Festival di Sanremo: medley show della Pausini, Siani ospite a sorpresa. Il ritorno di Bianca Balti e Caterina Caselli. Le cover con i Big

SANREMO – E’ Laura Pausini ad aprire la quarta serata del Festival di Sanremo dedicata alle cover. L’artista propone un medley di tre suoi grandi successi. Il set parte fuori dall’Ariston, davanti all’ingresso. Laura, con degli enormi occhiali da mosca e look total black fatta eccezione per dei lunghissimi guanti fucsia, intona ‘Ritorno ad amare’. Il pubblico assiepato dietro le transenne del blu carpet canta con lei. Poi l’ingresso nel foyer del teatro, poi in platea e quindi sul palco dell’Ariston, dove ad attenderla c’è la sua band, compreso il marito Paolo Carta alla chitarra. Con Laura entrano degli sbandieratori con bandiere arancioni. Da ‘Ritorno ad amare’ il medley passa a ‘Immensamente’ e poi a ‘Io canto’.
Sul finale le bandiere si fanno di tutti i colori e sopra c’è scritto: ‘Make music not war’. “Io canto. È la cosa che mi fa sentire più libera. Ognuno di noi ha diritto di sentirsi libero, di essere ascoltato”.
Stasera i 30 Big in gara sono impegnati in reinterpretazioni del repertorio italiano e internazionale insieme ad artisti ospiti. Le esibizioni sono valutate dal Televoto, dalla Giuria della Sala Stampa Tv e Web e dalla Giuria delle Radio, che decreteranno il vincitore della serata delle cover.
La prima Big in gara è Elettra Lamborghini, che canta Aserejé – indimenticabile hit del 2002 – con Las Ketchup. Poi tocca a Eddie Brock, che si esibisce sul palco del Teatro Ariston con la canzone Portami Via accompagnato da Fabrizio Moro.

SIANI “ECCO PERCHE’ SANREMO E’ SANREMO” – Ospite a sorpresa stasera il comico e attore Alessandro Siani. Pendono il leggio, Carlo Conti a Alessandro Siani, per spiegare perché ‘Sanremo è Sanremo’, il jingle-manifesto del festival che è anche un omaggio a Pippo Baudo “Sanremo è Sanremo – esordisce Conti – perché ha 76 anni di vita musica, imprevisti, polemica, ma è sempre giovane”, “perché ha 76 anni di vita ma ancora in attività: l’età pensionabile si è allungata assai”, gli fa eco Siani.

E Conti, “Sanremo è Sanremo perché Marco se n’è andato e non ritorna più”. Siani replica: “No, quello è Bugo. ora c’è Morgan, che se nè andato, è tornato, se n’è riandato, forse spunta di nuovo, mentre al Bano si è incazzato”.
Mara Sattei porta L’ultimo bacio di Carmen Consoli. Insieme a lei, sale sul palco del Teatro Ariston, per la prima volta, Mecna. Patty Pravo canta Ti lascio una canzone mentre il ballerino Timofej Andrijashenko incanta danzando intorno a lei. L’Ariston la saluta con “Patty, Patty” nella serata dei duetti. Lei in velluto blu notte, lui in bianco. Il lettone Andrijashenko è primo ballerino del corpo di ballo del Teatro alla Scala di Milano.

BIANCA BALTI UN ANNO DOPO – Fa il suo ingresso al Teatro Ariston Bianca Balti, co-conduttrice nella quarta serata. Ritorna un anno dopo, quando sul palco era senza capelli per la malattia: “E’ passato un anno, la testimonianza sono i capelli che ho, direi”, scherza la modella, aggiungendo: “Da 21 anni che faccio la modella, la malattia è una cosa che vivono in tantissimi, questo palco lo scorso anno mi ha dato la possibilità di lanciare un messaggio e un impatto fortissimo, ora sono qui per godermela, non solo per me ma per tutte le persone che hanno sofferto e che soffrono”. “Io sono una donna, tua amica, molto emozionata di presentarti all’Italia, sei una forza della natura”, il saluto di Laura Pausini.

IL BACIO DI GAIA E LEVANTE – Levante ha scelto di farsi accompagnare da Gaia con I maschi di Gianna Nannini. Cantano attaccate guardandosi negli occhi, alla fine si abbracciano e baciano. Levante in nero, Gaia tutta dorata. Carlo Conti alla fine chiede: “Chiamo io o chiami tu?”, scherzando sul titolo della canzone portata a Sanremo e Gaia risponde: “Chiama lui”. Per Malika Ayane la canzone cover è Mi sei scoppiato dentro il cuore di Mina, a 60 anni dalla sua uscita. Ospite d’eccezione è Claudio Santamaria.

L’ARISTON SI SCATENA CON CRISTINA D’AVENA – Le Bambole di Pezza si esibiscono sul palco del Teatro Ariston con la canzone Occhi di gatto, accompagnate dalla grande da Cristina d’Avena.
MANIFESTO PACIFISTA DI DARGEN D’AMICO e PUPO – Non una semplice cover, ma un manifesto pacifista. Dargen D’Amico, insieme a un Pupo complice, ha trasformato la serata dei duetti del Festival di Sanremo in un appello universale contro la guerra. L’operazione è un mash-up. Sulla melodia di ‘Su di noi’, Dargen D’Amico ‘posa’ le parole de “Il disertore”, il brano pacifista scritto da Boris Vian nel 1954.

A Pupo è stato affidato il compito di cantare il ritornello del suo successo. A rendere l’operazione ancora più densa di significato, un inserto strumentale introdotto dallo stesso Dargen del famoso brano ebraico ‘Gam Gam’. Il culmine emotivo è sul finale. Prima, un estratto audio di Charlie Chaplin dal monologo finale del film “Il grande dittatore” (1940), con la frase: ”Più che macchinari ci serve umanità”. Subito dopo, la voce inconfondibile di Papa Francesco con il suo accorato monito: ”Non rassegnamoci alla guerra”.
Tocca a Tommaso Paradiso che porta il brano L’ultima luna di Lucio Dalla, insieme agli Stadio. Fiorella Mannoia, ospite di Michele Bravi nella serata delle cover, per duettare sulle note di Domani è un altro giorno, indossa una spilla con la bandiera palestinese che risalta sul look total black della cantante romana.

SOPRESA GIANNI MORANDI: CANTA CON IL FIGLIO PIETRO – Il vero Mr X è Gianni Morandi. Il cantante bolognese sale sul palco dell’Ariston, duettando con il figlio Tredici Pietro e Galeffi, Fudasca & Band in ‘Vita’. “Che sorpresa”, dice al termine dell’esibizione Carlo Conti. “Cantare con lui è una cosa…”, commenta Morandi. E Pietro: “Come sei andato? Secondo me molto bene, si vede che l’hai fatto un paio di volte”.

Il mondo di Jimmy Fontana, uscita nel 1965, è uno degli esempi perfetti di quella che si definisce musica leggera all’italiana. Ed è con questa cover che si esibiscono Maria Antonietta & Colombre insieme a Brunori Sas. Fulminacci ha scelto Francesca Fagnani per il suo duetto all’Ariston, hanno portato “Parole Parole”. Il brano del ’72 inciso da Mina in duetto con Alberto Lupo, viene reinterpretato con l’inversione dei ruoli e tra le altre cose Fagnani dice: “Fulminacci a volte non ti capisco”…. E “Che belva ti senti”. I due si prendono per mano sul palco, alla fine si inchinano e si abbracciano.
DISCOTECA ARISTON – È Andamento lento del 1988 la scelta di LDA e Aka 7even, che si esibiscono con l’autore Tullio de Piscopo, 80 anni appena compiuti. “Tullio, Tullio”, scandisce il pubblico dopo aver ballato in piedi, e LDA si commuove: “È tutto assurdo, grazie maestro”. Il ritmo ipnotico della batteria, i ballerini, la botta di energia di un brano manifesto che stasera unisce generazioni diverse e trasforma l’Ariston in una discoteca.

