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Suicidio assistito in Toscana: morta Libera, la 55enne affetta da sclerosi multipla

FIRENZE – Libera, la donna di 55 anni, toscana, affetta da sclerosi multipla, è morta oggi, 25 marzo 2026 nella sua casa, a seguito dell’autosomministrazione di un farmaco letale tramite il dispositivo con comando oculare che era stato appositamente predisposto dal Cnr, per consentirle di azionare l’infusione endovenosa del farmaco per il fine vita.

È la quattordicesima persona in Italia ad aver avuto accesso al suicidio medicalmente assistito e la seconda in Toscana seguita dall’Associazione Luca Coscioni che dà notizia della sua morte. “Spero, con tutta me stessa, che nessuno debba più aspettare due anni per poter esercitare un diritto che gli appartiene già – ha dichiarato in un messaggio affidato all’associazione Coscioni da parte della stessa Libera -. Nessuno dovrebbe essere costretto a lottare così a lungo per ciò che dovrebbe essere garantito”.

“La mia battaglia è stata dura, ma desidero credere che non sia stata vana – ha aggiunto Libera -. Se servirà ad aprire anche solo una strada, ad accorciare anche solo un’attesa, allora avrà avuto senso. Ringrazio profondamente l’Associazione Luca Coscioni, che mi ha dato voce e strumenti per vedere riconosciuto questo diritto. E ringrazio, con sincera gratitudine, il mio medico, Paolo Malacarne. Questa non è solo la mia storia. È una richiesta di dignità, che spero un giorno non debba più essere conquistata, ma semplicemente rispettata”.

Libera aveva ottenuto dalla Usl Toscana Nord Ovest il via libera per l’accesso alla procedura di aiuto medico alla morte volontaria a luglio 2024. Non essendo però in grado di assumere autonomamente il farmaco letale, essendo completamente paralizzata, aveva presentato un ricorso urgente, tramite il suo collegio legale coordinato dall’avvocata Filomena Gallo, segretaria nazionale dell’Associazione Luca Coscioni, affinché il suo medico fosse autorizzato a somministrare il farmaco. A quel punto il giudice di Firenze aveva sollevato la questione di legittimità costituzionale sull’articolo del codice penale che configura il reato di omicidio del consenziente, il 579 del codice penale, perché la somministrazione del farmaco da parte del medico sarebbe rientrata in questa fattispecie di reato. Dopo l’intervento della Consulta, che ha ordinato la verifica anche a livello internazionale dell’esistenza di dispositivi idonei all’autosomministrazione del farmaco per il suicidio assistito, il Cnr su ordine del tribunale ha predisposto e collaudato il dispostivo.

“A Libera va il nostro grazie per aver lottato non solo per sé, ma per tutte le persone nelle sue condizioni, contribuendo ad aprire una strada che potrà essere percorsa anche da altri. In questo momento il nostro pensiero e la nostra vicinanza vanno alla sua famiglia e a tutte le persone che le sono state accanto” dichiarano Filomena Gallo e Marco Cappato, rispettivamente segretaria nazionale e tesoriere dell’Associazione Luca Coscioni.

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