Bus: caro biglietti in Toscana. Tomasi: “Giani lo sapeva da tempo, ma non fece scattare l’aumento in campagna elettorale”

FIRENZE – Alessandro Tomasi, portavoce dell’opposizione in Consiglio regionale, attacca frontalmente Giani: “Sugli aumenti del biglietto per il trasporto locale non prenda in giro i Comuni toscani e i cittadini dicendo falsità. Sono aumenti che Giani conosceva da anni. A giugno 2025, in campagna elettorale, si rifiutarono di fare aumenti, ora li fanno”.
“Preso il voto dei cittadini – continua – si procede con l’aumento. Giani sa bene che era stato previsto l’aumento, tanto da non farlo in campagna elettorale. Il presidente sa e sapeva, inutile presentarsi dai sindaci e dai cittadini come se fossero aumenti inaspettati”.
Ancora Tomasi: “I Comuni non possono mettere risorse sottraendoli ad altri servizi, Comuni che già si sono visti tagliare le corse. I costi devono essere sostenuti dalla Regione Toscana, che deve sedersi al tavolo con Autolinee Toscane”.
Le risorse necessarie a coprire gli aumenti di costi di biglietti e abbonamenti, ha proseguito, “le deve tirare fuori la Regione e non vengano chiesti ai Comuni, soprattutto a quelli più piccoli, perché trovare 30.000 euro nel comune di Sambuca pistoiese o di San Marcello è veramente difficile e sono quelli i pendolari più in difficoltà”.
Tomasi ha reso noto che il gruppo di Fdi ha presentato una mozione che “impegna la giunta innanzitutto a farsi carico di tutti gli aumenti che lei stessa ha previsto nel contratto di servizi attraverso la gara, e che quindi sapeva che negli anni i costi sarebbero aumentati. La Regione doveva garantire le risorse per non far ricadere questi aumenti dei costi né sui biglietti né sui Comuni”.
