Firenze, teatro Verdi: l’ORT diretta da Diego Ceretta con Kevin Spagnolo al clarinetto

FIRENZE – Martedì 24 febbraio 2026 alle 21 al Teatro Verdi di Firenze (via Ghibellina 99) Diego Ceretta dirige l’Orchestra della Toscana (ORT) in un programma che ha al centro il Concerto n. 2 per clarinetto clarinetto di Weber, interpretato da Kevin Spagnolo. Precede Schumann e seguono Schubert e Mendelssohn.
C’è un filo, sottile ma tenace, che unisce questo programma: l’idea dell’Italia come suono, colore, gesto teatrale. Non importa se reale o inventata: nell’Ottocento, spesso, l’Italia è un’immagine riflessa negli occhi degli altri – e proprio per questo diventa un laboratorio di ritmo, luminosità, canto.
L’apertura è affidata a Robert Schumann con Ouverture, Scherzo e Finale. Nel 1841 Schumann è nel pieno della sua febbre creativa orchestrale; evita la parola “Sinfonia” ma pensa da sinfonista, con una libertà tutta romantica.
Al centro della serata, il Concerto n. 2 per clarinetto di Carl Maria von Weber. Weber viene dal teatro e lo si sente. Il clarinetto, strumento allora relativamente giovane, diventa protagonista ideale: voce duttile, capace di cantare e di guizzare, di sedurre e di “ridere” con virtuosismo. Nel secondo movimento, l’Andante con moto, Weber chiede al solista un legato che sembra parlare sottovoce; e poi, nel finale Alla polacca, libera la brillantezza. A interpretarlo è Kevin Spagnolo, clarinettista che unisce una tecnica di apparente naturalezza a un modo di fraseggiare molto “vocale”. Nel 2018, a 22 anni, ha vinto il Primo Premio al Concorso Internazionale di Ginevra; da allora la sua traiettoria è diventata internazionale.
L’Ouverture in stile italiano di Franz Schubert che segue nasce come omaggio alla Vienna “rossiniana” dei primi anni Venti: una pagina piena di humour, dove Schubert dimostra di saper parlare il linguaggio del gusto dominante senza smarrire la propria intelligenza armonica.
La chiusura è uno dei ritratti più celebri (e più ambigui) dell’italianità vista da nord: la Sinfonia n. 4 “Italiana” di Felix Mendelssohn. Nata dalle suggestioni del viaggio nella penisola, non descrive cartoline, ma costruisce “topoi” musicali.
Diego Ceretta torna sul podio dell’Orchestra della Toscana, della quale è direttore principale dal 2023; classe 1996, ha costruito in pochi anni un profilo ben riconoscibile. In controluce, questo concerto racconta anche un momento dell’ORT: un’orchestra che, con Ceretta, si sta costruendo un’identità nel grande repertorio romantico e nel modo di metterlo in relazione, sera dopo sera, come capitoli di un racconto più ampio.
