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Campobasso, madre e figlia morte avvelenate: elementi certi su duplice omicidio premeditato

Le vittime Antonella Di Ielsi e la figlia Sara Di Vita

CAMPOBASSO – Svolta nelle indagini sulla morte di Antonella Di Ielsi e della figlia Sara Di Vita, avvelenate con la ricina a dicembre 2025 a Pietracatella. In mano agli inquirenti ci sarebbero «elementi certi» che inducono a indagare per duplice omicidio premeditato.

È quanto trapela da fonti qualificate. Anche gli esperti tedeschi del Robert Koch Institute avrebbero dato informalmente indicazioni in tal senso in attesa di inviare le loro relazioni ufficiali. E anche sulla presenza di ricina su reperti e alimenti qualcosa di anomalo sarebbe emerso: sarà decisivo l’invio delle consulenze da Berlino. 

Intanto l’avvocato Vittorino Facciolla, legale di Gianni Di Vita, il padre e marito di Sara e Alice è intervenuto, riprendendo alcune dichiarazioni rilasciate da Carlo Locatelli, l’esperto del Centro Antiveleni ‘Maugeri’ di Pavia che a marzo ha scoperto la ricina nel sangue delle vittime dando una svolta alle indagini.
“Io credo che l’ipotesi dell’incidente debba essere valutata come tutte le altre ipotesi che sono in campo, senza escluderla”. “Locatelli – prosegue l’avvocato – è un professionista di altissimo livello e ha evidenziato la circostanza che nei sette casi precedenti l’avvelenamento è stato accidentale quindi non esclude altra pista, ma non poteva escludere anche l’accidentalità. Su questo, sull’ipotesi dell’incidente, noi abbiamo posto l’attenzione da subito, l’abbiamo evidenziata anche grazie ai nostri consulenti”.

Facciolla sottolinea poi che anche i familiari delle vittime “non hanno mai escluso l’ipotesi dell’incidente” e attende i risultati degli esami affidati agli esperti del Robert Koch Institute di Berlino. “L’incrocio tra due dati, l’esito delle analisi sugli alimenti presenti nella casa di Pietracatella e repertati nell’immediatezza dei fatti, e quello sui 131 prelievi effettuati a luglio, ci potrà confermare o escludere il veicolo che ha portato alla morte Sara e Antonella”.

RIASCOLTATO L’INFERMIERE CHE FECE LE FLEBO IN CASA – Nuovo interrogatorio a sorpresa ieri, 16 settembre, in questura a Campobasso nell’ambito delle indagini sul giallo di Pietracatella: gli investigatori hanno convocato l’infermiere, amico di famiglia dei Di Vita, che fece delle flebo in casa a Sara e Antonella, le due donne, mamma e figlia, poi morte avvelenate con la ricina nel dicembre scorso a Pietracatella. L’uomo era stato sentito più volte in passato. La sua convocazione arriva dopo quelle degli ultimi due giorni che hanno riguardato due cugine di Gianni Di Vita, Laura e Loredana, e la sua amica professoressa, Monia.


Gilda Giusti

Redazione Firenze Post

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