Moby Prince: 35 anni fa la sciagura davanti al porto di Livorno. Stefania Saccardi: “Atto di giustizia ricordare le vittime”

FIRENZE – Alla vigilia del trentacinquesimo anniversario della tragedia del Moby Prince, la più grande sciagura della marineria civile italiana avvenuta la sera del 10 aprile 1991 davanti al porto di Livorno, la presidente del Consiglio regionale della Toscana, Stefania Saccardi ribadisce come ricordare sia un “atto di giustizia che si deve alle vittime e alle loro famiglie ma non può essere un mero esercizio di retorica. La memoria deve tradursi in impegno operativo costante. La necessità imperativa oggi è vigilare senza sosta sulla sicurezza. Non possiamo permettere che il tempo affievolisca l’allerta nei trasporti e sui luoghi di lavoro: la sicurezza non è un costo, ma il presupposto stesso della civiltà”.
“È fondamentale — prosegue la presidente — che le innovazioni tecnologiche siano accompagnate da una cultura della responsabilità che non ammetta deroghe”. Saccardi ha infine ribadito che Moby Prince “è una ferita ancora aperta per tutta la Toscana segnata da troppe ombre e contraddizioni che a distanza di tanti anni non hanno trovato una risposta. I lavori della commissione parlamentare d’inchiesta e le indagini ancora in corso rappresentano un passaggio importante e fondamentale per fare piena luce”.
“Come Istituzioni rinnoviamo l’impegno per la ricerca della verità e per custodire la memoria, a partire dalla realizzazione del memoriale a Livorno su cui il Consiglio regionale si è trovato compatto approvando una mozione lo scorso 11 marzo”. “In questa vigilia – conclude Saccardi – il mio pensiero va a tutti coloro che continuano a chiedere, con dignità e tenacia, giustizia e chiarezza sui fatti assicurando il sostegno, altrettanto tenace, delle Istituzioni”.
