Sciopero trasporti 29 maggio: stop di 24 anche in Toscana per bus e tramvia Firenze

FIRENZE – Sarà un venerdì nero anche in Toscana per il trasporto pubblico locale il 29 maggio 2026. E’ stato infatti proclamato uno sciopero generale nazionale di 24 ore che potrebbe causare ritardi, limitazioni di servizio e cancellazioni sia nel servizio tramviario sia nei bus urbani ed extraurbani gestiti da Autolinee Toscane.
BUS – Autolinee Toscane informa che i bus potrebbero subire ritardi o cancellazioni di corse nel servizio urbano ed extraurbano di tutta la Toscana, a causa dello sciopero nazionale di 24 ore di tutte le categorie pubbliche e private proclamato da Confederazione Unitaria di Base (CUB), Associazione Difesa Lavoratrici e Lavoratori Varese (ADL Varese), Sindacato Generale di Base (SGB), Sindacato Intercategoriale Cobas (SI Cobas), Unione Sindacale Italiana – Confederación Internacional de los Trabajadores (USI – CIT), Unione Sindacale Italiana (USI 1912), a cui ha aderito per il trasporto pubblico CUB Trasporti.
Il servizio sarà garantito in due fasce orarie, tra le 4.15 e le 8.14 e tra le 12.30 e le 14.29
Questo sciopero coinvolgerà sia il personale viaggiante che gli impiegati, compresi quelli delle biglietterie. Per operai ed impiegati lo sciopero è previsto per l’intero turno di lavoro. La regolarità del servizio dei bus fuori dalle fasce di garanzia, nonché la presenza di personale alle biglietterie, dipenderà dalle adesioni allo sciopero.
TRAMVIA – Per il servizio della Tramvia Firenze, lo sciopero è articolato in tre finestre: da inizio servizio alle 6:30, dalle 9:30 alle 17:00, dalle 20:00 a fine servizio.
Saranno invece garantite le corse nelle fasce: 6:30 – 9:30 e 17:00 – 20:00. Al di fuori delle fasce di garanzia, la regolarità del servizio dipenderà dall’adesione effettiva del personale. Come riferimento, l’ultima adesione registrata per uno sciopero di 24 ore proclamato da CUB–Cobas è stata pari al 22,2%.
I MOTIVI DELLA PROTESTA – Lo sciopero aziendale è stato indetto contro la guerra, l’economia di guerra e l’aumento delle spese militari, contro lo sfruttamento sul lavoro, la precarietà ed il mancato adeguamento delle retribuzioni dei lavoratori, contro il Genocidio in Palestina, contro l’assenza di politiche sociali, contro le politiche repressive dei diversi decreti “Sicurezza”, contro gli abusi della Commissione di Garanzia, contro l’assenza di politiche industriali, contro le morti sul lavoro.
