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Campobasso, madre e figlia morte avvelenate: specialisti tedeschi in casa Di Vita per cercare la ricina

Le vittime Antonella Di Ielsi e la figlia Sara Di Vita

CAMPOBASSO – Dieci ore di sopralluoghi oggi, 30 luglio 2026, nell’abitazione di via Risorgimento a Pietracatella (Campobasso) per le operazioni dell’accertamento tecnico irripetibile disposto dalla Procura di Larino nell’ambito dell’inchiesta sul duplice omicidio di Antonella Di Ielsi e della figlia quindicenne Sara Di Vita. Le due donne sono morte dopo Natale 2025 per un avvelenamento da ricina.

Poco prima delle 20 gli specialisti tedeschi hanno ultimato le formalità. Le operazioni dunque si concludono in serata, senza rendere necessario un nuovo accesso domani. Secondo fonti investigative, sono centinaia i reperti che saranno inventariati e acquisiti al termine dell’incidente probatorio. I campionamenti hanno interessato non soltanto l’abitazione in cui vivevano Gianni Di Vita, la moglie Antonella Di Ielsi e le figlie Alice e Sara, ma anche l’appartamento al piano sottostante, dove abita la madre di Di Vita, e il magazzino-ex granaio adiacente all’immobile.

Gli specialisti, una decina complessivamente tra consulenti scientifici e investigatori italiani e tedeschi, sono entrati nell’abitazione poco dopo le 10, al termine delle attività preliminari. Per l’intera giornata hanno effettuato tamponi e prelievi su superfici, arredi, suppellettili, indumenti e su ogni altro elemento ritenuto utile alle indagini, alla ricerca di eventuali tracce del Ricinus communis e della ricina.
I campioni raccolti saranno ora conservati secondo gli specifici protocolli previsti e trasferiti nei laboratori del Robert Koch-Institut di Berlino, struttura considerata il principale centro europeo per questo tipo di analisi. Gli esiti non saranno immediati e richiederanno ulteriori accertamenti scientifici. Per tutta la durata dell’incidente probatorio sono rimasti sul posto la procuratrice della Repubblica di Larino, Elvira Antonelli, che ha seguito personalmente le operazioni dall’esterno, lasciando il luogo dopo le 19 con il Questore Farinacci, e il capo della Squadra Mobile di Campobasso, Marco Graziano, che coordina l’attività investigativa. L’incidente probatorio è stato effettuato dagli specialisti del Robert Koch-Institut, i funzionari del Bundeskriminalamt (BKA), la Polizia Scientifica. Con loro il tossicologo forense Luca Morini.

Secondo quanto dichiarato dalla procuratrice di Larino, occorrerà del tempo per avere i risultati dei test su ogni singolo campione ma al.momento non ci sono stime certe. Nelle prossime ore la copia integrale della videoregistrazione effettuata all’interno della abitazione di via Risorgimento sarà consegnata alle parti, che per un impedimento tecnico non hanno potuto assistere al sopralluogo da remoto.
La Procura della Repubblica di Larino indaga per duplice omicidio aggravato dal mezzo benefico, al momento contro ignoti. Contestualmente resta aperto il fascicolo per omicidio colposo a carico di cinque sanitari dell’ospedale Cardarelli. Anche in caso venisse trovata la ricina o comunque tracce e ricino, resterebbe da accettare chi e come ha ucciso mamma e figlia. “Siamo fiduciosi di arrivare alla verità, speriamo tutti che questo tipo di accertamento sia utile possa aiutare a risolvere questo caso” ha commentato il sindaco di Pietracatella Antonio Tommasone.


Gilda Giusti

Redazione Firenze Post

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