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Lefebvriani scomunicati: per “delitto di scisma”. Non validi matrimoni e confessioni dei nuovi vescovi

Vescovi lefebvriani consacrati in Svizzera (Foto dai social)

ROMA –  “Nonostante le ammonizioni rivolte al Superiore Generale della Fraternità Sacerdotale San Pio X, il Vescovo Alfonso de Galarreta, avendo compiuto un atto di natura scismatica mediante la consacrazione episcopale di quattro presbiteri, senza mandato pontificio e contro la volontà del Sommo Pontefice, è incorso ipso facto nelle pene previste”.

Così si legge, oggi 2 luglio 2026, nel Decreto del Dicastero per la Dottrina della Fede a firma del prefetto, il cardinale Victor M. Fernandez. Che prosegue: “Dichiaro dunque a tutti gli effetti giuridici che sia il suddetto Vescovo Alfonso de Galarreta sia Pascal Schreiber, Michael Goldade, Michel Poinsinet de Sivry e Marc Hanappier sono incorsi ipso facto nella scomunica latae sententiae riservata alla Sede Apostolica. Dichiaro inoltre che il Vescovo Bernard Fellay, avendo partecipato direttamente alla celebrazione liturgica come conconsacrante, avendo così aderito pubblicamente all’atto scismatico, è incorso nella scomunica latae sententiae”, prosegue il decreto che specifica: “Si ammoniscono i chierici e i fedeli laici a non aderire allo scisma della Fraternità Sacerdotale San Pio X, perché incorrerebbero ipso facto nella pena della scomunica latae sententiae”.

Tutto questo perché i lefebvriani hanno ordinato, senza l’ok del Papa, quattro nuovi vescovi. L’appello lanciato da Leone XIV nelle ultime ore non era stato accolto dalla Fraternità Sacerdotale San Pio X che è andata avanti per la sua strada.

Quanto successo mercoledì mattina a Écône, in Svizzera, ha segnato uno scisma dalla Chiesa Cattolica. Lo strappo si è consumato di fatto nel momento dell’ordinazione. In sostanza, quanto accaduto nelle circa cinque ore di celebrazione, è una replica di quanto già successo 38 anni fa, nel 1988, quando monsignor Marcel Lefebvre, morto scomunicato nel 1991, ordinò quattro vescovi, tra questi monsignor Alfonso de Galarreta e monsignor Bernard Felley, consacranti di oggi.

In quell’attimo è scattata la scomunica latae sententiae che vale per i due ordinandi e per i quattro vescovi ordinati: Pascal Schreiber, Michael Goldade, Michel Poinsinet de Sivry e Marc Hanappier. Per quanto riguarda il futuro prossimo sono due le possibilità all’orizzonte: il Papa potrebbe riconoscere ‘solo’ l’atto scismatico e quindi la decisione riguarderebbe i sei. La seconda possibilità, invece, è quella dello scisma vero e proprio: in questo caso sarebbero colpiti tutti i fedeli della Fraternità San Pio X, circa mezzo milione del mondo, e ovviamente tutti i vari sacerdoti.

La comunicazione ufficiale della Santa Sede non si è fatta attendere. Il Segretario di Stato della Santa Sede, cardinale Pietro Parolin, parlando con i giornalisti accreditati in Vaticano aveva espresso “dolore”.

“È un atto scismatico che rompe l’unità della Chiesa e che avrà delle sanzioni – ha detto ancora il porporato- . La mia speranza è che nonostante quello che è avvenuto oggi si possa riprendere il dialogo e trovare una soluzione”. Per quanto riguarda il Concilio Vaticano II Parolin ha evidenziato che “è una pietra miliare nella storia della Chiesa e va accettato”. Leone XIV, da Agostiniano, ha dovuto prendere la decisione. In ogni caso è bene precisare che la scomunica può essere sempre revocata. Uno dei casi più recenti riguarda proprio i Lefevbriani: nel 2009 Benedetto XVI revocò la scomunica dei vescovi ordinati nel 1988. Ma certo , per la Chiesa, si tratta di un fatto molto grave.



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