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Guerra in Iran, Trump: “Figlio di Khamenei inaccettabile come nuovo leader”. Droni di Teheran contro l’Azerbaigian

WASHINGTON – L’Azerbaigian finisce nella guerra che sta infiammando il Medio Oriente. Droni iraniani sono stati lanciati contro l’enclave di Nakhchivan, tra Iran, Armenia e Turchia, colpendo l’aeroporto e ferendo 4 dipendenti. Ma il presidente Usa, Donald Trump, è ora interessato a chi potrebbe prendere il potere in Iran e ha detto di ritenere “inaccettabile” che possa trattarsi di Mojtaba Khamenei, figlio dell’ayatollah assassinato Ali Khamenei.

Intanto diciamo che uno dei droni è caduto nei pressi di un edificio scolastico nel villaggio di Shakarabad. Ilham Aliyev, presidente dell’Azerbaigian, ha parlato di “ingiustificato atto di terrorismo”, chiedendo a Teheran “spiegazioni e scuse”. In una telefonata con Baku, il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha negato la responsabilità dell’Iran dietro l’attacco e ha suggerito che potesse trattarsi di un atto israeliano.

Non ne sembra convinta però la procura generale dell’Azerbaigian, che ha aperto un’indagine sull’attacco sottolineando che “è stato effettuato dal territorio della Repubblica islamica dell’Iran”. Oltre che sul Nakhchivan, i Pasdaran hanno rivendicato anche attacchi a una petroliera statunitense nel Golfo Persico, al largo del Kuwait, a basi con forze Usa presso Camp Arifjan, sempre in Kuwait, e a Erbil, in Iraq. Le forze israelo-statunitensi hanno continuato, nel frattempo, i loro raid su Teheran, dove sono state distrutte stazioni di polizia e impianti sportivi, e in Libano, dove i morti sono saliti a oltre 100.

Da Beirut, la cui periferia sud continua a essere presa di mira da massicci bombardamenti, il presidente Joseph Aoun ha fatto appello all’omologo francese Emmanuel Macron per chiedere lo stop agli attacchi. Lui ha risposto promettendo di fare “tutto il possibile”.

Israele però sembra sempre più convinta ad approfittare del caos nella regione per colpire il più duramente possibile Hezbollah e penetrare in Libano. “Dahiyeh (il sobborgo nel sud di Beirut, ndr) assomiglierà a Khan Younis, e i nostri cittadini del nord vivranno in pace e tranquillità”, ha minacciato il ministro delle finanze israeliano di estrema destra, Bezalel Smotrich, in un video girato al confine tra i due Paesi.

Il riferimento è alla città di Gaza di cui restano solo macerie dopo gli attacchi dell’Idf. Israele, forte delle sue difese aeree, ha nel frattempo annunciato che domenica riaprirà lo spazio aereo.Intanto, resta l’incognita se gli Stati Uniti decideranno di dispiegare soldati sul territorio iraniano. “Li stiamo aspettando”, ha affermato il ministro degli Esteri Araghchi a Nbc News, “siamo fiduciosi di poterli affrontare, e questo sarebbe un grande disastro per loro”.

Per questo era inizialmente trapelata l’ipotesi che i gruppi di curdi iracheni potessero, sostenuti da Washington, prendersi carico di un’offensiva di terra in Iran. L’ipotesi, sostenuta anche da una telefonata avvenuta domenica tra Trump e i leader dei curdi iracheni, è stata smentita dai diretti interessati. Chi ha invece offerto di buon grado il proprio supporto è l’Ucraina a cui gli Stati Uniti si sono rivolti.

“Abbiamo ricevuto una richiesta per un sostegno specifico nella protezione contro i droni ‘shahed’ nella regione del Medio Oriente”, ha fatto sapere il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, che si è detto felice di poter ricambiare il favore, mentre tenta di rimanere nelle grazie di Trump in vista dei prossimi negoziati con la Russia.



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