Campobasso, madre e figlia morte avvelenate: al setaccio chat e pc delle vittime. Chi cercò in rete notizie sulla ricina?

CAMPOBASSO – Vanno avanti le indagini sul caso di Sara Di Vita e Antonella Di Ielsi, madre e figlia morte avvelenate con la ricina nel dicembre 2025 a Pietracatella (Campobasso). Gli investigatori si stanno concentrando in queste ore sull’analisi di sette dispositivi elettronici fra cellulari, tablet e computer delle vittime. Vogliono sapere se, a cercare in rete notizie sulla ricina, siano state le stesse donne poi morte.
E’ quanto emerge dalla convocazione dei legali delle parti offese e degli indagati, per venerdì 22 maggio 2026, in Questura a Campobasso, quando saranno estratti i dati da telefoni, modem, pc e tablet prelevati nei giorni scorsi dalla casa di Pietracatella. I nuovi accertamenti tecnici non ripetibili,
saranno effettuati da personale dello Sco – Servizio Centrale Operativo, delegato dalla Procura di Larino.
Lo Sco avrà poi 60 giorni di tempo per consegnare il lavoro. La procura, nel dettaglio, chiede di estrapolare da ciascun apparato dati utili per accertare rapporti, relazioni e legami correlabili alle
navigazioni internet eventualmente dirette a procurarsi ricina, anche da parte di Sara Di Vita e Antonella Di Ielsi. Poi l’estrapolazione delle eventuali chat intrattenute tra mamma e figlia, inerenti la patologia da ricina. Viene anche chiesta l’estrapolazione di tutti i dati relativi ai rapporti con familiari, parenti e amici, da identificare, per accertare fatti e circostanze idonee a ricostruire le abitudini di vita, i rapporti interpersonali delle vittime. infine, i dati relativi alla presenza di documenti, note, pagine di diario,
missive inerenti eventuali patologie sofferte dalle vittime e non conosciute.
