Teatro della Pergola: Giuliana De Sio e Filippo Dini ne “Il gabbiano” di Čechov

FIRENZE – Da martedì 24 febbraio a domenica 1° marzo al Teatro della Pergola va in scena lI gabbiano di Anton Čechov con Giuliana De Sio e Filippo Dini, che firma anche la regia; in scena anche un nutrito cast immerso in un’atmosfera decadente, tra disillusioni e vane ambizioni, che riflette una borghesia annoiata e sorda, aggrappata alle proprie certezze, mentre tutto intorno è già cambiato. Una produzione TSV, Teatro Stabile di Torino, Teatro di Roma, Teatro Stabile di Bolzano, Teatro di Napoli.
Con l’opera più lirica di Čechov si indagano dunque le crisi esistenziali e sociali del presente attraverso i turbamenti di un gruppo di persone che si riuniscono in riva a un lago e qui dibattono nel tentativo di fuggire al grigiore del loro destino. L’allegra compagnia de Il gabbiano, pur partendo con le migliori intenzioni, si dirige verso l’oblio.
A osservarli c’è l’animale che dà il titolo alla pièce, “strano e contraddittorio”, che vola sulle loro teste e li osserva (come il pubblico), ma a un certo punto viene ucciso “nella maniera più vile”. L’uccello cade esanime al suolo, e con lui precipita il destino degli uomini. A terra si consuma la grigia sorte dell’umanità, impossibilitata nel migliorarsi e consacrare le sue ambizioni. Sulla scena si trova un gruppo di persone, un’umanità in miniatura, di diverse età e collegate tra loro da vincoli, di parentela e non.
Sono casualmente riuniti e iniziano a dibattere: fra le diverse storie che si intersecano emerge la vicenda di un giovane, Kostja, che desidera risollevarsi dal grigiore della vita attraverso l’arte della scrittura. È sostenuto e infiammato dall’amore per Nina, sua coetanea che sogna di diventare attrice, e fomentato dal tentativo di opporsi con veemenza e passione alla madre, una famosa attrice, fidanzata con un importante scrittore assai più giovane di lei.
Ma tutto precipita quando il giovane uccide il gabbiano, segnando un punto di non ritorno nel destino degli uomini per cui parlare di salvezza diventa impossibile. I personaggi di Čechov precipitano inesorabilmente, la loro fiducia diventa speranza cieca e disillusa quando i loro intenti falliscono e si scontrano con l’amore non corrisposto, i sogni che si infrangono nella concretezza del quotidiano e il senso di vuoto generato dall’imminente fine della società com’è conosciuta.
Spiega il regista nelle sue note: «L’immortalità di questo testo, e la sua bruciante contemporaneità, stanno nella descrizione di un’umanità alla fine: una società sull’orlo del baratro, che percepisce l’arrivo di un’apocalisse destinata a spazzare via il mondo così come lo abbiamo conosciuto. Di lì a pochi anni, infatti, arriverà la Rivoluzione, e con essa tante altre rivoluzioni in Europa — cause o effetti di una stessa crisi profonda. Tutta la drammaturgia di Čechov racconta una fine imminente. I suoi personaggi sono un popolo di ombre che tenta di resistere alla malinconia, alla tristezza, al torpore dell’anima. Lottano, si scontrano, si feriscono – tra di loro e con sé stessi – per non soccombere. Le somiglianze con la nostra epoca sono straordinarie e sconfortanti. È come se il nostro Anton ci osservasse da lontano, con il suo sorriso ironico, in attesa che anche la nostra società, il nostro mondo, il nostro folle modo di vivere, arrivino all’esplosione. Proprio come la boccetta di etere del dottor Dorn».
Teatro della Pergola, Via della Pergola 18/32, Firenze Tel 055.0763333 biglietteria@teatrodellapergola.com
Da martedì 24 febbraio a domenica 1° marzo (martedì, venerdì, sabato, ore 21; mercoledì, giovedì, ore 19; domenica, ore 16)
lI gabbiano di Anton Čechov, traduzione Danilo Macrì regia Filippo Dini regia della scena “lo spettacolo di Kostja” Leonardo Manzan dramaturg e aiuto regia Carlo Orlando scene Laura Benzi costumi Alessio Rosati luci Pasquale Mari musiche Massimo Cordovani, produzione TSV, Teatro Stabile di Torino, Teatro di Roma, Teatro Stabile di Bolzano, Teatro di Napoli
Personaggi e interpreti: Irina Nikolaevna Arkadina Giuliana De Sio, Kostantin Gavrilovič Treplev Giovanni Drago, Petr Nikolaevič Sorin Valerio Mazzucato, Nina Virginia Campolucci, Il’ja Afanas’evič Šamraev Gennaro Di Biase, Polina Andreevna Angelica Leo, Maša Enrica Cortese, Boris Aleskseevič Trigorin Filippo Dini, Evgeneij Sergeevič Dorn Fulvio Pepe, Semen Semenovič Medvedenko Edoardo Sorgente
Biglietti Platea € 37 – Palco € 30 – Galleria € 21 Ridotto over 65, convenzioni Platea € 34 – Palco € 27 – Galleria € 19 Ridotto soci Unicoop Firenze Platea € 31 – Palco € 25 – Galleria € 19 Ridotto under30, abbonati Platea € 31 – Palco € 25 – Galleria € 19 I prezzi indicati sono comprensivi dei diritti di prevendita. Le riduzioni over 65 e under 30 sono valide per le recite dal martedì al sabato. La riduzione soci Unicoop Firenze è valida per le recite di mercoledì e giovedì. Gli abbonati al Teatro della Toscana hanno diritto al biglietto ridotto.
Biglietteria Aperta dal lunedì al sabato, ore 10 – 20 È possibile acquistare i biglietti degli spettacoli della stagione durante le serate di spettacolo presso la biglietteria. Online su teatrodellatoscana.vivaticket.it e nei punti vendita Vivaticket www.teatrodellatoscana.it
