Firenze, ponte Nencioni: pericoloso far circolare nella stessa corsìa ciclisti e pedoni

Prime criticità e prime polemiche sul ponte Nencioni, appena inaugurato. Firenze lo ha dedicato a Caterina e Nadia Nencioni, sorelline uccise nella strage mafiosa di via dei Georgofili del 1993. Ed è il primo nuovo attraversamento sull’Arno in quasi cinquant’anni, realizzato nell’ambito della linea tramviaria per Bagno a Ripoli.
Ma l’inaugurazione, come sottolinea l’interrogazione di “Sinistra Progetto Comune”, primo firmatario Dmtriij Palagi, ha aperto immediatamente una discussione tra chi abita e si sposta nei rioni collegati: il ponte non ha piste ciclabili dedicate, bensì percorsi ciclopedonali promiscui (marciapiedi condivisi da pedoni e biciclette sulla stessa superficie). Una scelta che produce conflitti reali, soprattutto in presenza di pendenza: chi scende in bici acquista velocità in modo silenzioso, spesso non prevedibile da chi cammina o si ferma.
Il problema, sottolinea il documento di Palagi, non si esaurisce sulla sede del ponte. La pista ciclabile di via di Villamagna, che alimenta i flussi verso il nuovo attraversamento, genera un’intersezione critica: i veicoli in svolta a destra verso il ponte hanno l’obbligo di cedere la precedenza ai ciclisti in transito. Con i volumi attesi, questo punto diventa un nodo potenzialmente pericoloso: la stessa situazione si ripresenta sul lato Bellariva.
Le Linee Guida nazionali per la progettazione delle infrastrutture ciclabili (DM 2 maggio 2022, n. 226) sono esplicite: i percorsi promiscui pedoni-ciclisti sono la soluzione meno sicura e vanno adottati solo dove la separazione delle utenze non sia praticabile. Il ponte è largo 17,45 metri: la domanda che poniamo alla Sindaca e alla Giunta – come consiglieri al Consiglio Comunale e nei Quartieri 2 e 3, direttamente interessati dall’infrastruttura – è se fosse davvero impossibile, tecnicamente o politicamente, prevedere corsie ciclabili dedicate in quella sezione.
Nell’interrogazione si chiede:
1. perché sia stata scartata l’opzione di corsie ciclabili dedicate, tenuto conto della larghezza della sezione trasversale;
2. se siano state effettuate analisi di sicurezza sulle intersezioni di accesso (lato via Villamagna e lato Bellariva) e con quali esiti;
3. se i percorsi ciclopedonali rispettino il DM 226/2022 in termini di larghezza e gestione della pendenza;
4. se la Giunta intenda valutare interventi correttivi prima della conclusione dei lavori, prevista entro ottobre 2026.
Con i cantieri ancora aperti, c’è ancora tempo per intervenire. La ciclabilità sicura non è un accessorio: è una scelta strutturale su quale mobilità si intende garantire a chi non ha un’automobile, a chi si sposta ogni giorno a piedi o in bici, a chi vive e lavora nei quartieri che il ponte collega.
