Morte di Riccardo Magherini: condanna definitiva per l’Italia, la Corte Europea respinge il ricorso

FIRENZE – Si chiude definitivamente, 11 maggio 2026, la vicenda giudiziaria sulla morte di Riccardo Magherini, avvenuta a Firenze nella notte del 3 marzo 2014, mentre l’uomo, all’epoca 39enne, giaceva a terra immobilizzato dai carabinieri.
Il collegio di cinque giudici della Grande Camera della Corte europea dei diritti dell’uomo ha respinto il ricorso presentato dal governo contro la condanna inflitta nei mesi scorsi, per il mancato rispetto del diritto alla vita di Riccardo, allo Stato italiano, non ravvisando elementi sufficienti per ribaltare la decisione.
Nelle motivazioni la Cedu afferma che lo Stato italiano è responsabile del decesso perché non c’era “l’assoluta necessità” di mantenere Magherini immobilizzato a terra, e sottolineano che le “linee guida in vigore all’epoca non contenevano istruzioni chiare e adeguate sul posizionamento delle persone in posizione prona al fine di ridurre al minimo i rischi per la salute e la vita”.
Nella sentenza si legge, infatti, che le linee guida allora in vigore non fornivano istruzioni chiare sul corretto posizionamento delle persone immobilizzate a terra, né indicazioni per ridurre i rischi per la salute. Inoltre, mancava una formazione adeguata per gli agenti sull’uso di tecniche potenzialmente pericolose, come la contenzione in posizione prona. Per questi motivi, la Cedu ha stabilito che l’Italia dovrà versare 140 mila euro ai familiari di Magherini per danni morali.
Lo Stato italiano, secondo la sentenza di gennaio scorso dei giudici di Strasburgo, è responsabile del decesso di Magherini perché non c’era l’assoluta necessità di mantenerlo immobilizzato a terra, ammanettato con le braccia dietro la schiena e la pancia a terra.
