Fiorentina: addio a Marcello Mammoli, tifoso viola da record. Era il re di ogni trasferta con la squadra

FIRENZE – Se n’è andato, a 92 anni, con un mezzo sorriso, Marcello Mammoli: la Fiorentina è rimasta in Serie A. Per lui, protagonista dei due scudetti e di tutte le trasferte viola in Europa, lasciare questo mondo con la squadra in B non sarebbe stato accettabile.
Voleva vedere, Marcello, almeno il terzo scudetto. Lui che era allo stadio con i campioni del ’56 (Julinho, Montuori, Virgili, Sarti, Chiappella) e con quelli del ’69 (Chiarugi, Merlo, De Sisti, Amarildo, Brizi) avrebbe sventolato molto volentieri il vessillo del suo club, il “Giovanni da Verrazzano”, insieme all’amico di tifo, Piero Masieri.
Marcello Mammoli era un personaggio straordinario: sempre sorridente, pronto a dire una parola a tutti. Aveva due passioni fortissime: la sua carrozzeria “Torino” (in nome della città che “è nata e resterà granata”), in via De Sanctis e, naturalmente, la Fiorentina. In ufficio, dove sedeva su una poltrona tutta viola, conservava foto dei calciatori d’ogni tempo. Hamrin, Antognoni, Batistuta, certo. Ma, oltre a Davide Astori, con il quale si era fatto ritrarre insieme a Piero, non mancano quelli meno in vista, i protagonisti della “vita da mediano”, tipo il compianto Bruno Beatrice.
Dalla sedie viola della carrozzeria, Marcello studiava e programmava le trasferte, per se stesso e per i soci del “Da Verrazzano”. Ovunque scendesse in campo la Fiorentina. Perfino l’Uefa si accorse di lui, nella finale di Conference, ad Atene. Lo menzionarono per l’attaccamento al calcio e la fedeltà alle trasferte viola.
Voleva che lo striscione del suo club venisse issato dappertutto. Anche sulla Mole Antonelliana di Torino. Firenze Post pubblicò la foto che oggi riproduciamo e dal capoluogo piemontese chiamarono il giornale per sapere chi l’avesse messo. Grande Marcello!
Lo conoscevo da più di 55 anni, ossia da quando arrivai a “La Nazione”, con Giordano Goggioli e Raffaello Paloscia. Marcello inondava tutti con la sua simpatia. Stringo in un affettuoso abbraccia Alberto, il figlio che ha sempre condiviso la passione del babbo. Era lui, alla fine, a preoccuparsi di questo “ragazzo 92enne” che seguiva la Fiorentina, ovunque, con l’entusiasmo travolgente di chi ha vissuto davvero con il viola nel cuore. E che, da Lassù, continuerà a tifare. Per il terzo scudetto e non solo.
