Firenze, Teatro della Pergola: “Non ti pago” di Eduardo De Filippo. Con Salvo Ficarra e Carolina Rosi

FIRENZE – Da domani, martedì 10, e fino a domenica 15 marzo 2026 al Teatro della Pergola va in scena Non ti pago di Eduardo De Filippo, con Salvo Ficarra, Carolina Rosi e Nicola Di Pinto, Mario Porfito, Gianni Cannavacciuolo, Paola Fulciniti e con (in ordine di apparizione) Viola Forestiero, Federica Altamura, Vincenzo Castellone, Andrea Cioffi, Carmen Annibale.
Carolina Rosi ha curato l’allestimento riutilizzando la scenografia originale dell’edizione 2015, diretta da Luca De Filippo, inclusi il fondale, il boccascena e gli oggetti, che hanno ripreso vita come se fossero sempre stati pronti per una nuova tournée, a dieci anni dalla morte prematura di Luca De Filippo. Con il riemergere delle scene, dei costumi e delle musiche, sono riemersi anche i ricordi, mescolando la gioia del ritrovarsi alla sofferenza della memoria delle perdite. Sul palco, insieme a Carolina Rosi e agli attori e ai tecnici della Compagnia di Luca De Filippo, nel ruolo del protagonista Ferdinando Quagliuolo c’è Salvo Ficarra, che ha accolto con entusiasmo l’invito e ha deciso di affrontare il personaggio unendo leggerezza e profondità. Ha colto lo spirito comico e le ombre interiori del personaggio, facendo proprio l’intento di Luca De Filippo di creare un dialogo continuo con il pubblico, toccando corde artistiche affini.
Scritta nel 1940, Non ti pago è una delle commedie più brillanti e amate di Eduardo De Filippo, un capolavoro di ironia che mette in scena l’eterno conflitto tra razionalità e superstizione. Ambientata, in questo allestimento, nell’Italia degli anni ’70, la vicenda ruota attorno alle disavventure della famiglia Quagliuolo, proprietaria di un Banco Lotto, e a un biglietto vincente conteso per un motivo tanto assurdo quanto irresistibile: la combinazione fortunata sarebbe stata “suggerita” … in sogno! Da questo spunto geniale prende vita una girandola di equivoci, tensioni familiari e situazioni esilaranti, in un crescendo comico che diverte e sorprende. La forza della scrittura eduardiana emerge in tutta la sua attualità: personaggi caratterizzati, dialoghi serrati e un umorismo sottile che, tra risate e riflessioni, racconta vizi, debolezze e contraddizioni dell’animo umano.
Spiega Caterina Rosi, vedova di Luca De Filippo: “Non ti pago”. Nel 2015 l’ultima messa in scena della Compagnia di Teatro di Luca De Filippo, amici e compagni di lavoro legati al rigore e alla straordinaria capacità artistica di Luca che ne curò la regia: fu la sua ultima regia. A dieci anni dalla sua scomparsa ho deciso di riportare sulle tavole del palcoscenico la commedia; per omaggiarlo certo, ma soprattutto per restituirlo al suo pubblico che continua ad amarlo e a quei ragazzi che non hanno avuto la fortuna di conoscerlo come persona e di applaudirlo in teatro. Così mi sono dedicata con forza al progetto, cosciente della responsabilità che avrei dovuto affrontare, ma anche certa del sostegno che avrei incontrato nel proporlo. Dieci anni fa ho voluto conservare la scenografia: il fondale, il suo bellissimo boccascena, gli oggetti, hanno ripreso vita come fossero stati sempre pronti per arrivare in un altro teatro, in un’altra città di questa lunghissima e a volte complicata tournée che è la vita… Curando l’allestimento sapevo che, pezzo dopo pezzo, insieme ai costumi, alle scene, alle musiche, i ricordi mi avrebbero rintracciata… e alla gioia di ritrovarmi nei teatri, si sarebbe silenziosamente insinuata in me e senza chiedermi permesso, anche quella sofferenza che si prova nell’affrontare la memoria delle perdite, ma con la consapevolezza che, quella memoria, diventa poi parte di noi, non ci abbandona mai e ci rende ciò che siamo. In “Non ti pago” ho ripreso la visione scenica di Luca che, in una personale prospettiva delle opere di Eduardo, aveva a mano a mano accentuato l’avidità morale dei personaggi. Attraverso la comicità della componente ludica, del gioco del lotto, Luca aveva letto la storia in chiave moderna e aveva registrato con cura in modo quasi grottesco, ma mai macchiettistico, i temi che Eduardo, autore di indiscussa contemporaneità, ha sempre analizzato nelle sue opere: la disgregazione dei rapporti familiari, metafora del disfacimento di una società. Ingredienti non secondari.
Da Martedì 10 a domenica 15 marzo al Teatro della Pergola, Via della Pergola 18/32, Firenze (martedì, venerdì, sabato, ore 21; mercoledì, giovedì, ore 19; domenica, ore 16)
Personaggi e interpreti: Ferdinando Quagliuolo Salvo Ficarra – Concetta, sua moglie Carolina Rosi – Stella, loro figlia Carmen Annibale – Aglietiello, uomo di fatica in casa Quagliuolo Nicola Di Pinto –Margherita, cameriera Viola Forestiero – Mario Bertolini Andrea Cioffi – Erminia, sua zia Paola Fulciniti – Vittorio Frungillo Vincenzo Castellone – Luigina Frungillo Federica Altamura – Carmela, popolana Paola Fulciniti – Don Raffaele Console, prete Gianni Cannavacciuolo – Lorenzo Strummillo, avvocato Mario Porfito; regia Luca De Filippo (ripresa da Carolina Rosi), scene Gianmaurizio Fercioni, costumi Silvia Polidori, musiche Nicola Piovani, luci Salvatore Palladino, aiuto regia Norma Martelli, produzione Gli Ipocriti Melina Balsamo, Teatro di Napoli-Teatro Nazionale
Durata: 2 ore, intervallo compreso.
Biglietti da 19 a 37 euro; dettagli e acquisto online www.teatrodellatoscana.it
Venerdì 13 marzo alle 18 la Compagnia incontra il pubblico in Teatro. Coordina Matteo Brighenti. Ingresso libero, prenotazione online su https://tinyurl.com/incontronontipago
