
Stretto di Hormuz: Ue non manderà navi come chiede Trump. Kallas: “E’ fuori dal raggio d’azione Nato”

BRUXELLES – L’Unione Europea, così come Londra e Berlino, hanno risposto “no” a Trump che chiedeva l’intervento nello Stretto di Hormuz. Kaja Kallas, al suo arrivo al Consiglio Affari Esteri, ha affermato: “Siamo stati in contatto con la Nato in precedenza, ma questo è davvero al di fuori dell’area d’azione della Nato. Ecco perché abbiamo l’operazione Aspides, e ci sono Stati membri che sono anche disposti a contribuire, sia nella coalizione dei volenterosi che nell’operazione stessa. Ma è al di fuori dei territori della Nato. Non ci sono Paesi Nato nello stretto di Hormuz”.
“Nel fine settimana ho parlato con il segretario generale dell’Onu Antonio Guterres per capire se è possibile avere un’iniziativa a Hormuz come quella sul Mar Nero per il grano dell’Ucraina”, ha spiegato Kallas. La chiusura dello stretto rappresenta un grave pericolo per le forniture di petrolio, specie per l’Asia, ma a la situazione è problematica “anche per quanto riguarda i fertilizzanti”, ha detto Kallas. “E se quest’anno ci sarà carenza di fertilizzanti, l’anno prossimo si verificherà anche una carenza di cibo”.
La riapertura dello Stretto di Hormuz, strategico per i commerci globali degli idrocarburi e non solo, non può essere affidata a “una missione della Nato”, ha aggiunto il premier britannico Keir Starmer rispondendo ai giornalisti.
“Lasciatemi essere chiaro, questo non sarà e non è mai stata immaginata come una missione della Nato”, ha tagliato corto Starmer, interpellato sulle parole del presidente Donald Trump, il quale nelle scorse ore ha definito “molto negativo per la Nato” l’eventuale rifiuto degli alleati di farsi coinvolgere con l’invio di navi militari verso Hormuz.
