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Incendio sul Monte Faeta: indagati titolari ditta di giardinaggio. L’accusa: “Bruciati resti di ulivo senza controllo”

LUCCA – Svolta nelle indagini sul grave incendio che da tre giorni sta divorando il Monte Faeta: ci sono due operai agricoli indagati con l’accusa di incendio colposo. Secondo quanto ricostruito dai carabinieri forestali di Lucca, i due operai stavano facendo pulizia in un oliveto quando è partito il fuoco.

“Sì, il fuoco lo abbiamo acceso noi per bruciare i rami degli ulivi” avrebbero detto i due uomini ai forestali dopo essere stati raggiunti dagli investigatori. La pulizia era stata commissionata dai proprietari dell’oliveto. Dopo l’ammissione i due, 50enni titolari di una ditta di giardinaggio di Lucca, sono stati invitati a nominare un legale. Il fascicolo è stato trasmesso in Procura oggi, 2 maggio 2026.

ALLARME DEL WWF – Il Wwf torna a chiedere con forza un cambio di passo sul fronte della prevenzione. In una nota, l’associazione sottolinea come le condizioni meteo avverse abbiano favorito la propagazione delle fiamme, ma evidenzia anche ritardi e criticità nella gestione iniziale dell’emergenza.

“La previsione di qualche giorno fa, che i forti venti avrebbero fatto rapidamente propagare le fiamme, si e’ purtroppo avverata. E cio’ che fa ancora piu’ rabbia e’ sapere che i primi interventi sono avvenuti solo dopo alcune ore le prime allerte dei cittadini, e che anche questa volta come per tanti altri incendi boschivi le fiamme hanno causa antropica”, si legge nella nota.

Secondo le prime stime riportate, sarebbero oltre 500 gli ettari andati in fumo, con decine di migliaia di alberi distrutti e un impatto pesante anche sulla fauna. Il Wwf parla di danni “ingenti” sotto il profilo ambientale, ma anche sociale ed economico, considerando le evacuazioni e le conseguenze sul territorio.

“Serviranno anni per ripristinare i danni, e il costo sara’ enormemente superiore di quello che avrebbe avuto una opportuna prevenzione”, prosegue l’associazione, che punta il dito contro la gestione del territorio e i comportamenti umani. “E’ impensabile, infatti, perdere l’ennesimo bosco per una pratica imprudente”.

Nonostante l’impegno di vigili del fuoco, protezione civile, volontari e mezzi aerei, tra cui Canadair, il rogo ha mostrato tutta la difficoltà nel contenimento degli incendi in condizioni estreme. “Gli incendi boschivi sono ormai spesso indomabili”, osserva il Wwf, richiamando il ruolo di siccità e vento. Da qui l’appello a rafforzare le attività di informazione e sensibilizzazione. “Comportamenti umani imprudenti o colposi quali abbruciamenti non controllati possono trasformarsi in pochi minuti in emergenze devastanti”, si legge ancora.

VIGILI DEL FUOCO – Sul posto sono impegnati 197 vigili del fuoco, 142 unità sul fronte pisano e 55 su quello lucchese, con rinforzi provenienti anche da Emilia Romagna e Liguria, 66 i mezzi di soccorso impiegati. Alle operazioni partecipano squadre a terra supportate da mezzi aerei: attualmente in azione 3 Canadair e 2 elicotteri Erickson S-64 della flotta aerea del Corpo nazionale. Permangono alcuni focolai attivi, in particolare sul versante pisano, ma il calo del vento sta determinando un miglioramento delle condizioni generali e una maggiore efficacia delle operazioni di contenimento.

AGGIORNAMENTO DELLE 20.01

Si arresta, dopo una lunga giornata di lavoro da parte di vigili del fuoco e volontari della protezione civile regionale, la propagazione del fronte di fiamma del rogo sul Monte Faeta. L’incendio tecnicamente non può dirsi ancora spento: rimangono numerose piccole riprese all’interno dell’area già percorsa dal fuoco, che continuano ad impegnare le squadre di operai forestali e volontari dell’organizzazione antincendi nelle operazioni di bonifica. Il fronte di fiamma però è fermo. Sul posto nel tardo pomeriggio era ancora operativo un elicottero della flotta regionale a supporto del personale a terra, mentre i mezzi aerei nazionali erano già rientrati.

Una buona notizia riguarda anche l’altro incendio che ha impegnato da ieri, 1 maggio, il sistema antincendi boschivi a Massarosa in provincia di Lucca, alla fine contenuto in circa sette ettari grazie al lavoro dei volontari, degli operai forestali e dei direttori delle operazioni di spegnimento dell’Unione di Comuni della Versilia e della Regione Toscana impegnati nel coordinamento di numerose squadre supportate da tre mezzi aerei nazionali e un elicottero regionale.

La giornata è stata particolarmente impegnativa anche per i numerosi nuovi eventi che si sono sviluppati a partire dalla mattinata: la sala operativa regionale ha gestito complessivamente undici incendi, oltre a cinque segnalazioni di abbruciamento. “Questi abbruciamenti di sterpaglie e residui vegetali – ribadisce ancora una volta il presidente della Toscana, Eugenio Giani – sono vietati in presenza di vento ed ogni comportamento non conforme può favorire l’innesco di nuovi incendi”



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