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Affitti brevi a Firenze: stop anche fuori area Unesco. Rifredi, Campo di Marte, San Jacopino. I proprietari: “Furore ideologico”

Protesta contro overtourism a Firenze (Foto dai social)

FIRENZE – L’annuncio della sindaca, Sara Funaro, arriva intorno all’ora di pranzo, oggi 26 maggio 2026: “Abbiamo deciso di estendere le zone di Firenze”, anche fuori dall’area Unesco, “dove inserire
nuovi blocchi a nuove aperture di affitti turistici brevi. Oggi è stata approvata la delibera in giunta e abbiamo chiesto al Consiglio comunale la procedura d’urgenza per avere tempi limitati”.

Tra le zone, fuori dal centro storico, ci sono inserite nella delibera, ci sono: “Campo di Marte, Gavinana, San Jacopino, Statuto e Rifredi, Libertà, Oberdan e Savonarola, Bronzino e Pier Vettori, Fonderia e
Petrarca, Pignoncino e Paolo Uccello”.

La decisione è arrivata anche sulla base dei risultati della ricerca dell’Università La Sapienza di Roma.
Lo studio è stato presentato insieme al professore Filippo Celata e all’assessore al turismo Jacopo Vicini.

“Uno studio che non è statico ma dinamico”, ha precisato la sindaca, alludendo al fatto che ci possono essere modifiche. L’obiettivo, ha aggiunto, “è favorire la residenzialità e lavorare per avere dei limiti. Abbiamo utilizzato vari criteri”, tra questi “quello del numero di affitti brevi rispetto ai residenti della zona, in alcune zone sono cresciuti in maniera esponenziale, e anche del tasso di crescita.

Ci sono alcune zone, come quella del Pignoncino o di San Frediano, dove il tasso di crescita ha superato addirittura il 90%. Non facciamo un lavoro solo per l’oggi. Nel momento in cui daremo nuove autorizzazioni, dopo la fine del periodo di moratoria della legge regionale che è di tre anni” e scadrà il 31 maggio 2028, sarà favorito “il piccolo proprietario. Il tema vero è come viene utilizzato l’appartamento: un conto è il famoso appartamento della nonna per avere un’integrazione al reddito, un altro è quando si usano” gli immobili “sotto forma imprenditoriale”.

“Siamo i primi – ha concluso – a livello italiano ad aver messo tale blocco nell’area Unesco. Siamo a maggior ragione i primi ad aver inserito la limitazione anche fuori dall’area Unesco. Sono convinta che questo possa fare da apripista. Non esiste una normativa a livello nazionale: ci stiamo basando su
una legge regionale che ci permette di poter mettere in campo queste risposte”.

Ad oggi si possono introdurre nuovi stop agli affitti turistici brevi ma, nei tre anni di moratoria e come prevede la legge regionale, non si può intervenire sull’esistente. “Tra due anni, quando anche sull’esistente dovremo dare le nuove autorizzazioni, ovviamente guarderemo qual è la situazione per poter intervenire anche con i tetti numerici e su questo lavoreremo”, ha aggiunto la sindaca.

Domani l’atto arriverà nella commissione apposita di Palazzo Vecchio e poi dovrà essere approvato dal Consiglio comunale: la data di votazione nell’assemblea cittadina potrebbe essere il 4 giugno e in circa un paio di settimane potrebbe diventare effettivo.

Nei primi sette mesi del 2025 fuori dall’area Unesco sono state rilasciate 132 autorizzazioni, un numero che è salito a 270 nei primi cinque mesi del 2026: dunque ci sono state 402 autorizzazioni e i numeri hanno reso necessaria questa ulteriore mossa da parte di Palazzo Vecchio.

Lo studio, ha osservato la sindaca, “tiene conto di una serie di indicatori come pressione ricettiva, pressione residenziale, il rischio spillover – ovvero il rischio che il fenomeno degli affitti brevi si sposti fuori dal centro e arrivi nei quartieri limitrofi – e la vulnerabilità sociale, dove si valuta il tessuto socio-economico dei quartieri”.

Attualmente le abitazioni nell’area Unesco sono 35.593, nelle zone interessate dai nuovi divieti le abitazioni sono 67.780. “Non stiamo facendo nessuna guerra – ha aggiunto Funaro -. Noi stiamo lavorando per la tutela della nostra città e continueremo a farlo”.

Celata ha voluto “rassicurare gli operatori, qui non stiamo adottando misure draconiane, con effetti da un giorno all’altro. D’altronde creare un problema è molto più facile che risolverlo. Ci vogliono tempo, azioni
coordinate, coraggio, sperimentazione, creatività”.

Vicini, nel motivare la scelta delle nuove aree, ha ricordato che servivano “zone omogenee, come chiede la legge della Regione Toscana” e ha annunciato che le persone potranno inserire su internet la via
dove si trova l’appartamento per capire in che zona di Firenze rientra.

PROPERTY MANAGERS – “La stretta sugli affitti brevi nel centro storico di Firenze non ha riportato residenti nell’area Unesco o ridotto realmente i canoni delle locazioni tradizionali. Nonostante questo, Palazzo Vecchio decide ora di estendere i divieti anche ai quartieri fuori dal centro, continuando a colpire cittadini, piccoli proprietari e attività legate all’ospitalità”.

A dirlo è Lorenzo Fagnoni, presidente di Property Managers Italia e ceo di Apartaments Florence che in
una nota parla di “furore ideologico” da parte di Palazzo Vecchio. “Prima di ampliare ulteriormente i blocchi – prosegue Fagnoni – sarebbe stato corretto spiegare ai fiorentini quali risultati concreti abbiano prodotto le misure già adottate negli ultimi anni. Quanti appartamenti sono davvero tornati sul mercato
residenziale? Quanto sono diminuiti gli affitti a lungo termine? Se queste risposte non arrivano, significa che si continua a seguire un approccio più ideologico che pragmatico”.

E ancora: “Preoccupa inoltre il messaggio che passa quando si distingue tra il cosiddetto ‘appartamento della nonna’ e chi gestisce immobili in maniera organizzata o imprenditoriale. Dietro il settore degli
affitti brevi lavorano property manager, imprese di pulizie, manutentori, tecnici, artigiani e tanti professionisti dell’accoglienza. Tentare di criminalizzare l’attività imprenditoriale nel turismo – sottolinea – significa colpire una parte importante dell’economia cittadina”.

“Per affrontare davvero l’emergenza abitativa – conclude Fagnoni – servono più alloggi accessibili, recupero degli immobili sfitti, investimenti sull’edilizia residenziale, una riflessione seria sull’impatto dei grandi investimenti immobiliari e degli studentati, ma soprattutto maggiori tutele per i proprietari”.



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