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Guerra in Iran, Mojtaba: “Creare insicurezza nei nostri nemici”. Il piano per Hormuz. Giustiziato da Teheran un campione di lotta

Mojtaba Khamenei

TEHERAN – “Il Ministero dell’Intelligence deve proseguire sulla sua strada, creando insicurezza per i nemici e sicurezza per i cittadini iraniani”. Lo si legge in un messaggio attribuito alla Guida Suprema della Rivoluzione Islamica, l’Ayatollah Seyyed Mojtaba Khamenei, in cui ha espresso le sue condoglianze al presidente Masoud Pezeshkian “per il martirio del ministro dell’Intelligence Esmaeil Khatib”.

Nel messaggio, pubblicato su Mehr News, l’agenzia di stampa iraniana semi-ufficiale di proprietà statale, Khatib viene descritto come “un veterano di guerra instancabile” che “ha profuso grandi sforzi per la causa della Rivoluzione Islamica”.

HORMUZ – Intanto Regno Unito, Italia, Francia, Germania, Paesi Bassi e Giappone si dichiarano pronti a contribuire a un piano per garantire la navigazione commerciale dello Stretto di Hormuz, chiuso dall’Iran in risposta agli attacchi di Usa-Israele.

Meloni e Tajani precisano che non ci sarà alcun intervento militare. Teheran minaccia: “Chi aiuta gli Usa a riaprire Hormuz sarà complice dell’aggressione”. Vola il prezzo del petrolio, con la guerra che infiamma il Golfo e i missili sulle raffinerie. Il conflitto “avrà un impatto rilevante sull’inflazione”, avverte la Bce.

TAJANI – “Finita la guerra, si può partecipare a iniziative più ampie delle Nazioni Unite per garantire il trasporto marttimo a Hormuz. Noi dobbiamo insistere con la nostra diplomazia”. Lo ha detto a Mattino Cinque il ministro degli Esteri Antonio Tajani.

“Non abbiamo voluto questa guerra, non vogliamo parteciparvi – ha ribadito – ma ieri in Ue abbiamo dato un contrinuto fondamentale per dare un messaggio forte per una moratoria negli attacchi ai centri petroliferi e del gas. Un messaggio che punta a ristabilire maggiore tranquillità” per arrivare a una “de-escalation”. “Il fatto che l’Ue abbia ascoltato Guterres – ha concluso il ministro – significa che vuole essere protagonista”.

ESERCITO ISRAELIANO – L’Idf comunica che l’aeronautica militare “sta attaccando strutture del regime iraniano nell’area di Nur, a est di Teheran’. La zona dell’Iran dove in questo momento l’aeronautica militare israeliana sta attaccando infrastrutture ‘del regime’ si trova sulle rive del mar Caspio, nella parte settentrionale dell’Iran.

NAVI IN FIAMME – Almeno 16 navi mercantili hanno preso fuoco nel porto iraniano di Bandar Lengeh, nel Golfo Persico meridionale, dopo essere state colpite durante gli attacchi statunitensi e israeliani di oggi. Lo ha dichiarato il governatore del porto Foad Moradzadeh.

CINA – La Cina sta limitando le esportazioni di carburante per aerei, gasolio e fertilizzanti. Lo riferiscono fonti del settore, diplomatici e analisti al Financial Times. Secondo queste fonti, la Commissione nazionale per lo sviluppo e la riforma (Ndrc), il principale organo di pianificazione economica cinese, ha chiesto nei giorni scorsi agli esportatori di fertilizzanti di sospendere le spedizioni all’estero di alcune linee di prodotti.

Ciò fa seguito alle istruzioni date dall’Ndrc all’inizio di questo mese alle grandi raffinerie petrolifere sostenute dallo Stato di interrompere le spedizioni all’estero di carburante per aerei, diesel e cherosene. La Cina è il secondo esportatore mondiale di fertilizzanti, dopo la Russia, e il sesto esportatore di carburante per aerei, secondo i dati dell’International Trade Centre. Secondo gli analisti, sta cercando di preservare le riserve energetiche e alimentari e di proteggere il mercato interno a causa della guerra in Medio Oriente.

CAMPIONE GIUSTIZIATO – Tra le tre persone giustiziate ieri dal regime iraniano c’era anche l’adolescente Saleh Mohammadi, 19 anni, membro della nazionale iraniana di lotta libera. Lo riferiscono fonti citate dalla Bbc. Le esecuzioni sono avvenute nella provincia settentrionale di Qom, dopo che la Corte Suprema ha confermato le condanne a morte, come riportato dall’agenzia di stampa iraniana Tasnim. I tre erano accusati di aver ucciso agenti di polizia durante le proteste antigovernative di gennaio, secondo quanto riportato dai media statali. Secondo l’agenzia Tasnim, i tre uomini sono stati condannati anche per “moharebeh” – aver mosso guerra a Dio – una delle accuse che l’Iran usa per emettere condanne a morte contro manifestanti e oppositori della Repubblica Islamica.

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