoca di disordine globale e polarizzazione politica, poiché l’aggressione unilaterale minaccia sempre più la cooperazione internazionale” ha aggiunto Filis.

Questo potrebbe non essere sempre realizzabile nella pratica ma il messaggio di ‘ekecheiria’ ha almeno lo scopo di raggiungere ogni angolo del globo. Un gruppo di accademici svedesi che monitora le tendenze belliche globali da oltre 80 anni, ha reso noto che il 2024 ha registrato il numero più alto di conflitti armati attivi in un singolo anno: 61.

“Abbiamo assistito a un forte aumento del numero di conflitti negli ultimi cinque o sei anni”, ha affermato Shawn Davies, analista senior presso il Dipartimento di Ricerca sulla Pace e i Conflitti dell’Università di Uppsala. Ma il prossimo rapporto annuale mostrerà che il 2025 ha avuto ancora più conflitti rispetto all’anno precedente. E l'”Orologio dell’Apocalisse”, indicatore simbolico del pericolo esistenziale della Terra, si è avvicinato alla mezzanotte proprio questa settimana, secondo un annuncio dei membri del Bulletin of the Atomic Scientists. Le risoluzioni di tregua delle Nazioni Unite vengono solitamente approvate con ampie maggioranze. Eppure alcuni dei firmatari violano ripetutamente i propri impegni. Atene e Sparta erano pronte a devastarsi vicendevolmente, ma mai durante i Giochi.


Sandro Bennucci

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