Camaiore, uccide moglie e figlio: non accettava che il ragazzo fosse gay

CAMAIORE (LUCCA) – Alla base del duplice omicidio avvenuto nel pomeriggio di ieri, 24 giugno 2026, a Vado, sulle colline di Camaiore in Versilia, sembra esserci un contesto familiare segnato da episodi di omofobia da parte del padre. Dai profili social del figlio di Piero Moriconi, Mirko, emergono infatti segnalazioni ripetute di conflitti con il genitore dopo la sua dichiarazione di omosessualità. In passato il giovane aveva condiviso un post tra cui “mio padre mi preferisce morto che gay”.
Si tratta di un’ipotesi ora al vaglio degli investigatori, mentre la ricostruzione principale indica che la furia omicida di Pietro Moriconi nei confronti della moglie, Katy Andreoni, 52 anni, e del figlio Mirko, 24 anni, sarebbe maturata al culmine dell’ennesima lite in ambito familiare. I residenti della zona hanno riferito agli investigatori dell’esistenza di tensioni e dissidi all’interno del nucleo familiare, pur sottolineando come nulla lasciasse presagire un epilogo così drammatico. Diverse testimonianze avrebbero descritto Piero Moriconi come una persona particolarmente turbata negli ultimi tempi e spesso
lamentosa riguardo ai rapporti con la moglie e il figlio.
Le indagini si stanno concentrando anche sul difficile rapporto tra padre e figlio. Mirko Moriconi, che lavorava come cameriere nel litoriale versiliese ed era conosciuto in zona come cantante amatoriale, aveva raccontato pubblicamente in passato il proprio disagio familiare legato alla sua omosessualità. In un post pubblicato sui social il 12 ottobre 2022 aveva scritto: “Ragazzi è brutto rutto pensare che un padre ti preferisca morto piuttosto che gay”. In alcuni contenuti video diffusi online aveva inoltre riferito che il padre avrebbe manifestato una forte ostilità nei confronti del suo orientamento sessuale.
Il giovane, che sui social utilizzava il cognome della madre e il nome d’arte Michelangelo Andreoni, aveva spesso dedicato messaggi affettuosi a Kathy Andreoni
