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Calcio storico: finale Azzurri-Rossi. Squalificati 4 calcianti di Santa Croce. Flavio Cobolli magnifico messere (forse con Bove)

La finale Rossi-Azzurri 2023 (Foto d’archivio)

FIRENZE – San Giovanni 2026: Flavio Cobolli, orgoglioso protagonista al Roland Garros, sarà il magnifico messere della finale del Calcio storico fra Rossi e Azzurri. In una giornata che potrebbe serbare una sorpresa: il ritorno di Edoardo Bove, ex viola rimasto nel cuore dei tifosi per il malore durante la partita con l’Inter, il 2 dicembre 2024. Al 17° minuto Bove, improvvisamente, crollò a terra. Franchi col fiato sospeso dalla paura. Quel malore mise fuorigioco Bove, ma rappresentò anche la rottura dell’ingranaggio di una squadra che funzionava e, da lì in poi, cominciò a sfaldarsi.

Flavio Cobolli (foto dal suo profilo Instagram)

Cobolli e, appunto, si dice anche Bove, in tribuna d’onore, accanto alla sindaca, Sara Funaro, e all’assessora allo sport, Letizia Perini, in un 24 giugno 2026 fra i più caldi di sempre. Del resto, nella storia delle finali ci sono stati spesso due estremi: caldo torrido o rovesci di pioggia violenti e concentrati, tipo la “mia” bomba d’acqua (termine che inventai su La Nazione, giusto 20 anni fa, per descrivere la gran piova che provocò l’alluvione nell’Alta Versilia).

Festa del Patrono rovente, dunque. Assenze fra gli Azzurri: quattro calcianti squalificati in seguito alla partita con i Bianchi, vinta per 18 cacce e mezza a 4. Non ci saranno: Paolo Bologna, Mirko Galli, Leonardo Balli e Mirko Costa. Sanzionati anche l’allenatore, Marcelo Segundo, e l’alfiere Gaetano Fiore. Potrà invece accompagnare la squadra sul sabbione il capitano azzurro, Marcello Trotta, riabilitato dalla Commissione disciplinare.

Nessuno provvedimento, invece, a carico dei Rossi, vincitori della semifinale con i Verdi per 22 cacce a 2. C’erano alcuni infortunati. Non si sa se abbiano recuperato. In ogni caso, i Rossi possono contare su una lista di calcianti assai vasta, sufficiente, viene detto, per formare almeno tre squadre. Sono i campioni in carica, i vincitori delle ultime quattro edizioni del torneo. Un anno, San Giovanni 2025, fa s’imposero per 18 cacce a 4 sui Verdi. Nel 2024, invece, riuscirono a prevalere sugli Azzurri per 8-7 in una partita decisa dalla “caccia d’oro”, dopo 50 minuti regolamentari. Nel 2023 ancora Rossi vincitori per 9 cacce a 2.

Che cosa mi aspetto? Scontri violentissimi fin dal primo istante di gioco. Con questo regolamento si tende soprattutto a restare in superiorità numerica, per andare a collezionare cacce in fotocopia. Il problema, l’ho sottolineato tate volte ma non mi stancherò di ripeterlo, è il regolamento che impone il testa a testa. E’ vero che venne introdotto per evitare i mischioni giganteschi, ma alla fine ha reso il gioco quasi inguardabile. Le 46 cacce delle semifinali dimostrano che lo spettacolo non è quello che si vorrebbe rievocare, cioè la partita di quattro secoli fa. Se non è quella, lo sottolineo ancora una volta, rischia di trasformarsi in qualcosa d’inventato, senza radici storiche. Ossia molto simile a una pagliacciata.

Non è giusto, soprattutto per la storia e la tradizione di Firenze, ma anche per i colori e gli stessi calcianti, che si sacrificano in allenamenti massacranti e sul sabbione non si risparmiano. Dopo l’ultimo colpo di colubrina, e l’inno della vittoria, del 24 giugno 2026, auspico una revisione delle regole.

Intanto un applauso al “magnifico” Cobolli e a Edo Bove (se ci sarà). Con la speranza che qualcuno spieghi bene loro che non assistono a una rissa senza esclusione di colpi, ma a un atto di strafottente audacia fiorentina nella moribonda repubblica del Millecinquecento.


Sandro Bennucci

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