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Londra: Burnham nuovo primo ministro. Telefonata di Trump, auguri di Meloni. L’addio di Starmer

Andy Burnham (Foto dal suo profilo social)

Staffetta fra primi ministri, a Londra, da re Carlo III. Addio con dignità e orgoglio di Keir Starmer, che lascia il numero 10 di Downing Street dopo soli due anni. “Il mio lavoro è finito”, ha detto nel suo discorso di commiato prima di rassegnare ufficialmente le sue dimissioni a Re Carlo III.

“È stato il privilegio della mia vita servire voi e questo grande Paese come Primo Ministro, e sono fiducioso che il Regno Unito sia ora più forte e più giusto di quanto non lo fosse due anni fa”, ha aggiunto, “ora passo il testimone ad Andy Burnham e gli auguro ogni successo. Ha il mio pieno sostegno”.

Poco dopo anche Burnham si è recato a Buckingham Palace per ricevere mandato da re Carlo III di formare un nuovo governo, il settimo dal 2016: un’instabilità a cui ha promesso di mettere fine. “Sono profondamente consapevole di essere la sesta persona negli ultimi dieci anni a percorrere questa strada, il settimo primo ministro dal 2016, il che rende questo un momento di riflessione e di nuovi propositi”, ha detto nel suo primo discorso da premier, “è necessario che la mia generazione di politici alzi il livello e si impegni per affrontare la nuova sfida. Il Regno Unito deve dimostrare al mondo che possiamo ritrovare la nostra stabilità”.

Fra le prime telefonate di Burnham, quella con il presidente Usa Donald Trump e quella con Volodymyr Zelensky, da cui è emerso che il sostegno a Kiev “rimarrà saldo”, ha fatto sapere il presidente ucraino. Poi in serata le nomine della squadra di governo: l’incarico chiave di ministro del Tesoro è andato a sorpresa a John Healey, l’ex segretario alla Difesa che poche settimane fa aveva rassegnato le dimissioni dal governo Starmer a causa dei piani di finanziamento per il suo dipartimento, mentre la guida degli Esteri è stata affidata a Ed Miliband e all’Interno resta Shabana Mahmood. La prima riunione del Consiglio dei ministri è in programma per martedì.

“So che la gente in patria è stufa della politica. Non siamo stati abbastanza bravi e dobbiamo fare meglio”, ha detto Burnham, delineando le sue priorità da leader. “Il mio primo ordine: porre fine al fenomeno dei senzatetto nel nostro Paese”, ha annunciato Burhnam, prima di varcare la soglia del numero 10 di Downing Street, seguito dalla promessa di far arrivare l’energia “in ogni angolo del Paese”. “Darò il massimo e vi chiedo di unirvi a me. Costruiamo un nuovo senso nazionale di unità, di scopo comune e di positività”, ha concluso, “facciamo in modo che questo sia il momento in cui il Regno Unito ricomincerà a credere. Il momento in cui riporteremo la speranza”. 

Burnham, che ha ricevuto gli auguri di buon lavoro dai principali leader europei, tra cui anche la premier Giorgia Meloni, non potrà però contare sulle congratulazioni del padre. In un’intervista al Times ha infatti raccontato che soffre di Alzheimer e non sa del suo nuovo incarico.

“È un peccato, perché ne sarebbe orgoglioso”, ha detto Burnham, “è un traguardo familiare… anche se lui non lo sa, mi fa comunque sentire come se avessimo realizzato qualcosa insieme”. Proprio il padre, sostenitore di lunga data del Labour, avrebbe avuto un ruolo fondamentale nella passione politica del neo-premier.



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