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Referendum, Giorgia Meloni dopo la sconfitta: “Persa un’occasione per il Paese. Ma noi andremo avanti”. Manifestazioni in tutt’Italia

Giorgia Meloni (Foto sui social)

ROMA – “La sovranità appartiene al popolo e gli italiani oggi si sono espressi con chiarezza. Il governo ha fatto quello che aveva promesso, portare avanti una riforma della giustizia che era scritta nel nostro programma elettorale. L’abbiamo sostenuta fino in fondo e poi abbiamo rimesso la scelta ai cittadini e i cittadini hanno deciso. E noi come sempre rispettiamo la loro decisione”. Così la premier Giorgia Meloni in un video sui social.

“Resta chiaramente il rammarico – aggiunge parlando all’aperto, con una siepe alle spalle – per un’occasione persa di modernizzare l’Italia ma questo non cambia il nostro impegno per continuare con serietà e determinazione a lavorare per il bene della nazione e per onorare il mandato che ci è stato affidato. Andremo avanti come abbiamo sempre fatto, con responsabilità, con determinazione e soprattutto con rispetto verso l’Italia e verso il suo popolo”. 

MANIFESTAZIONI – Intanto, in tutt’Italia, i comitati del “no” annunciano manifestazioni. Con lo slogan: “Ha vinto il no! Meloni, dimissioni!”. 

Al momento sono state organizzate manifestazioni (oggi, dalle 18) a: Bologna, Brescia, Caserta, Cuneo, Grosseto, Milano, Napoli, Padova, Palermo, Pavia, Perugia, Pisa, Roma, Torino, Verona.

RENZI – “Per me si devono fare le primarie, spero si facciano presto. Io ho detto un anno fa che il centrosinistra poteva vincere, si è rotto il rapporto tra Meloni e la sua base. E’ legittimo che ci siano nel centrosinistra posizioni diverse e che si confrontino sulle primarie, come andrà a finire non lo so, io spero con le primarie il prima possibile”. Lo ha detto il leader di Italia viva, Matteo Renzi alla luce della sconfitta del centrodestra al referendum sulla giustizia.

Aggiungendo: “Mi pare che la partita sia sostanzialmente chiusa: il no, molto a sorpresa, ha vinto il referendum. Al di là di come la pensassero i sostenitori dell’una e dell’altra parte, oggi si consuma un fatto politico enorme: quando il popolo parla il palazzo deve ascoltare, questo è un messaggio importante per Meloni, che per anni ci ha raccontato di essere benedetta e baciata dal consenso popolare”.

“Il governo – prosegue Renzi – ha preso una riforma di legge esautorando il parlamento, che è sempre stato favorevole alla separazione delle carriere ma contrario a questo tipo di metodo di riforma. Avevamo chiesto di cambiarla e ci è stato detto di no: oggi il messaggio è che non c’è cambio di accise per 15 giorni che tenga, c’è solo una sconfitta sonora del governo ancor prima che delle ragioni del sì. Non suggerisco a Meloni cosa deve fare: so cosa si prova a perdere un referendum, ma in quel caso avevo aperto agli emendamenti sia di maggioranza che di opposizione. Per prendere atto di una sconfitta referendaria ci vuole coraggio: Meloni non può uscire il giorno dopo fischiettando come se non fosse una legge su cui aveva spinto tanto”.

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