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Prato: arrestati 5 falsari. Riproducevano monete da 2 euro che sembravano vere

Procura di Prato (foto Ministero della Giustizia)

PRATO – Smantellata dalla Procura di Prato un’organizzazione specializzata nella produzione e distribuzione di monete false da 2 euro, ritenute dagli investigatori di qualità “straordinariamente elevata”. L’indagine è stata coordinata con il nucleo operativo antifalsificazione monetaria dei carabinieri di Roma.

Cinque, secondo il comunicato diffuso dal procuratore Luca Tescaroli, le persone raggiunte da provvedimenti cautelari d’urgenza e condotte in carcere. Il quale spiega che il gruppo – composto da cittadini cinesi radicati nell’area pratese – avrebbe fatto parte di un consorzio criminale transnazionale attivo nella falsificazione, distribuzione e smercio di ingenti quantitativi di monete da due euro.

Le indagini, avviate nel novembre 2025, hanno portato al sequestro di quasi 20mila monete false recuperate in tredici diverse operazioni all’interno dei cambia-monete di sale slot e video lottery della provincia di Prato.

Gli accertamenti tecnici effettuati dal Centro nazionale di analisi delle monete della Zecca di Stato hanno evidenziato come le monete appartenessero a una nuova e sofisticata tipologia di contraffazione, progettata appositamente per superare i sistemi elettronici di verifica e ottenere banconote genuine dai distributori automatici.

Gli investigatori hanno ricostruito un sistema produttivo altamente organizzato. I falsari avrebbero importato dalla Repubblica popolare cinese enormi quantitativi di componenti metallici – gli “inner” e i “ring” che compongono le monete bimetalliche – per un peso complessivo stimato in almeno una tonnellata. Il materiale sarebbe transitato attraverso hub logistici in Germania e Belgio prima di arrivare in Toscana.

Secondo quanto scoperto dalla procura di Prato, il gruppo era riuscito a replicare perfettamente peso, dimensioni e proprietà magnetiche delle monete autentiche, coniando facce nazionali italiane, francesi, tedesche, slovene, greche, belghe e lussemburghesi, comprese alcune edizioni commemorative particolarmente rare. Le indagini hanno inoltre permesso di individuare due zecche clandestine: una all’interno di un’officina metallurgica nella zona rurale di Quarrata (Pistoia) e un’altra in un immobile di via Paoli, a Prato. Qui sarebbe avvenuta la produzione industriale delle monete false destinate al mercato illecito.

Tre degli indagati sono accusati di associazione per delinquere aggravata dalla transnazionalità finalizzata alla produzione e al traffico di monete contraffatte. Altri due avrebbero invece svolto il ruolo di intermediari nella distribuzione verso gli smerciatori fiduciari. All’operazione hanno preso parte anche personale specializzato della Zecca di Stato ed Europol.


Gilda Giusti

Redazione Firenze Post

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