Figc: Giovanni Malagò nuovo presidente. Gravina saluta con una stoccata al governo

ROMA – Giovanni Malagò, ex presidente del Comitato olimpico nazionale italiano e presidente del comitato organizzatore dei Giochi di Milano-Cortina 2026, è il nuovo presidente della Federazione Italiana Giuoco Calcio. L’assemblea elettiva si è svolta oggi, 22 giugno 2026, a Roma.
Malagò succede a Gabriele Gravina dimessosi ad aprile, dopo 8 anni, in seguito alla mancata qualificazione della Nazionale maschile ai Mondiali in corso in Usa, Messico e Canada. Malagò ha ottenuto il 68,58% dei voti mentre l’altro candidato, Giancarlo Abete, si è fermato al 29,17% delle preferenze.
“Da solo non posso fare niente – le prime parole di Malagò dopo la proclamazione davanti ai 266 delegati – con voi posso fare tutto”.
CONSIGLIO FEDERALE – Eletto anche il consiglio federale, confermato in blocco: Stefano Campoccia, Giorgio Chiellini e Giuseppe Marotta per la Serie A; Antonio Gozzi per la Lega B; Giulio Gallazzi per la Lega Pro; Ilaria Bazzerla, Giacomo Fantazzini, Daniele Ortolano, Sergio Pedrazzini, Giuliana Tambaro per la Lega Nazionale Dilettanti. In rappresentanza degli atleti Valerio Bernardi, Davide Biondini, Umberto Calcagno e Sara Gama, mentre per i tecnici Giancarlo Camolese e Silvia Citta.
GRAVINA – “Lascio la Federazione con la coscienza pulita di chi ha dato tutto, anche commettendo errori, ma senza mai tirarsi indietro. Prendetevi cura del calcio che è una parte fondamentale della nostra vita”. Così il presidente dimissionario della Figc, Gabriele Gravina, nel chiudere il suo discorso all’Assemblea della Figc. “I problemi non si risolvono cambiando i presidenti della Figc. Si risolvono con una riforma coraggiosa dei campionati, con investimenti seri nei vivai, con la politica che voglia essere partner e non parte, con componenti federali che scelgano in primis il bene comune. Siete voi la migliore garanzia per il futuro del calcio, lascio a voi la declinazione del termine sostenibilità finanziaria ma interessa anche la governance e il sociale, il calcio è parte integrante del nostro sistema Paese”.
Gravina ha poi aggiunto: “Il governo ha deciso nottetempo, una settimana fa, di sopprimere per legge anche l’unica via di finanziamento destinata alla valorizzazione dei giovani e dei centri federali, eliminando il comma che riconosceva una minima percentuale della mutualità generale a queste finalità. Per inciso, queste risorse sono generate dai club e quindi risorse interne al calcio. In sostanza, non si può affermare: ho finanziato il calcio femminile sulla progettualità femminile e sulla filiera dei vivai, il governo non ha messo un euro. Con questa decisione nemmeno comunicata, forse pensavano di punire la vecchia, forse anche la nuova FIGC. Si sono sbagliati, hanno fatto il male del calcio”.
