Nazionale, Baldini: “Fuori dal mondiale per colpa di dirigenti lestofanti. Io non ho curriculum, ma punto sui ragazzi”

Qui a Coverciano, dove Ct molto più famosi di lui hanno riempito di immagini le telecamere e i taccuini di appunti, Silvio Baldini, allenatore della Nazionale per caso, in vista delle amichevoli con Lussemburgo e Grecia, il 3 e 7 giugno, dice quello che (quasi) tutti pensano: “Perché siamo fuori dal Mondiale per la terza volta di fila? La mia spiegazione è semplice: il calcio italiano è in mano a dirigenti che pensano più ai propri interessi che alla crescita del gioco del calcio. Dirigenti che io definisco lestofanti come ho detto già altre volte”.
E ancora: “Finché non ci saranno dirigenti seri sarà un problema perché questi lestofanti hanno in mano il fili di questo gioco. A livello giovanile tutte le nostre nazionali sono andate bene, le cose si complicano quando deve essere fatto il salto nella nazionale maggiore. Non è un problema della Federazione ma
di chi acquista un giocatore di 39 anni quando in rosa ha ragazzi di 20 anni che meritano”.
Buona parte di questi ragazzi fanno parte dell’Under 21 e in questo raduno dell’Italia maggiore: “Io credo in loro perché sono forti, puliti, hanno entusiasmo, possono vincere entrambe le gare. Le polemiche del ct della Grecia? Non gli rispondo, – ha tagliato corto Baldini – Può dire quello che crede. Certo, mi stupisce che nel Paese dove è nata la democrazia ci si preoccupi di ciò che fanno gli altri”.
E ancora: “Per allenare la Nazionale serve un curriculum che io non ho. Io spero di aiutare chi mi
succederà”. Baldini ha attinto a piene mani dal gruppo della sua Under 21, in più c’è capitan Donnarumma e tre giocatori che già fanno parte della Nazionale maggiore, Pio Esposito, Pisilli e Palestra. ”Punto con l’Under 21 a fare e a vincere gli Europei poi le Olimpiadi. Credo nel merito, non nei colpi di fortuna. E so bene che se Gattuso non si fosse dimesso io adesso non sarei qui. Per me è un premio
inaspettato”.
Così come deve esserlo per i suoi azzurrini chiamati a sfruttare quella che ha definito una grande
occasione. E’ ai giovani che il calcio italiano deve affidarsi per rilanciarsi, ma non solo: ”Ho chiamato il mio gruppo perché è forte e unito, può vincere contro Lussemburgo e Grecia, poi ci sono Donnarumma e Pio Esposito che vedo in funzione delle Olimpiadi”.
Donnarumma, ha aggiunto, è stato l’unico ad averlo contattato fra quelli usciti sconfitti contro la Bosnia: ”Ma non sono deluso, quel ko è una ferita ancora aperta, in certe circostanze meglio starsene a riposo. E
comunque avrei sempre convocato solo Donnarumma e Pio Esposito che non ho mai allenato”.
E torna sui giovani, nei quali le squadre italiane non credono: e tesserano quarantenni. Lui, invece, ci crede eccome: ”Sono forti, puliti, hanno entusiasmo, non si isolano con il cellulare ma fanno gruppo. Io non sono un comandante che ama fare le multe però voglio che le regole si rispettino, senza queste e
senza principi non si diventa squadra”.
Al ct della Grecia, Ivan Jovanovic, che ha polemizzato per un’Italia senza big Baldini ha replicato con stile: ”Può dire quello che crede. Certo, mi stupisce che nel Paese dove è nata la democrazia ci si preoccupi
di ciò che fanno gli altri”. Su chi vede alla guida della futura Italia ha detto: ”Un allenatore con il
curriculum, inutile fare i nomi di Guardiola o Fabregas, sono entrambi una grande espressione di gioco ma di tecnici bravi noi ne abbiamo tanti”.
Ma intanto vai avanti Silvio. Un anno fa portavi il Pescara in serie B e ora sei qui, sotto i riflettori del vecchio e glorioso centro tecnico federale di Coverciano con una Nazionale da reinventare, Ma sempre una Nazionale 4 volte campione del mondo. Che deve ripartire anche da “uno per caso”. Come te.
