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Al via “Forma Effimera”, Microfestival di PerFormance per Scandicci Open City

“La caccia” (diffusione foto ufficio stampa)

FIRENZE MicroFestival di PerFormance nel territorio urbano di Scandicci è il nuovo progetto di GOGMAGOG nato dalla collaborazione fra Cristina Abati e Enrico L’Abbate nell’ambito di Scandicci Open city 2026.

Tre le performance dal 7 al 16 luglio all’interno del Centro Commerciale Naturale di Scandicci e un incontro teorico per attivare un dialogo tra performance, spazio urbano e tessuto sociale. Forma Effimerasi configura come un dispositivo artistico volto a sperimentare nuove modalità di fruizione dello spettacolo dal vivo, uscendo dalla dimensione protetta della sala teatrale e intervenendo nello spazio pubblico. I performer – musicisti e danzatori – attraversano il tessuto urbano e gli spazi commerciali, instaurando una relazione diretta con il contesto e con il pubblico. Forma Effimera interviene nello spazio pubblico con azioni artistiche che come presenze discrete modificano lo sguardo dello spettatore e generano momenti di sorpresa e poesia. Si tratta di accadimenti che si manifestano in modo certamente inusuale ma non invasivo, che appaiono e scompaiono senza lasciare tracce. In questo modo si intercetta anche un pubblico “non avvertito” o di passaggio, ampliando l’accesso alle pratiche artistiche contemporanee.

Elemento trasversale alle performance in programma La caccia, Fallen Bird e Cantata per viola e danzatrice è la dimensione sonora, declinata in forme eterogenee e non convenzionali.

Il 7 luglio alle21.30 va in scena in piazza Togliatti davanti a Ginger Zone La Caccia (Quartetto n.2) a cura di Marco Baldini, con Cristina Abati, Chiara Saccone, Daniela Fantechi, Luisa Santacesarea.

La Caccia (Quartetto n. 2) (1965) è uno dei lavori più rappresentativi dell’opera di Walter Marchetti (1931-2015), compositore e artista, una delle figure emblematiche della musica di ricerca e dell’arte italiana. Parte di Arpocrate seduto sul loto, La caccia è una composizione per quattro esecutori che utilizzano richiami e risonatori per uccelli. L’esecuzione è regolata da uno schema definito previsto dal compositore che costituisce, di fatto, una vera e propria partitura di azioni fisiche e sonore.

Il 10 luglio alle 18 alla Biblioteca di Scandicci, via Roma 38/A, si tiene la prima presentazione del manuale sulla performance art del progetto Import/Export con la partecipazione di alcuni curatoti del festival Enrico L’Abbate, Maria Novella Tattanelli, Sharon Estacio. Negli ultimi tre anni, Import/Export nomadic performance platform ha organizzato tre eventi internazionali a Livorno (2023), Berlino (2024) e Belgrado (2025), riunendo artisti e curatori che lavorano nel campo della performance art. Il Manuale tratta argomenti quali la documentazione delle performance, il rapporto con lo spazio e i nuovi approcci curatoriali all’interno di questa forma d’arte. A seguire alle 21.00 e alle 22.00 Rilaben aka Enrico L’Abbate davanti a Ginger Zone, in piazza Togliatti, presenta Fallen bird un lavoro che si interroga su sogni, immaginazione e accoglienza, inclusione e diversita’, e i sentimenti di solitudine o solidarieta’ o invidia verso chi riesce o non riesce a vederli realizzati. Magari in un paese diverso dal suo. Attraverso l’essere umano in caduta, tipico fallimento gravitazionale, si allude però all’anatra che plana sull’acqua, seguendo una morbida traiettoria diagonale. Lo spettatore si immerge nel suono dello spazio urbano e la musica creata da JD Zazie, tratta dal ‘noise’ dell’hard disk di un computer, un evento ‘naturale’, reso speculare dal performer umano.

Forma effimera si chiude il16 luglio con Cantata per viola e danzatrice che vede protagoniste Ramona Caia e Cristina Abati, voce e viola, con tre appuntamenti alle ore21, 21.30 e 22 nella vetrina Ottica Giglio Easy, piazza della Resistenza 6/D.

Il tempo di una canzone, brevi Suite in cui l’azione coreografica costruisce uno spazio condiviso con il performer musicista. Corpo, musica, voce: variazioni di tema, variazioni di suono, variazioni di tempo. Una successione di brani per corpo in movimento. Un luogo che è una canzone. Un’emozione. Perdersi e ritrovarsi. Il tutto avviene dietro una vetrina. Lo sguardo dello spettatore si ferma e si posa, l’orecchio si apre per catturare il suono. Eventi gratuiti senza prenotazione info www.gogmagogteatro.itwww.scandicciopencity.it

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