Fiorentina-Genoa: un punto per la salvezza, una vittoria per la maglia. Vanoli coraggio: fai giocare Braschi. Formazioni

FIRENZE – La matematica è una cosa, l’onore e l’attaccamento alla maglia un’altra. Basta un punto alla Fiorentina per la salvezza e chiudere così una delle stagioni più tormentate della sua storia: anche per questo, tra i tifosi, non traspare alcuna voglia di festeggiare se verrà centrato l’obiettivo, viste le tante
delusioni patite. Compreso il 4-0 rimediato lunedì scorso all’Olimpico contro la Roma, che ha interrotto una striscia positiva di sette risultati.
Ecco perché con il Genoa non è sufficiente un micragnoso pareggio che regalerebbe ai viola la certezza di restare in serie A, anche se Lecce e Cremonese le vincessero tutte. No, la Fiorentina oggi deve vincere soprattutto per scusarsi, per lanciare ai tifosi un messaggio rassicurante, una porta aperta sul futuro. E anche l’allenatore, Paolo Vanoli, dovrebbe avere coraggio: quello di far giocare, finalmente, il giovane Riccardo Braschi, di dargli una possibilità, invece di fare i soliti tentativi con Roberto Piccoli o quelli, ancora più deprimenti di schierare Gudmudsson là davanti. A fare che cosa?
Il dubbio della vigilia è proprio il punto interrogativo sull’attaccante: Piccoli, Gudmundsson. Oppure Braschi? L’ho ricordato alla radio e in Tv: nel 1966 allenatori come Beppe Chiappella, Andrea Bassi e Luigi Ferrero (nomi che oggi non dicono quasi nulla, eppure hanno rappresentato pietre miliari nella storia della Fiorentina) ebbero il coraggio di lanciare dei ragazzi che si chiamavano Esposito, Merlo, Brugnera, Chiarugi. Tutti insieme. Direte: certo, ma erano Esposito, Merlo, Brugnera e Chiarugi. No, allora erano semplicemente dei giovani che avevano vinto il torneo di Viareggio.
Lasci qualcosa, Vanoli, prima di uscire dal Viola Park. Altrimenti sarà stata solo una meteora capace di racimolare i punti-salvezza. E basta. La Fiorentina, ecco il sunto del mio ragionamento, ha bisogno di essere proiettata in avanti, di mettersi alle spalle una stagionaccia come questa. Finalmente quasi finita. Tutti dovranno fare la loro parte: giocatori, allenatore, Paratici, la società. Per ripartire convinti.
La proprietà, a quel che si sussurra, aspetta di chiudere l’accordo con Palazzo Vecchio per lo stadio. Poi, a quanto pare, potrebbe decidere di passare la mano. A chi? Non è dato sapere. Ma la speranza è che sia qualcuno non solo ben messo finanziariamente, ma anche deciso ad appassionarsi, a immedesimarsi con Firenze.
Il Genoa non verrà al Franchi per passeggiare. Daniele De Rossi ha fatto vedere qualcosa anche contro l’Atalanta. Genoa non insuperabile in difesa, ma grintoso e volitivo. La formazione, l’ho detto, ha solo un punto interrogativo: là davanti. Kean non so se tornerà prima della fine. Per oggi non è stato convocato. Sembra la partita giusta per Braschi, ma Vanoli chissà che cosa vuol fare.
In mezzo al campo, insieme a Fagioli regista, tornerà titolare Mandragora, con Parisi esterno offensivo destro. Nessun problema in difesa: davanti a De Gea ci saranno Dodò e Gosens ai lati, Pongracic e Ranieri nel mezzo. Vorrei che Vanoli ci potesse stupire. Non lo farà. La Fiorentina provi a vincere. Perché poi, a Torino con la Juve, e contro l’Atalanta, sarà più difficile. E i tifosi viola meritano più di un micragnoso punto-salvezza.
Le probabili formazioni
FIORENTINA (4-1-4-1): De Gea; Dodo, Pongracic, L.Ranieri, Gosens; Fagioli; Parisi, Mandragora, Ndour, Gudmundsson; Piccoli. Allenatore: Vanoli.
GENOA (3-4-2-1): Bijlow; Marcandalli, Ostigard, Zätterström;
Sabelli, Masini, Amorim, Ellertsson; Ekhator, Vitinha; Colombo. Allenatore: De Rossi.
ARBITRO: Massimi di Termoli.
