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Ponte Morandi: arriva la sentenza. Autostrade chiede scusa: “E’ un dovere morale”. Lettera aperta dell’ad Arrigo Giana

Ponte Morandi, a Genova, crollato il 14 agosto del 2018 (Foto d’archivio)

E’ attesa per giovedì 16 luglio 2026 la sentenza della magistratura di Genova sulla strage del Ponte Morandi, avvenuta il 14 agosto 2018. Morirono 43 persone. L’accusa ha chiesto 400 anni di carcere per 57 imputati,tra ex vertici e tecnici di Autostrade per l’Italia e Spea). Le accuse principali contestate, a vario titolo, sono omicidio colposo plurimo, disastro colposo e attentato alla sicurezza dei trasporti.

Oggi Autostrade per l’Italia sente il dovere morale di chiedere scusa. Lo fa attraverso una lettera aperta dell’amministratore delegato Arrigo Giana. Che scrive: “Nel tempo che seguì il crollo del Ponte Morandi, continuavo quindi a domandarmi come fosse stato possibile non chiedere immediatamente scusa per quanto era successo. Un’ulteriore incomprensibile ferita, vissuta altrettanto drammaticamente dalla comunità”.

“Le azioni e le scelte di alcuni – prosegue – hanno lasciato ferite indelebili, quindi porgere oggi quelle scuse non fatte ieri è una nostra esigenza morale che va al di là dell’accertamento delle responsabilità e del corso della Giustizia verso la verità”.

“In queste ore siamo in attesa della sentenza di primo grado sulla tragedia del Ponte Morandi, con lo stesso desiderio di verità che sentono i familiari delle vittime, i cittadini genovesi e tutti gli italiani”. Lo afferma l’Amministratore delegato del Gruppo Autostrade per l’Italia, Arrigo Giana, in una lettera aperta alla vigilia della prima sentenza nel processo sul disastro che il 14 agosto 2018 costò la vita a 43 persone coinvolte dal crollo del viadotto autostradale genovese.

“Tutti noi ricordiamo, come fosse oggi, quella mattina del 14 agosto 2018 – sottolinea – Io ero uno dei milioni di cittadini che si trovava attonito davanti agli schermi della televisione, dove scorrevano le drammatiche immagini di quella tragedia che si stava consumando a Genova. In quegli istanti il pensiero di tutti correva alle vittime innocenti, alle loro famiglie irreparabilmente distrutte, ai feriti assistiti da eroici soccorritori”.

“Autostrade per l’Italia preserva la sua storia e il suo nome anche per custodire la memoria di quanto accaduto il 14 agosto 2018 come monito costante, anche se oggi questa azienda è altro rispetto ad allora: un nuovo corso sotto il controllo dello Stato e con nuovi azionisti”. Lo afferma l’Amministratore delegato del Gruppo Autostrade per l’Italia, Arrigo Giana, in una lettera aperta alla vigilia della prima sentenza nel processo sul disastro che il 14 agosto 2018 costò la vita a 43 persone coinvolte dal crollo del viadotto autostradale genovese.

“Una nuova gestione – si legge ancora nella lettera – con nuovi dirigenti che lavorano giorno per giorno per monitorare la rete, pianificare gli interventi e prevenire i rischi, garantendo così la sicurezza delle infrastrutture, dei viaggiatori e dei lavoratori. Rompiamo il silenzio dunque. Ribadendo l’assoluto impegno delle nostre diecimila lavoratrici e lavoratori affinché fatti del genere non si ripetano mai più, a nome del Gruppo Autostrade per l’Italia voglio chiedere scusa ai familiari delle vittime, ai genovesi e a tutti gli italiani, per le sofferenze originate dal tragico evento del Morandi. Pur consapevole che il nostro gesto non potrà mai cancellare il loro dolore”.



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