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Gattuso si è dimesso da ct della Nazionale. Ha sbagliato, ma c’è un sistema da rifondare. Provare con Rivera e Antognoni?

Il ct Rino Gattuso (foto dai social della Nazionale di Calcio)

Si è dimesso anche Rino Gattuso. “Con il dolore nel cuore, non avendo raggiunto l’obiettivo che ci eravamo prefissati, ritengo conclusa la mia esperienza sulla panchina della Nazionale”.

Risolto consensualmente il contratto che legava l’allenatore alla panchina dell’Italia. “La maglia Azzurra è il bene più prezioso che esiste nel calcio, per questo è giusto agevolare sin da subito le future valutazioni tecniche” le parole dell’ormai ex ct della Nazionale, che lascia la panchina dopo la sconfitta in Bosnia e la mancata qualificazione alla coppa del mondo.

“Desidero ringraziare il presidente Gabriele Gravina e Gianluigi Buffon, e con loro tutti i collaboratori della Federazione, per la fiducia e il supporto che mi hanno sempre garantito – sottolinea Gattuso -. È stato un onore poter guidare la Nazionale e farlo anche con un gruppo di ragazzi che hanno mostrato impegno e attaccamento alla maglia. Ma il ringraziamento più grande va ai tifosi, a tutti gli italiani che in questi mesi non hanno mai fatto mancare il loro amore e sostegno alla Nazionale. Sempre con l’azzurro nel cuore”.

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Rino Gattuso è una persona perbene. Molto legato alla maglia azzurra. Nel 2006 diventò campione del mondo arrivando a toccare il cielo con un dito. Ha sbagliato qualcosa? A mio modo di vedere sì e proprio nel momento culminante: io non avrei mai tolto Kean (ripeto mai) e non avrei affidato a un ragazzo come Pio Esposito, bravo quanto volete ma senza l’esperienza giusta, il compito di tirare il primo della serie decisiva di rigori. Errori semplici ma, alla fine, determinanti. Sono gli episodi a condizionare le partite. Anche quella da “dentro o fuori” dal Mondiale.

Chiaro, poi, che alle spalle dell’ennesimo fallimento azzurro c’è un sistema da rifondare. A cominciare dalla caterva di stranieri che popolano la nostra Serie A. Bene che Gravina si sia dimesso. Io vedrei al vertice federale un tandem di “vecchi giovani”: Gianni Rivera presidente federale e Giancarlo Antognoni primo dirigente della Nazionale. Poi, per l’ennesima volta, vinceranno altre visioni e ci ritroveremo Malagò a fare il commissario del calcio.

Sandro Bennucci

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