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88° Festival del Maggio Musicale Fiorentino: il cartellone di “Maggio aperto”

L’Homme Armé (13 maggio ore 20)

FIRENZE – È stato presentato il cartellone di “Maggio aperto”, il mosaico di collaborazioni con le maggiori istituzioni del territorio incluse nell’88° Festival del Maggio Musicale Fiorentino, che vara inoltre ufficialmente il triennio di direzione musicale del maestro Daniele Gatti; i biglietti per i numerosi spettacoli sono già in vendita sul sito del Maggio (maggiofiorentino.com).

Così ne parla il sovrintendente Carlo Fuortes: “Il Maggio Musicale Fiorentino nasce come Festival della città e “Maggio aperto” riporta quest’idea alla sua forma più viva: la musica che incontra la città e le sue istituzioni. Anche il manifesto di questo Festival, del grande artista Georg Baselitz, non è solo un’immagine, ma un vero e proprio manifesto culturale e artistico, una dichiarazione di libertà e di ribaltamento dei canoni – dichiara- Così come Einstein ha rivoluzionato i paradigmi della fisica e Baselitz quelli della visione, il nostro Festival vuole essere uno spazio dove la tradizione dialoga costantemente con il futuro. Questa tensione verso la scoperta anima anche la rassegna ‘Maggio aperto’: un progetto che trasforma il Teatro nel cuore di un ecosistema musicale straordinario di collaborazioni che rappresenta un valore peculiare della nostra Città, una filiera culturale unica, una sinergia con pochissimi altri paragoni in Italia. Aprire le nostre sale, la Grande, la Mehta, la sala Orchestra, la sala Coro e la sala Regia, alle più prestigiose realtà del territorio è un atto di restituzione e di condivisione che rende il Maggio una necessaria casa comune e il centro del dialogo tra il Teatro e il territorio. E così, per essere parte integrante della programmazione che arricchisce e completa l’88° Festival ringrazio per la partecipazione e la presenza gli Amici della Musica di Firenze , G.A.M.O., L’Homme Armé, L’Accademia del Fortepiano, Il Conservatorio Cherubini, La Scuola di Musica di Fiesole, L’Istituto Lulli, Tempo Reale, istituzioni con le quali offriremo un percorso musicale che spazia dalla polifonia rinascimentale, celebra il genio di Beethoven e giunge alle avanguardie elettroniche. E ci sarà un’altra importante novità in calendario, verrà proposto Una Traviata da cortile, spettacolo di e con Alessandro Baricco, in collaborazione con l’Università di Firenze e con il sostegno di Unicoop Firenze.”

Il manifesto ufficiale dell’88ª edizione è frutto della feconda collaborazione con il Museo Novecento e il suo direttore Sergio Risaliti. L’immagine porta la firma di uno dei giganti dell’arte contemporanea mondiale, Georg Baselitz che ha scelto per il Maggio un soggetto di profonda suggestione: Albert Einstein colto nell’atto di suonare il violino. L’opera, caratterizzata dal celebre “capovolgimento” della figura tipico dell’artista, “trasforma lo scienziato in un’icona della creatività pura, unendo musica e scienza in un segno rapido e nervoso che sfida le certezze e invita a nuove prospettive” spiega Sergio Risaliti. 

Se queste otto istituzioni compongono adesso il calendario del “Maggio aperto”, nella programmazione già annunciata lo scorso giugno era già presente nel calendario dell’88é° Festival la collaborazione con l’ORT, Orchestra regionale Toscana, che col direttore Diego Ceretta torna nel nostro teatro per un concerto, il 9 giugno, assieme al Coro del Maggio e ai solisti dell’Accademia del Maggio. Una novità nel Festival è invece rappresentata dal concerto diretto da Sir Antonio Pappano, che il 24 maggio sarà alla guida dell’Orchestra Giovanile Italiana in un programma che accosta due lavori di grande impatto. L’apertura è affidata al Concerto n. 1 in re minore op. 15 per pianoforte e orchestra di Johannes Brahms, con la presenza solistica del pianista Alexander Lonquich, mentre nella seconda parte si traccia il grandioso affresco della Sinfonia in re minore n. 5 op. 47 di Dmitrij Šostakóvič. L’Orchestra Giovanile è anche presente in “Maggio aperto”, nell’ambito del quale terrà un secondo concerto il 31 maggio.

L’avvio di “Maggio aperto” è affidato alla prestigiosa collaborazione con la storica istituzione “Gli Amici della Musica” con la quale è previsto a partire dal 24 aprile un ciclo di sei concerti, che saranno il 28, il 30 aprile, il 5, 9 (ore 16), 21 maggio alle ore 20 presso la sala Coro; tutti vanno sotto il titolo di “Beethoven 199”, che anticipa le celebrazioni per i 200 anni dalla morte del grande compositore tedesco. Mentre Daniele Gatti dirigerà, fra il 18 giugno e il 1° luglio, le nove sinfonie, gli Amici faranno eseguire i 16 quartetti da Quator Van Kuijk, Fibonacci String Quartet, Quator Adorno, Aviv Quartet, Quartet Integra, Quartetto Nous. Il direttore artistico degli Amici della Musica Andrea Lucchesini ha commentato: “La musica di Beethoven è una presenza costante nelle sale da concerto, ma certamente nel 2027 il bicentenario della morte del genio di Bonn porterà ad un profluvio di programmazione dell’opus beethoveniano. Gli Amici della Musica di Firenze giocano d’anticipo con sei complessi formati da musicisti preparatissimi e provenienti da vari Paesi del mondo”

Mercoledì 6 maggio alle 20 in sala Regia prosegue la collaborazione col G.A.M.O.: il programma mette in dialogo alcune traiettorie fondamentali della musica del Novecento storico con la sensibilità della creazione contemporanea, con pagine di Edgard Varèse, Osvaldo Coluccino del quale, in prima esecuzione a Firenze, sarà presentato Onda, spora – Atopica (2003) per nove strumenti, e Paul Hindemith. Francesco Gesualdi direttore di G.A.M.O. sottolinea che nel contesto di Maggio Aperto trova un rinnovato slancio e una prospettiva particolarmente preziosa: “Siamo profondamente onorati che il Teatro abbia voluto riconoscere nel GAMO una realtà storica a cui affidare la cura di progetti dedicati alla musica classica contemporanea in ambito cameristico. Auspico che questa collaborazione possa offrire al pubblico occasioni di ascolto stimolanti e significative, contribuendo a valorizzare la musica del nostro tempo all’interno di un’istituzione così prestigiosa.”

Dalle sonorità contemporanee espresse da G.A.M.O. si viene catapultati indietro nel tempo, mercoledì 13 maggio alle 20 in sala Mehta, con L’Homme Armé in un concerto madrigalistico monografico dedicato a Claudio Monteverdi diretto da Fabio Lombardo dal titolo “O dolcezze amarissime d’Amore”, Monteverdi, i poeti, e le alterne vicende dell’amore. Il programma comprende una scelta di brani tratti dai vari libri di madrigali (il Terzo, il Quinto, il Sesto, il Settimo) che Monteverdi pubblicò tra il 1592 e il 1619, per un’esplorazione delle “nuove musiche” e della drammatizzazione degli affetti. Renato Baldassini ha puntualizzato il programma del Concerto, ricordando anche le passate collaborazioni col Maggio: “Le collaborazioni che si sono realizzate nelle passate edizioni, con l’esecuzione dei concerti “In terra Pax” nel 2024 e “Lume alla terra” nel 2025, hanno presentato tesori musicali meravigliosi, come quelli di compositori quali Josquin e Isaac, Monteverdi e Gabrieli, pietre miliari nella storia della musica, svelati ad un pubblico numeroso, ammirato, in certi casi sorpreso da tanta bellezza. Per questa edizione del Festival L’Homme Armé presenta un programma monografico dedicato a Claudio Monteverdi con pagine elaborate sulle diverse sfaccettature dell’amore, restituite attraverso il “filtro” monteverdiano e di alcuni poeti contemporanei”.

Giovedì 14 maggio, in sala Orchestra alle 20, inizia il ciclo di cinque concerti con L’Accademia del Fortepiano Bartolomeo Cristofori. Le altre date in calendario sono il 19, il 26 maggio il 3 e il 9 giugno. Si alterneranno cinque protagonisti su cinque fortepiani originali: il 14 maggio Roberto Prosseda; il 19 Olga Pashchenko, il 26 Wolfgang Brunner, il 3 giugno JinJu e il 9 Yuan Sheng. La rassegna, un progetto di Stefano Fiuzzi, s’intitola “Da Paesi e popoli lontani…” e prende spunto dal celebre ciclo pianistico “Von fremden Ländern und Menschen” di Robert Schumann, evocando un viaggio musicale attraverso culture, stili e tradizioni nazionali differenti. Ognuno dei cinque interpreti è stato invitato a costruire un programma evocativo che, prendendo ispirazione dal titolo schumanniano, renda omaggio alla propria cultura musicale di riferimento o a una specifica tradizione nazionale. L’idea è quella di trasformare ogni concerto in una sorta di “ritratto musicale”, nel quale repertorio, stile e strumento storico dialogano per restituire al pubblico una prospettiva viva e autentica sulla musica dell’Ottocento europeo. I programmi scelti comprenderanno musiche di Mozart, Beethoven, Schumann, Mendelssohn, Chopin, Fanny Hensel e Glinka, offrendo così un ampio percorso attraverso il repertorio pianistico tra classicismo e romanticismo, esplorato attraverso il timbro e le peculiarità espressive dei pianoforti d’epoca. Il presidente dell’Accademia del Fortepiano Mauro Campus ha dichiarato: “L’anno scorso la collaborazione tra ABC e il Maggio ha superato il traguardo dei dieci anni. Non è soltanto una ragione di orgoglio: è, prima di tutto, un indicatore di vitalità istituzionale. Quando due istituzioni musicali e culturali scelgono di dialogare nel tempo, inscrivendo il loro rapporto nella durata, danno forma concreta a un dovere civico prima ancora che artistico. In un’epoca in cui il confronto tende a irrigidirsi e le arti stesse talvolta si ripiegano entro confini sempre più stretti – estetici, disciplinari, in definitiva politici – il segnale che il Maggio offre nel mantenere e rafforzare questa collaborazione è di segno opposto: apertura, permeabilità, incontro. Un incontro non astratto, ma radicato nella città, nelle sue associazioni musicali, nelle molte realtà che ne alimentano la vitalità culturale. Per questo è con particolare soddisfazione che presentiamo la nuova tappa della collaborazione tra l’Accademia del Fortepiano e il Maggio. Quest’anno essa offre al pubblico del Festival un ciclo di cinque concerti. Il programma attraversa con naturale eleganza un repertorio ampio e, al tempo stesso, restituisce a questi brani la loro concreta dimensione storica: la possibilità di ascoltarli nel suono degli strumenti per i quali furono concepiti. Che questo segno di dialogo e di apertura trovi spazio anche nell’ottantottesima edizione del Festival del Maggio, conferma la natura profondamente corale della manifestazione e ribadisce una convinzione semplice: il dialogo tra le arti non è un ornamento del Festival, ma una delle condizioni che ne rendono possibile l’esistenza. In fondo, è proprio nello spazio del dialogo che la musica realizza, nella pratica, la propria vocazione democratica.”

Il futuro della musica è rappresentato dalle sue fucine più prestigiose: La scuola di Musica di Fiesole e il Conservatorio Cherubini. Sabato 30 maggio alle 20 in sala Coro, parte il primo appuntamento con Il Conservatorio di Musica Luigi Cherubini di Firenze. Il secondo seguirà, sempre in sala Coro alle 20, venerdì 12 giugno. I programmi dei due concerti del Conservatorio non sono stati ancora definiti ma presenteranno importanti composizioni del repertorio classico. Gli ensemble dei giovani musicisti saranno selezionati dalle classi di Musica da camera e di Musica d’insieme per strumenti ad arco. La presidente del Conservatorio, Rosa Maria Di Giorgi ha dichiarato: “Questi due concerti siglano una conferma della collaborazione tra le due Istituzioni giunta al terzo anno: il Conservatorio è orgoglioso di presentare al pubblico del Festival del Maggio musicisti che sono vicini o giunti al termine del loro percorso di studi con una formazione che testimonia il livello di eccellenza raggiunto dal Cherubini nell’ambito delle Istituzioni AFAM.” Assieme alla presidente, il direttore del Conservatorio Giovanni Pucciarmati ha sottolineato che: “È una preziosa opportunità per gli studenti del Conservatorio vicini alla professione di esibirsi in un contesto di rilievo internazionale e di mettersi alla prova nelle condizioni migliori. Non capita tutti i giorni di avere la possibilità di suonare nelle Sale del Teatro: già questa esperienza offre agli studenti una concentrazione unica per la performance.”

Domenica 31 maggio alle ore 20 l’Orchestra Giovanile Italiana torna a suonare in sala Mehta – dopo il concerto diretto il 24 da Antonio Pappano nell’ambito del Festival; a dirigerla sarà il giovane e lanciatissimo peruviano Dayner Tafur-Díaz in un caleidoscopico programma, nel quale alla luminosa scrittura di Kauyumari e Antrópolis della compositrice messicana Gabriela Ortiz si accompagnano le caratteristiche sonorità della Cuban Ouverture di George Gershwin, per giungere alla visionaria e immensa Symphonie fantastique di Hector Berlioz. La Scuola di Musica di Fiesole è presente anche in altri due appuntamenti del ciclo, con alcune delle migliori formazioni cameristiche fiesolane che condivideranno con gli ascoltatori musiche di grande fascino, alcune delle quali di raro ascolto: domenica 7 giugno alle 20 in Sala Coro un programma incentrato sulla calda voce del clarinetto tra Romanticismo e Novecento, con pagine di Francis Poulenc, Felix Mendelssohn-Bartholdy e Igor’ Stravinskij, cui si accosta l’intima e meditativa scrittura del Quintetto in si minore per clarinetto e archi op. 115 di Johannes Brahms. Sabato 13 giugno alle 20 sempre in sala Coro, tre smaglianti saxofoni per musiche dei compositori americani Marc Mellits e Chris Evan Hass. Il Quartetto Oblaka prosegue il concerto, con il drammatico Quartetto per archi n. 8 in do minore op. 110 di Šostakóvič dedicato “alle vittime del fascismo e della guerra” e il Quartetto in re maggiore Hob.III:42 op. 33 n. 6, l’ultimo dei cosiddetti “prussiani” di Haydn.

In sala Mehta trova posto l’Istituto Giovanni Battista Lulli con Samuele Lastrucci alla guida dell’Orchestra Modo Antiquo e del Coro dei Musici del Gran Principe, lgiovedì 11 giugno alle 20 per “Le Grand Théâtre de Dieu: Splendori del barocco sacro francese nel tricentenario di Michel-Richard de Lalande” un concerto di musica sacra a cavallo tra Sei e Settecento, un’indagine estetica sulla produzione devozionale del Grand Siècle volta a restituire al grande pubblico una generazione di autori cresciuta all’ombra del magistero di Lulli e oggi ingiustamente poco frequentata in Italia. Tra le composizioni di Michel-Richard de Lalande, Sébastien de Brossard e Jean Gilles anche una di Federico Maria Sardelli “Jesu dulcis memoria” composta nel 2019 e dedicata al suo discepolo Lastrucci.

Chiude la programmazione del Maggio aperto il 20 giugno alle ore 20 in sala Orchestra, Tempo Reale-Maggio Elettrico col Tempo Reale Electroacoustic Ensemble: Fluxus Tree è un progetto che mette al centro l’eredità del movimento Fluxus, una delle avanguardie più radicali e influenti del Novecento, capace di trasformare l’atto musicale in gesto, relazione, azione quotidiana, ascolto espanso e che ha ridefinito il ruolo dell’interprete, l’idea stessa di partitura e il confine tra arte e vita, proponendo un approccio aperto, ludico e profondamente democratico al fare musicale. Al centro, le azioni performative di Yoko Ono o gli eventi sonori di Giuseppe Chiari – e attraverso opere di artisti che hanno condiviso con Fluxus spirito, pratiche e visioni, come Toshi Ichiganagi e John Cage. Ne emerge una mappa di connessioni, risonanze e influenze reciproche che racconta la vitalità di un’idea estetica ancora oggi capace di orientare la ricerca musicale contemporanea. Un percorso improvvisativo che attraversa istruzioni aperte, grafie e azioni sonore. Accanto al suono, anche lo spazio performativo diventa un parametro della performance: la relazione tra i musicisti e lo spazio stesso, così come quella con il pubblico, si ridefinisce continuamente, rompendo la consuetudine di una separazione netta tra chi ascolta e chi agisce. EXTRA

Ci sono importanti novità “extra” nel cartellone del Festival: la prima che verrà presto annunciata e inserita in calendario è rappresentata dalla proposta del progetto teatrale e musicale “Una Traviata da cortile”, ideato e narrato Alessandro Baricco, realizzato in collaborazione con l’Università degli Studi di Firenze e col sostegno di Unicoop Firenze.

Inoltre, viene riproposto il 13 giugno alle 18 in sala Mehta il concerto Rothko Chapel, per Soprano, Alto, Coro, Viola, Celesta, Percussioni di Morton Feldman, una delle opere più intense e concettualmente radicali della musica del secondo Novecento: le sei esecuzioni nel mese di marzo in sala Orchestra su iniziativa di Palazzo Strozzi (in collaborazione col Maggio e la sua Accademia), in occasione della mostra “Rothko a Firenze” (dal 14 marzo al 23 agosto 2026) sono infatti andate tutte esaurite in poche ore. L’evento propone un’esperienza di dialogo profondo tra suono, spazio e silenzio, in stretta risonanza con l’opera di Mark Rothko. Dirige l’Ensemble corale dell’Accademia del Maggio Musicale Fiorentino il direttore del Coro del Maggio Lorenzo Fratini. 

Nel corso del Festival, poi, il 7 maggio alle ore 19 in Sala Coro si terrà l’ultima delle tre masterclass aperte al pubblico e organizzate in sinergia con l’Accademia del Maggio. Protagonista della lezione con i giovani talenti dell’accademia è il soprano Eleonora Buratto che affronterà con gli allievi, arie di Verdi, Mozart, Massenet. Le masterclass si inseriscono nel percorso formativo dell’Accademia del Maggio, che da sempre affianca alla didattica un’intensa attività di confronto con artisti di riconosciuta esperienza. In questa occasione, tali momenti di studio vengono condivisi con il pubblico, secondo una pratica diffusa in numerose istituzioni musicali internazionali, dove la dimensione pubblica della masterclass assume un valore formativo e divulgativo.

Il 20 e 21 maggio in Sala Mehta, il Festival accoglie una tappa del tour europeo di Ludovico Einaudi. Il concerto, che segue la pubblicazione dell’album Solo Piano (Decca, 27 febbraio 2026), ripercorre trent’anni di carriera. In una dimensione intima ed essenziale, Einaudi eseguirà i suoi brani più iconici – da Nuvole Bianche a Experience – accanto a successi recenti come Adieux e all’inedito Memory One.

Per il ciclo di incontri “Oltre il sipario” organizzato dal Maggio per approfondire le opere e i concerti in cartellone prima della loro messa in scena è offerta una serie di appuntamenti pensati per guidare il pubblico alla scoperta dei capolavori in cartellone attraverso l’ascolto guidato e l’approfondimento storico. In occasione dell’esecuzione integrale delle Sinfonie di Ludwig van Beethoven affidata a Daniele Gatti, Giovanni Bietti terrà due lezioni in Sala Coro alle ore 11. Il 21 giugno l’analisi si concentrerà sulle Sinfonie dalla n. 1 alla n. 6, mentre il 28 giugno il percorso si concluderà con l’introduzione alle Sinfonie n. 7, n. 8 e n. 9. Un’occasione preziosa per esplorare l’evoluzione del genio di Bonn. Ingresso: 5 euro. In collaborazione con Il Foyer – Amici della Lirica di Firenze, sono in programma due conferenze nel Foyer di Galleria alle ore 16.30 dedicate a due titoli operistici del Festival. L’ 8 maggio, Alberto Batisti presenterà “Verdi e l’insostenibile leggerezza del Ballo”, un’indagine sulle sfumature drammatiche e brillanti di Un ballo in maschera. Il 10 giugno, Martino Ruggero Dondi curerà l’incontro “L’antico in scena: Giulio Cesare di Händel”, dedicato alla magnificenza del barocco händeliano.

Il 12 maggio alle 17, presso il Foyer di Galleria verrà presentato il volume edito da Zecchini Giacomo Meyerbeer, la gloria e il disprezzo! Vita, opere, fortuna; parteciperanno l’autore Maurizio Modugno insieme a Giancarlo Landini e Giovanni Vitali, per riscoprire la figura di un compositore che ha segnato un’epoca della storia del teatro musicale.

L’ingresso per le conferenze e la presentazione del libro è libero fino a esaurimento dei posti.

PREZZI DEI BIGLIETTI dei concerti di Maggio Aperto

Amici della Musica: sala Coro, posto Unico 25 euro

G.a.m.o.: sala Regia, posto unico 10 euro

L’Homme Armé: sala Mehta, posto unico 15 euro

Accademia del Fortepiano: sala Orchestra, posto unico 15 euro

OGI, diretta da Pappano: sala Mehta, settore A 40 euro, settore B 20 euro

Conservatorio: sala Coro, posto unico 10 euro

OGI, diretta da Tafur Dìaz: sala Mehta, posto unico 15 euro

Scuola di Musica di Fiesole, Quartetti: sala Coro, posto unico 10 euro

Istituto Lulli: sala Mehta, posto unico 15 euro

Tempo Reale: sala Orchestra, posto unico 10 euro

Masteclass Buratto: sala Coro, posto unico 10 euro

Concerto Einaudi: sala Grande, primo settore “gold” 115 euro, primo settore 103,50 euro, secondo settore 92 euro, terzo settore 80,50 euro, palchi 63,25 euro; galleria 46 euro

Il manifesto di Georg Baselitz (con Einstein che suona il violino)

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