Massa, aggredito e ucciso in piazza: gli interrogatori del Gip. Uno dei fermati: “Bongiorni ha dato testata al mio amico”

MASSA – Si è svolta stamattina, 15 aprile 2026, nel carcere di Massa l’udienza di convalida e gli interrogatori di garanzia per Ionut Alexandru Miron, 23 anni, e Eduard Alin Carutasu, 19 anni: i due ragazzi, da domenica 12 aprile, sono sottoposti a fermo perché gravemente indiziati per l’accusa di omicidio volontario nella morte di Giacomo Bongiorni. L’uomo è stato ucciso in piazza a Massa, davanti al figlio e ad altri parenti, con calci e pugni.
I due giovani, di origine romena, sono residenti a Montignoso e Marina di Massa. Domani, invece, si terrà a Genova l’udienza di convalida del fermo per il 17enne massese accusato di omicidio aggravato in concorso e rissa aggravata. L’autopsia e l’analisi delle immagini della videosorveglianza hanno rivelato lesioni letali provocate dai colpi tirati con forza alla testa del 47enne.
TESTATA DELLA VITTIMA – “Bongiorni ha dato una testata al mio amico”, ha detto Carutasu al Gip, secondo le parole del suo avvocato. Il legale di Miron: “Ha detto di non averlo sfiorato”. “Dopo che i ragazzi hanno raccolto i vetri di una bottiglia” c’è stata una discussione tra i due gruppi, ma “la cosa sembrava finita là”. Poi “Bongiorni” e tornato verso di loro “e ha assestato una testata a uno” mentre il cognato “si è fatto sotto”. Secondo quanto riferito dal suo avvocato Enzo Frediani, sarebbe stata questa la posizione di Eduard Carutasu davanti al Gip. A quel punto, ha aggiunto il legale, “Carutasu e un altro sono andati incontro al cognato e lo hanno bloccato e colpito”. Intanto, secondo la versione di Carutasu, “proseguiva l’altro scontro perché il ragazzo che ha avuto la testata ha reagito e colpito con pugni” Bongiorni. Secondo l’avvocato, Carutasu ha poi tirato un calcio “alla testa” di Bongiorni “mentre era già a terra ma per rabbia”, “non con effetto mortale”, “non è un calcio dato per far male, né per uccidere né per ferire”, è un calcio “modesto, dato mentre Caratasu si allontana con gli altri”. “Il mio assistito non è coinvolto in un concorso materiale dell’omicidio, non ha dato contributo a causare la morte” di Bongiorni, ha aggiunto.
LA VERSIONE DELL’ALTRO FERMATO – All’uscita dal carcere di Massa ha parlato anche l’avvocato Giorgio Furlan, difensore di fiducia di Alexandru Miron. “Il mio assistito contesta ogni addebito e ha detto di non aver sfiorato” Giacomo Bongiorni, “ovviamente è dispiaciutissimo per quanto accaduto” ma “estraneo alla parte dei fatti che vedono come esito finale” la morte del 47enne, ha detto l’avvocato. Anche Mirno ha risposto alle domande del gip nell’interrogatorio di garanzia all’udienza di convalida del fermo. Alla domanda se Miron si sia scontrato con Gabriele Tognocchi – che ha riportato fratture al setto nasale e a una gamba – l’avvocato Furlan ha commentato: “Così parrebbe”. “Per ora” la vicenda “l’hanno qualificata in rissa”, ha aggiunto.
Ieri sera, intanto, migliaia di persone hanno partecipato alla fiaccolata per ricordare Bongiorni. Le persone hanno attraversato in silenzio la città, per arrivare infine nel luogo dell’aggressione, in piazza Palma, dove è stato osservato un minuto di raccoglimento.
PIANTEDOSI – Il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, ha detto al question time della Camera: “Il tragico episodio di Massa Carrara, i cui autori sono stati prontamente assicurati alla giustizia, e per il quale desidero esprimere la mia vicinanza personale e del governo ai familiari di Giacomo Bongiorni, è una vicenda che impone una seria riflessione sulla crescente violenza giovanile, che affonda le radici evidentemente in dinamiche familiari e sociali su cui è doveroso interrogarsi”.
