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Meloni a summit su Hormuz: “Disponibile a fornire navi ma con autorizzazione del Parlamento”

Giorgia Meloni

PARIGI – Donald Trump continua ad attaccare Roma per il mancato sostegno a Washington nel conflitto in Iran – “l’Italia non c’era per noi, noi non ci saremo per loro”, scrive su Truth il tycoon, postando un articolo del ‘Guardian’ sullo stop del governo all’uso della base di Sigonella agli aerei americani -, Giorgia Meloni vola a Parigi per raggiungere gli alleati europei alla Conferenza sulla navigazione marittima nello Stretto di Hormuz.

La premier definisce l’iniziativa che va in scena all’Eliseo, e che coinvolge circa 50 nazioni tra leader in presenza e rappresentanti collegati da remoto (tra cui anche India e Cina), “estremamente importante”, ed è per questo che “ho tenuto a esserci personalmente”.

Parlando al termine del summit assieme agli altri leader presenti, ovvero il padrone di casa Emmanuel Macron, il premier britannico Keir Starmer e il cancelliere tedesco Friedrich Merz, la Presidente del consiglio ribadisce che “l’Italia è pronta a fare la sua parte”, chiarendo però che “una presenza navale internazionale a Hormuz può essere avviata soltanto quando ci sarà una cessazione delle ostilità, in coordinamento con tutti gli attori regionali e internazionali, e con una postura esclusivamente difensiva”.

“Stiamo portando avanti un’importante azione di pianificazione a livello nazionale”, spiega la premier, prima di annunciare che “l’Italia offre la sua disponibilità a mettere a disposizione proprie unità navali, chiaramente sulla base di una necessaria autorizzazione parlamentare per quelle che sono le nostre regole costituzionali. È un impegno in linea con un lavoro che abbiamo già fatto per la difesa della libertà di navigazione, ricordo le missioni Aspides e Atalanta”.

Nel suo intervento all’Eliseo, Meloni rimarca poi come la libertà di navigazione nello Stretto sia una questione “assolutamente centrale per l’Italia, per l’Europa e per la comunità internazionale nel suo complesso. Si tratta di una questione di enorme rilevanza economica, perché da Hormuz transita circa il 20% del consumo mondiale di petrolio e gas naturale liquido”, senza dimenticare “i fertilizzanti, altra questione fondamentale da cui dipende la sicurezza alimentare di milioni di persone, soprattutto nei contesti più fragili”. 

Meloni cita anche le importazioni nelle nazioni del Golfo, “che sono partner strategici dell’Italia e dell’Europa, che vedono transitare per Hormuz il 60% dei loro consumi alimentari”. Insomma, “si capisce facilmente come riaprire Hormuz significhi far fronte a queste criticità” ma, evidenzia la presidente del Consiglio, “anche costruire un elemento che è essenziale per qualsiasi soluzione del conflitto mediorientale.

La riapertura dello Stretto è parte di qualsiasi serio progetto di negoziato per la crisi”. Chiaramente non è l’unico, sottolinea, facendo riferimento “alla rinuncia da parte dell’Iran alla corsa nucleare” e alla costruzione di “un quadro di sicurezza nel quale nessuna nazione venga minacciata per il futuro”. Prima di ripartire per Roma, Meloni promette perciò che l’Italia farà “tutto il possibile per aiutare a consolidare tanto il cessate il fuoco in Libano, preziosissimo, e ottenuto anche con la mediazione degli Stati Uniti, così come la prospettiva di una ripresa dei negoziati per porre la fine al conflitto in Iran”.

“I fronti aperti sono molti – conclude -, ma non rinunciamo a costruire soluzioni giuste, durature e pragmatiche, con determinazione e pazienza, come l’Italia cerca di fare ogni giorno”.Dopo l’apertura di Meloni all’invio di navi nello Stretto, M5s e Avs hanno subito posto come condizione per votare a favore in Parlamento il fatto che la missione venga autorizzata da una risoluzione ad hoc del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite.

“Nessuna spedizione militare italiana al largo delle coste iraniane è pensabile se non avviene sotto l’egida dell’Onu”, la linea del partito di Giuseppe Conte, che considera “necessaria una cornice giuridica chiara e una netta separazione dalle iniziative unilaterali di Trump”.

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