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Italia ai Mondiali al posto dell’Iran: Fifa e governo dicono no alla proposta Usa. Abodi: “Sarebbe una vergogna”

Pio Esposito e Retegui (foto Nazionale Italiana Calcio)

Andare ai Mondiali da ripescati è peggio che stare a casa perché eliminati. Lo pensano, giustamente, i vertici sportivi italiani di fronte alla proposta dell’inviato speciale del presidente degli Stati Uniti per le Partnership globali, Paolo Zampolli, che secondo il ‘Financial Times’ ha proposto lo scambio al presidente della Federcalcio internazionale, Gianni Infantino, e a Donald Trump, in quanto leader del Paese co-organizzatore del torneo.

Secondo fonti vicine alla vicenda, Zampolli ha sostenuto che i quattro titoli mondiali vinti dall’Italia giustificano l’assegnazione del posto dell’Iran. Secondo quanto riferito da alcune fonti al quotidiano britannico, il piano mira a ricucire i rapporti tra Trump e la premier Giorgia Meloni dopo gli attacchi dei giorni scorsi.

La Fifa non ha voluto commentare l’uscita estemporanea di Zampolli, rimandando anzi alle recenti dichiarazioni del presidente Infantino sulla partecipazione certa dell’Iran al Mondiale. Il numero 1 della Fifa ha anche incontrato ad Antalya, a fine marzo, la nazionale iraniana. Inoltre, si rileva, Zampolli non è nuovo a uscite del genere, l’aveva già fatto prima del Mondiale del 2022 in Qatar dopo la seconda esclusione dell’Italia.

Immediate le reazioni in Italia, tutte contrari ad un eventuale ripescaggio degli azzurri. Lapidario il ministro dello Sport, Andrea Abodi: “primo non è possibile, secondo non è opportuno. Non so cosa venga prima. Ci si qualifica sul campo”.

“Oggi ho letto che l’inviato di Trump vuole ripescare l’Italia ai mondiali: la trovo una cosa vergognosa. Io mi vergognerei”, ha detto anche il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, parlando con i cronisti a margine di un appuntamento al Quirinale.

Anche il presidente del Coni Luciano Buonfiglio ha rispedito al mittente questa eventualità. “Intanto non credo sia possibile, seconda cosa mi sentirei offeso. Di andare ai Mondiali bisogna meritarselo”, ha dichiarato il numero 1 dello sport italiano a margine della consegna del premio ‘Città di Roma’ organizzato da Opes.

Unica voce fuori dal coro, se così si può dire, quella del leggendario capitano ai Mondiali del 1982, Dino Zoff. “E’ una cosa che in genere si fa, certamente non è brillante, non è il massimo ma l’utile è utile. Se ci fosse la possibilità dovremmo prenderla, anche se non è molto sportiva”, ha dichiarato ai microfoni di Un Giorno da Pecora su Radio1.

La bizzarra proposta di Zampolli è arrivata fino a Teheran, tanto che un portavoce del governo iraniano ha dichiarato che la nazionale maschile di calcio si sta preparando per una “partecipazione orgogliosa e di successo” ai Mondiali negli Stati Uniti.

“Il Ministero della Gioventù e dello Sport ha annunciato, su ordine del ministro, la piena preparazione della nostra nazionale di calcio per la partecipazione ai Mondiali del 2026 negli Stati Uniti”, ha dichiarato mercoledì alla televisione di stato iraniana il portavoce del governo iraniano Fatemeh Mohejerani.

“Sono stati presi i provvedimenti necessari affinché questi ragazzi possano partecipare con orgoglio e successo ai Mondiali”, ha aggiunto. “Il calcio appartiene ai popoli, non ai politici. L’Italia ha conquistato la grandezza del calcio sul campo, non grazie a rendite politiche”, ha scritto invese su X l’ambasciata dell’Iran a Roma.

“Il tentativo di escludere l’Iran dalla Coppa del Mondo mostra soltanto la ‘bancarotta morale’ degli Stati Uniti, che temono perfino la presenza di undici giovani iraniani sul terreno di gioco”, ha aggiunto l’ambasciata iraniano senza risparmiare un attacco agli Stati Uniti.


Paulo Soares

redazione@firenzepost.it

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