Arno: panconi fra Ponte Vecchio e Santa Trinita. E finestre a tenuta stagna in Oltrarno. Paratìe o “parata”?

FIRENZE – Sessant’anni dopo l’alluvione del 4 novembre 1966 sono state presentate le paratie sul
lungarno Acciaiuoli, tra Ponte Vecchio e ponte S.Trinita, da installare in caso di urgenza. Si concludono così le opere di mitigazione del rischio idraulico a Firenze, un intervento finanziato con circa 15 milioni di euro di risorse del Pnrr e che ha interessato complessivamente oltre 4,5 chilometri di
sponde cittadine dell’Arno.
Paratìe oppure opere da “parata”? Le opere realizzate, è stato spiegato, rientrano nel quadro della protezione civile più che nel quadro strutturale per mettere in sicurezza Firenze dall’Arno. Del resto, come da sempre sostengono gli ingegner idraulici, Firenze si mette al sicuro con opere a monte della città. Nel 1966 Firenze si trasformò in un immenso lago, sommersa da oltre 160 milioni di metri cubi d’acqua trascinati da una portata di 4100 metri cubi al secondo.
Nessuno dei tre grandi piani fatti per mettere al riparo Firenze e due terzi della Toscana dall’Arno (DeMarchi-Supino nel1970, Il Progetto Pilota della Regione Toscana nei primi anni Ottanta, il piano di bacino del professor Nardi del 1989) prevede paratìe o argini a Firenze. Infatti questo passa come opera di protezione civile.
Resta da capire quanto efficace. Auguriamoci di non doverlo sperimentare. Intanto viene consigliato ai fiorentini d’Oltrarno di mettere finestre stagne. Perché le paratìe su un lato dei lungarni spingerebbero l’acqua, co più forza, dall’altra parte.
Sul lungarno Acciaiuoli l’intervento interessa circa 230 metri e prevede l’utilizzo di panconi modulari delle dimensioni di due metri per 70 centimetri, da installare in occasione degli eventi di piena che ne richiedano l’attivazione.
Sul lungarno delle Grazie l’intervento interessa circa 270 metri, su lungarno Diaz il tratto è di 175 metri (e qui non si prevede l’utilizzo di panconi). Il sistema è progettato per consentire il transito in sicurezza di portate fino a 3.500 cubi al secondo sotto le arcate di Ponte Vecchio.
