Caldo a Firenze: codice rosso fino al 5 agosto, Lamma: “Alte temperature almeno fino a giovedì”

FIRENZE – L’ondata di caldo continua ad insistere su Firenze provocando temperature elevate e condizioni di forte disagio bioclimatico. Il nuovo bollettino del Ministero della Salute conferma il codice rosso per
oggi, lunedì 3 agosto, e per le giornate di martedì 4 e mercoledì 5 agosto 2026, mantenendo il livello massimo di allerta per gli effetti delle alte temperature sulla salute.
Con la giornata di oggi sono quattro i giorni di allerta rossa consecutivi e le previsioni indicano
condizioni di forte disagio bioclimatico anche nei prossimi giorni. La temperatura percepita massima prevista per oggi è 39 gradi, 38 gradi domani e mercoledì, mentre nelle ore più calde della giornata le
temperature potranno raggiungere i 38 gradi oggi e i 37 gradi nelle due giornate successive. Le temperature restano molto elevate anche in città. Alle 11 (ora solare) la stazione di rilevamento dell’Orto
Botanico aveva già raggiunto 36,2 gradi, mentre alla stessa ora il Giardino di Boboli registrava 35,2 e la centralina di monitoraggio Firenze Università la temperatura aveva toccato 34,6 gradi.
RACCOMANDAZIONI DI PALAZZO VECCHIO – Palazzo Vecchio ricorda che il codice rosso viene attivato quando condizioni di caldo intenso e disagio bioclimatico persistono per più giorni consecutivi e possono avere effetti negativi sulla salute dell’intera
popolazione, non soltanto delle categorie più fragili. Si raccomanda di evitare l’esposizione al sole nelle ore più calde della giornata, bere frequentemente acqua, limitare le attività fisiche all’aperto e prestare particolare attenzione ad anziani, bambini e persone con patologie croniche. Il Ministero della Salute ha pubblicato dieci semplici regole per proteggersi dalle alte temperature, prevenire i rischi per la salute e tutelare in particolare le persone più fragili.
IL PUNTO DEL CONSORZIO LAMMA – Il neo commissario del Consorzio Lamma Francesco Meneguzzo, ha detto stamattina durante una conferenza stampa nella sede dell’Istituto a Sesto Fiorentino: “In Toscana tra giugno e luglio abbiamo avuto 27 giorni con temperatura superiore a 36 gradi e 27 notti cosiddette tropicali, cioè con temperatura minima superiore a 20, quindi praticamente una su due. E sta continuando anche in agosto, almeno fino a sabato 8. Ed è completamente fuori da qualsiasi statistica”. “Questo luglio – prosegue Meneguzzo – è stato il più caldo da quando, intorno al 1955, esistono le misure affidabili. Possiamo dire che questo luglio, molto probabilmente, è stato il più caldo degli ultimi secoli, non solo in Toscana”.
Secondo l’aggiornamento del 31 luglio scorso diffuso dal LaMMA, l’anticiclone subtropicale continuerà a prevalere almeno fino a sabato 8 agosto, con massime tra 38 e 40 °C nelle zone interne della Toscana e minime diffusamente superiori a 20 °C. La fase calda, stimata complessivamente in 11-12 giorni, dovrebbe attenuarsi intorno al 9-10 agosto. I prossimi aggiornamenti definiranno quanto sarà marcata e duratura la pausa e se seguiranno nuove fasi calde.
Meneguzzo ha evidenziato inoltre come “il mare Mediterraneo, in particolare il Mediterraneo occidentale, ha accumulato un’energia assolutamente spaventosa corrispondente a quella di centinaia di ordigni nucleari strategici, che se fosse liberata tutta insieme, ovviamente sarebbe una cosa catastrofica. Per fortuna viene liberata nel tempo. Ma questa energia enorme accumulata, anche solo nel Mediterraneo occidentale, per non parlare dell’Atlantico, rappresenta un’ipoteca sugli eventi estremi dei prossimi mesi”, un rischio che “va considerata come una nuova normalità”. “La Toscana e l’Italia in generale, soprattutto quella centro
settentrionale, subisce un tasso di cambiamento climatico, in particolare di riscaldamento, che è almeno il doppio rispetto a quello globale. Se siamo preoccupati per l’imprevedibiltà di questi fenomeni? Più che altro siamo occupati, perché la paura conduce a poco – ha sottolineato ancora Meneguzzo -. Occorre
essere occupati nella vigilanza continua del meteo h24. Alle istituzioni chiediamo di sostenere lo sforzo di rendere le previsioni sempre più affidabili”.
E ancora Meneguzzo: “Questo significa esplorare metodi e cose che coinvolgono molte risorse, richiedono tempo e lavoro umano notevole, in particolare integrando algoritmi di intelligenza artificiale che ora sono diffusi, ma ancora non sono completamente sviluppati nella scienza e nella pratica, soprattutto della previsione meteo”
