Castelfiorentino: sequestro da 140mila euro. Indagato per spaccio di coca

CASTELFIORENTINO (FIRENZE) – Sequestro preventivo di oltre 140mila euro nei confronti di un uomo indiziato di detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti. Il provvedimento è stato eseguito a Castelfiorentino (Firenze) su disposizione del Gip del Tribunale del capoluogo toscano, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Firenze.
L’operazione è stata condotta dai militari del comando provinciale della Guardia di Finanza di Firenze. Il giudice ha disposto il sequestro preventivo finalizzato alla confisca di somme di denaro contante per oltre 140mila euro, ritenute di provenienza illecita, nei confronti dell’ indagato nell’ambito di un’indagine più ampia che ha già portato alla notifica dell’avviso di conclusione delle indagini.
Nel dettaglio, durante una perquisizione domiciliare effettuata il 16 dicembre 2025, l’uomo è stato trovato in possesso di 139.370 euro in contanti e di 700 franchi svizzeri (pari a circa 723 euro), custoditi in un borsone.
Secondo quanto emerso dagli accertamenti patrimoniali svolti dalle Fiamme Gialle, la somma sarebbe risultata del tutto sproporzionata rispetto ai redditi dichiarati e alle condizioni economiche dell’indagato, che non avrebbe fornito alcuna giustificazione né alla polizia giudiziaria né all’autorità giudiziaria nel corso dell’interrogatorio.
Le indagini, coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia, sono state condotte dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Firenze – Gico, con il supporto dello Scico. L’inchiesta ha consentito di individuare due distinte associazioni a delinquere, ritenute autonome e di matrice albanese, attive nel traffico di cocaina con basi logistiche e operative tra le province di Firenze e Siena e canali di approvvigionamento in Lombardia.
Il sequestro rappresenta uno degli sviluppi di un’attività investigativa più ampia che, tra dicembre 2025 e gennaio 2026, ha portato all’esecuzione di un’ordinanza cautelare nei confronti di dieci indagati: otto destinatari di custodia in carcere e due posti agli arresti domiciliari, a vario titolo accusati di associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti (articolo 74 del Dpr 309/1990) e di produzione, traffico e detenzione illeciti di droga.
Gli approfondimenti economico-finanziari hanno inoltre evidenziato come l’indagato non svolgesse alcuna attività lavorativa e avesse dichiarato, nel biennio 2023-2024, redditi minimi, beneficiando anche del reddito di cittadinanza erogato dall’Inps.
Alla luce degli indizi di colpevolezza, della sussistenza del pericolo nel ritardo e della sproporzione tra il denaro detenuto e i redditi dichiarati, il giudice ha disposto il sequestro preventivo finalizzato alla confisca ai sensi degli articoli 321 del codice di procedura penale. Secondo l’ipotesi accusatoria, la somma sequestrata sarebbe collegata all’attività svolta dall’indagato in supporto al figlio nella detenzione e nel commercio di cocaina.
