Fondazione Teatro Toscana: Palazzo Vecchio approva modifica allo statuto

FIRENZE – Via libera a maggioranza dal Consiglio comunale di Firenze alla delibera per l’adeguamento alle nuove normative dello Statuto della Fondazione Teatro della Toscana, necessaria per allineare l’assetto dell’ente ai nuovi criteri ministeriali dopo la perdita dello status di Teatro nazionale e il passaggio a Teatro della Città di rilevante interesse culturale.
Tuttavia, visto anche il ricorso pendente presso il Tar del Lazio, il nuovo testo, spiega l’assessore Bettarini che ha illustrato la delibera, “è stato redatto con una visione lungimirante: la struttura organizzativa rimane infatti predisposta per un rapido ritorno allo status di Teatro nazionale”.
Tra le principali novità la revisione delle figure del direttore generale e del direttore artistico, la figura del direttore artistico Junior” specifica per i teatri nazionali, pronta a essere attivata in caso di riacquisizione dello status procedure più snelle per la redazione dei bilanci preventivi e consuntivi, adeguamento della durata del consiglio di amministrazione e del collegio dei revisori ai nuovi parametri normativi. Il provvedimento è stato dichiarato immediatamente eseguibile per permettere alla Fondazione di proseguire senza interruzioni la propria attività culturale e il monitoraggio delle aree sensibili della produzione artistica regionale.
“Abbiamo lavorato per garantire alla Fondazione piena operatività e conformità alle leggi vigenti, senza però rinunciare alla nostra ambizione naturale”, ha affermato Bettarini. Nella dichiarazione di voto il consigliere Matteo Chelli (FdI) ha evidenziato che la scelta di individuare due figure, direttore generale e direttore artistico “nonostante la legge ne preveda una come obbligatoria”, è un atto politico e non tecnico.
“Noi non diciamo che bisogna risparmiare sulla direzione artistica, ma al limite diciamo che forse, visto che oggi le condizioni sono queste”, si potrebbe risparmiare “sulla direzione generale” facendo svolgere “quei compiti manageriali, alla struttura amministrativa che già oggi esiste e che è ben collaudata e rodata”. Netto Paolo Bambagioni (Lista Schmidt): “Voto contro semplicemente perché è un errore avere due direttori”.
