
Guerra: drone iraniano sul Bahrein, 32 feriti. A Teheran proteste per Mojtaba Guida suprema. Von der Leyen: “Regole mondiali cambiate”

WASHINGTON – Un attacco con un drone iraniano all’alba di stamani, 9 marzo 2026, ha ferito 32 civili a Sintra, in Bahrein. Quattro di loro sono in gravi condizioni, secondo quanto riportato dal Ministero della Salute, dalla Bahrain News Agency e Afp. “L’attacco condotto da un drone iraniano contro la regione di Sitra ha ferito 32 civili, che vengono curati secondo i protocolli medici stabiliti. Tra loro ci sono quattro casi gravi, tra cui bambini che hanno richiesto un intervento chirurgico”, ha scritto il Ministero.
Una ragazza di 17 anni ha riportato gravi ferite alla testa e agli occhi, e due bambini, di 7 e 8 anni, hanno riportato gravi lesioni agli arti inferiori, ha affermato il Ministero, aggiungendo che il più piccolo dei feriti aveva due mesi. L’Iran ha lanciato i suoi primi missili verso Israele, dopo la nomina della nuova guida suprema della Repubblica islamica, l’Ayatollah Mojtaba Khamenei. Trump: ‘La decisione su quando mettere fine alla guerra in Iran sarà presa insieme a Netanyahu’.
Nella notte udite forti esplosioni a Doha. Pesanti scontri nel Libano orientale tra le forze militari israeliane e Hezbollah. I militari dell’Idf sono entrati nel Paese con gli elicotteri. Due funzionari di Hezbollah hanno riferito che un elicottero è stato abbattuto. Gli Stati Uniti hanno ordinato al personale dell’ambasciata di lasciare l’Arabia Saudita. Secondo l’ong Human Rights Watch, Isralele avrebbe usato munizioni al fosforo in Libano.
MOJTABA – L’Iran saluta la nomina di Mojtaba Khamenei a nuova Guida suprema con un lancio di missili. L’attacco contro l’esteso impianto petrolifero di Al Ma’ameer in Bahrein ha causato un incendio nel complesso, oltre a danni materiali, secondo quanto riportato dai media statali. Ci sarebbero anche 32 feriti.
ogan ostili a Mojtaba Khamenei sono stati scanditi nella notte a Teheran dopo la sua elezione a guida suprema dell’Iran, secondo un video pubblicato sui social media. Nel filmato di 17 secondi, girato di notte dalla finestra di un edificio, si possono udire voci femminili gridare “Morte a Mojtaba” (“Marg bar Mojtaba” in persiano), mentre in lontananza si sentono canti religiosi. L’Afp non è stata in grado di determinare esattamente dove sia stato girato il filmato o se cori simili siano stati uditi altrove in città.
L’annuncio della nomina Mojtaba Khamenei, esponente della linea più dura dell’establishment iraniano, è avvenuta ieri sera dall’Assemblea degli Esperti, tra la forte opposizione di numerosi attivisti politici, riformisti e un gruppo di personalità religiose, nonché di alcuni membri della stessa Assemblea degli Esperti, che avrebbero protestato contro le pressioni esercitate dalle Guardie Rivoluzionarie e la mancanza di un processo legale per la sua elezione. Khamenei non è apparso molto in pubblico ed è considerato da anni un politico dietro le quinte, con un’influenza politica, finanziaria e di sicurezza sugli affari del Paese, con il sostegno delle Guardie Rivoluzionarie. Diversi leader religiosi si sono lamentati del fatto che non goda di un livello accettabile di giurisprudenza islamica, necessaria per essere un leader, soprattutto dopo essere stato definito “ayatollah” dai suoi sostenitori.
VON DER LEYEN – “Sentirete opinioni diverse sul fatto che il conflitto in Iran sia una guerra di scelta o una guerra di necessità. Ma io credo che questo dibattito manchi in parte il punto. Perché l’Europa deve concentrarsi sulla realtà della situazione, per vedere il mondo com’è realmente oggi. Voglio essere chiara: non dovrebbero essere versate lacrime per il regime iraniano che ha inflitto morte e imposto repressione al proprio popolo”. Lo ha detto la presidente della Commissione Ursula von der Leyen alla conferenza degli ambasciatori dell’Ue.
“Al di là di questo, ora stiamo assistendo a un conflitto regionale con conseguenze non intenzionali. E il loro manifestarsi è già una realtà oggi, sia sull’energia e la finanza, sul commercio e sui trasporti, sia nello spostamento delle persone. Basi militari britanniche sono state prese di mira a Cipro – con le quali voglio riaffermare la nostra piena solidarietà. Alla Nato è stato chiesto di abbattere un drone. I nostri cittadini sono intrappolati nel fuoco incrociato. I nostri partner sono sotto attacco. E l’impatto a lungo termine sta già sollevando domande esistenziali. Sul futuro del nostro sistema internazionale basato sulle regole, o su come l’Europa trovi unità in queste situazioni”, ha spiegato von der Leyen.
“L’idea che possiamo semplicemente ridurre la nostra presenza e ritirarci da questo mondo caotico è semplicemente fallace. Credo sia fondamentale che comprendiamo questo mentre definiamo la nostra politica estera per l’anno a venire”,
