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Incendio a Vicopisano: scuole chiuse martedì 9, anche a Cascina. Bruciate 2500 tonnellate di rifiuti plastici

La colonna di fumo nero visibile da chilometri (foto dai social)

VICOPISANO (PISA) – Preoccupa ancora l’incendio scoppiato stamattina, 8 giugno 2026, in un capannone con stoccate circa 2500 tonnellate di rifiuti plastici nell’azienda Delta Energy di Vicopisano (Pisa). Le fiamme non sono ancora state domate, i vigili del fuoco sono tuttora sul posto per contenere il rogo e abbassare le enormi temperature che si sono sprigionate. La previsione è che solo domani mattina potrà essere estinto completamente: i pompieri lavoreranno per tutta la notte per tenerlo sotto controllo. Sul posto sono intervenute 35 unità dei Vigili del Fuoco, con rinforzi provenienti anche dai comandi di Firenze, Livorno, Lucca, Massa, Prato e Pistoia.

In prefettura nuova riunione del centro di coordinamento dei soccorsi per valutare ulteriori provvedimenti per tutelare la salute pubblica. Per la giornata di domani, martedì 9 giugno, è stata decisa la chiusura delle scuole sul territorio comunale di Cascina e Vicopisano. Il sindaco di Vicopisano Matteo Ferrucci ha anche disposto, altrettanto precauzionalmente, la chiusura fino a mezzogiorno di tutte le attività produttive che si trovano nell’area industriale di Lugnano e Noce, interessata dal rogo. La speranza è che le condizioni meteorologiche domani consentano di ritenere cessata l’emergenza già dalla tarda mattinata e che sia l’attività didattica che quella industriale possa tornare gradualmente alla normalità.

(foto dai social della Croce Rossa Italiana)

Non risultano al momento criticità per la circolazione del trasporto pubblico locale né per le attività aeroportuali, che proseguono regolarmente anche grazie al coinvolgimento operativo della 46/a Brigata Aerea e del Reggimento Logistico Folgore. Le autorità continuano a monitorare l’evolversi della situazione in attesa del completo spegnimento del rogo e delle successive analisi ambientali.

COMUNE DI PISA – Il sindaco di Pisa Michele Conti, tra i primi cittadini che hanno firmato ordinanze per misure a tutela della salute pubblica, ha spiegato che “le informazioni emerse nel corso dell’ultimo aggiornamento del Centro coordinamento soccorsi consentono di revocare le misure più restrittive adottate in via cautelativa”. “Vengono meno – si precisa – le prescrizioni più restrittive contenute nella precedente ordinanza, comprese quelle relative alla chiusura di porte e finestre, alla sospensione delle attività all’aperto e alla limitazione degli spostamenti, mentre restano in vigore, fino all’esito delle verifiche ambientali di Arpat e Asl Toscana Nord Ovest, alcune misure di carattere precauzionale” come lavare accuratamente frutta e verdura coltivata all’aperto prima del consumo e prestare attenzione agli animali da affezione e da cortile, “evitando che ingeriscano cibo o acqua potenzialmente esposti alla ricaduta di ceneri o fumi”.

LA NOTA DELLA ASL – Secondo il dipartimento di prevenzione dell’Asl Toscana nord ovest, che ha inviato una nota alla prefettura, “non è ancora possibile definire l’estensione dell’eventuale ricaduta al suolo, identificare con precisione aree a diversa intensità di impatto, escludere completamente fenomeni di deposizione disomogenea sul territorio”. I principali fattori di rischio, ha spiegato l’Asl, sono legati
all’esposizione “sia nella fase acuta che nel medio-lungo periodo a diossine e composti preesistenti” che tuttavia la momento non è ancora stato possibile calcolare.


Gilda Giusti

Redazione Firenze Post

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