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Giornata Nazionale del gatto: Italia sempre più felina, oltre 10 milioni nelle case

Il micione Palinuro (foto Firenzepost)

In Italia i gatti non sono semplici animali ma stanno al centro delle vite quotidiane dei loro padroni. Sono un vero membro della famiglia, a cui si dedicano tempo, attenzioni e perfino decisioni importanti. Oggi, 17 febbraio 2026, si celebra la Giornata Nazionale del Gatto, ricorrenza nata nel 1990, da un sondaggio di una rivista per individuare la data più consona per celebrarlo.

La scelta della data non è affatto casuale: febbraio è infatti il mese del segno zodiacale dell’Acquario, simbolo di intuito e anticonformismo, tratti che definiscono perfettamente l’indole felina. Inoltre, il numero 17, spesso associato alla sventura nella tradizione popolare, viene qui reinterpretato attraverso l’anagramma latino “Vixi” (“ho vissuto”), a simboleggiare le leggendarie sette vite dei gatti, sfatando quindi la credenza che i gatti, in particolare quelli dal manto nero, siano portatori di sfortuna. La giornata non è solo un momento di festa per chi condivide la propria casa con un piccolo felino, ma rappresenta un’occasione per sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema delle adozioni responsabili e sul supporto necessario alle colonie feline urbane.

“Dio ha creato il gatto per dare all’uomo il piacere di accarezzare la tigre”, scriveva Fernand Méry, ricordandoci il fascino selvaggio e misterioso che ancora oggi lega l’essere umano a questo compagno di vita silenzioso e affascinante. Celebrare la festa del gatto vuol dire riconoscere il valore profondo di una relazione fatta di silenzi, sguardi e fiducia reciproca. Il gatto non chiede attenzioni costanti, ma presenza, rispetto e ascolto. Il 17 febbraio diventa così un invito a fermarsi e osservare meglio il proprio compagno felino, cogliendo segnali spesso impercettibili ma fondamentali per il suo benessere.

In Italia si stima la presenza di circa 10,2 milioni di gatti domestici, un dato che conferma il felino come uno dei compagni di vita preferiti nelle abitazioni del Belpaese. Secondo il Rapporto Assalco-Zoomark e le integrazioni dell’anagrafe degli animali d’affezione, la popolazione felina ha superato quella canina, di circa 9 milioni di esemplari domestici. A questi numeri vanno aggiunti i gatti che vivono in libertà: si calcola che esistano oltre 2,5 milioni di gatti “vaganti” o appartenenti a colonie feline riconosciute, le quali sono circa 100mila su tutto il territorio nazionale. Nonostante la passione degli italiani per i piccoli felini, l’anagrafe per i gatti non è ancora obbligatoria a livello nazionale come per i cani, il che rende difficile un censimento esatto al cento per cento. Tuttavia, la crescita del settore della “pet economy” e l’aumento delle adozioni registrato negli ultimi anni dimostrano come il gatto sia diventato un membro effettivo di quasi una famiglia su cinque, con una media di circa 1,8 gatti per nucleo familiare tra i possessori di felini. “I gatti sono gli inquilini del mondo”, diceva un vecchio adagio, e i numeri italiani sembrano confermare che il nostro Paese è diventato, a tutti gli effetti, un territorio a misura di baffi.

Secondo dati Istat, nel 2024 in Italia oltre 10 milioni di famiglie, pari al 37,7% del totale, hanno almeno un animale domestico. Si stima che siano circa 25 milioni 500mila gli animali domestici nelle famiglie. Gatti e cani sono gli animali più presenti, circa il 33,9% delle famiglie ne ospita almeno uno. In particolare, il 22,1% delle famiglie ha uno o più cani mentre il 17,4% uno o più gatti. Il numero medio di cani per famiglia, tra quelle che ne possiedono, è pari a 1,3, mentre quello dei gatti è di 1,8. Nettamente inferiore è la quota di famiglie che possiede uno o più pesci (3,2%), mentre circa il 6% delle famiglie ha altre specie di animali domestici. Tra queste ultime, soprattutto uccelli (1,5% delle famiglie) e tartarughe (1,3%). Mentre tra il 2006 (36%) e il 2015 (36,2%) la quota di famiglie con animali domestici è rimasta stabile, tra il 2015 e il 2024 si assiste a una crescita pari a 1,5 punti percentuali. A crescere è soprattutto la quota di famiglie con cani, dal 20,7% nel 2006 al 22,1% nel 2024. Più lieve è l’aumento della quota di famiglie con gatti (dal 16,4% al 17,4%), mentre lievemente in diminuzione è quella con altri tipi di animali domestici (8,1% nel 2024).


Gilda Giusti

Redazione Firenze Post

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