Campobasso, madre e figlia morte avvelenate: interrogato parroco di Pietracatella, raccolse le ultime confidenze di Antonella Di Ielsi

CAMPOBASSO – Potrebbe giungere ad una svolta l’inchiesta della Procura di Campobasso sulla morte di Antonella Di Ielsi e Sara Di Vita, mamma e figlia morte per avvelenamento da ricina nei giorni a ridosso di Natale 2025. Oggi è stato sentito il parroco don Stefano Fracassi, l’interrogatorio è durato tre ore.
Il parroco potrebbe essere una figura chiave per le indagini: è stato proprio lui a celebrare il funerale delle due donne, a gennaio. Per questo motivo, Fracassi è stato sentito dalla Squadra mobile di Campobasso per la prima volta. Gli investigatori stanno cercando di ricostruire gli ultimi contatti di Sara e Antonella prima della morte. Don Stefano assume un ruolo fondamentale. Antonella scelse lui per confidarsi lo scorso 25 dicembre, nel momento in cui la figlia Sara aveva iniziato a manifestare i primi malesseri. La Procura spera che tra le confidenze della donna, raccolte dal parroco, ci siano degli indizi, come possibili tensioni o la ricostruzione dei rapporti familiari.
Proseguono intanto gli altri interrogatori dei familiari: ieri è stata sentita anche una vicina di casa. Laura Di Vita, cugina di Gianni Di Vita, papà di Sara e marito di Antonella, sarà sentita in un quarto interrogatorio, probabilmente il lunedì 18 maggio. Infine, di nuovo Gianni e Alice Di Vita, l’altra figlia, che sono rimasti ospiti di Laura Di Vita fino a qualche giorno fa, quando i due si sono trasferiti a Campobasso.
