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Papa Leone XIV al Meeting di Rimini: “Contro guerre e povertà smascherare i poteri ingiusti”. E “le persone prima dei confini”

Papa Leone XIV sul palco di rimini (foto dai social del Meeting di Rimini 2026)

RIMINI – Nette le parole di Papa Leone XIV al meeting di Rimini: “La pace è custodita e diffusa da persone che amano incontrarsi e non temono di confrontarsi. Papa Francesco, con l’Enciclica Fratelli, tutti ci ha insegnato a coltivare l’amicizia sociale, che rappresenta il volto pubblico, dinamico e concreto della fraternità”.

“Prima di confini, definizioni e istituzioni ci sono sempre le persone. Questa consapevolezza è al cuore del cristianesimo”, ha sottolineato il Papa sottolineando che Cl non ha fatto del Meeting “una sorta di enclave: al contrario, esso è diventato un crocevia per la Chiesa e per la società, un incontro che moltiplica gli incontri e ispira nuovi cammini. Ringraziamo il Signore per questa eredità viva, che vi dà una grande responsabilità storica, nella comunione più grande della Chiesa, a servizio di un’umanità che ha fame e sete di giustizia”.

Il Papa ha quindi lanciato un appello al Meeting affinché affinché si costruisca un nuovo modello di società: “Liberiamo la convivenza dal sospetto, la cultura dalla prepotenza, l’educazione dall’ideologia, il lavoro dall’idolatria del profitto, la tecnologia e la finanza dai business della morte”. “Smascheriamo i rapporti di potere ingiusti, alla radice di povertà e diseguaglianze, della guerra e dei disastri ambientali. Disarmiamo lo sviluppo tecnologico quando si fa pervasivo e distruttivo. Occorrono pionieri coraggiosi, che comincino dalla propria inversione di rotta a rendere convincente e credibile la conversione richiesta a tutti”. 

Il Papa ha spronato il popolo di Comunione e Liberazione a nove sfide: “Sì, cari amici, è l’ora della responsabilità, specialmente per chi molto ha ricevuto da una millenaria tradizione di fede che si fa cultura. Le diverse edizioni del Meeting, in effetti, hanno saputo attingere al grande patrimonio del passato le ragioni che vi impegnano oggi nel confronto con l’arte, la musica, la letteratura, la scienza, l’economia e con ogni espressione dell’animo umano”, ha detto il Pontefice.

VideoIl Papa accolto come una star al Villaggio Ragazzi del Meetinghttps://www.ansa.it/sito/video/incorporaVideo.html?video=//vs.ansa.it/sito/video_mp4_export/i20260822164540864.mp4&photo=https://www.ansa.it/webimages/img_621x414/2026/8/22/d285aacdeba3ebb29abde2b69ef914a9.jpg&title=TITLE

Il Papa, nel discorso al Meeting, Leone XIV ha anche invitaatoalla speranza. “Non ci sia soltanto chi soffia sul fuoco della stanchezza e della disperazione; ci sia anche chi riaccende sogni e visioni! Le due strade sono incompatibili, perché una sfrutta la divisione, l’alienazione e la disperazione, l’altra serve il Regno di Dio e la sua giustizia”.

Poi, citando la sua enciclica Magnifica Humanitas, Papa Leone XIV ha aggiunto: “In un mondo attraversato da tante manovre che puntano a conquistare mercati e spazi di influenza, spesso rivestite da retoriche rassicuranti e costruzioni ideologiche seducenti, il nostro cuore avverte il bisogno di scoprire un disegno diverso, sapiente e benevolo”. Il Pontefice ha quindi rivolto un appello particolare ai giovani: “Siete segno che il futuro è una promessa, non una minaccia! Molti non lo credono più, sia fra gli adulti, sia fra i giovani. Silenziosamente, però, ‘l’amor che move il sole e l’altre stelle’ – ha detto Leone citando il titolo di questa edizione del Meeting – sospinge ancora alla speranza”.

“Mettetevi in gioco! Apritevi a una vera cattolicità, allargando i vostri legami oltre ogni appartenenza troppo ristretta. Il Movimento, i gruppi, le comunità siano un trampolino da cui tuffarvi nell’intera realtà. Contrastate ciò che vorrebbe allontanarvi da fratelli e sorelle di culture, sensibilità e provenienze diverse, specialmente dai più poveri. Uscite, invece, incontro a tutti!”, l’appello di Leone ai ciellini.

Papa Leone XIV è arrivato al Meeting di Rimini poco prima delle 15. L’elicottero è atterrato all’eliporto della Fiera dove si registra una presenza record di 60mila persone, poi è entrato nella Fiera di Rimini, accolto da un vero e proprio bagno di folla, sia all’esterno che all’interno dei padiglioni costellati da centinaia di metri di transenne per consentire il passaggio del Pontefice.

I giovani hanno intonato, al suo arrivo, cori da stadio. Prima del suo intervento il Papa sta visitando i padiglioni. Prima tappa è la mostra dedicata a Sant’Agostino, dove è stato accolto dal superiore degli agostiniani Joseph Farrell e dal Cardinale di Algeri Jean-Paul Vesco.

Il Papa, arrivato al padiglione dedicato ai ragazzi, ha fatto un saluto a braccio: “Grazie per essere qui, grazie per questa accoglienza e per questo entusiasmo: è il segno dello Spirito”. Poi ha aggiunto: “Ascoltate un momento: anni fa San Giovanni Paolo II disse: se il mondo di oggi ha bisogno di qualcosa è la comunione. Ancora oggi possiamo ripetere le stesse parole e se ci sarà comunione nel mondo comincia con voi giovani perché voi sapete costruite la comunione con amicizia, sapete rispettare gli uni gli altri per costruire la pace”. Leone ha detto ai ragazzi: “Il mondo ha bisogno di voi della vostra carità della vostra fedeltà”. 

SAN MARINO – “Viviamo in un mondo ferito da molti conflitti, in cui con preoccupazione si vedono aumentare violenze, chiusure, paura dell’altro. Di fronte a queste derive inquietanti, la nostra risposta non può che essere quella di camminare con ancora maggiore convinzione sulla via del Vangelo”. Lo ha detto il Papa nel suo discorso nella Basilica a San Marino, nel corso dell’incontro con la diocesi. “Attenzione ai più deboli, perdono, comunione, solidarietà” sono i valori ai quali ispirarsi. 

Leone XIV ha allora sottolineato “l’importanza e la valenza profetica di alcune esperienze di sostegno vicendevole e di vicinanza con cui, nelle zone più interne di questo territorio, le piccole comunità affrontano i problemi legati allo spopolamento e alla carenza di servizi, tenendo vivo il senso di famiglia e di comunione. Queste realtà, apparentemente piccole e marginali, sono come fiammelle – ha indicato il Pontefice – a cui attingere per riaccendere e rianimare in tutti il fuoco di valori solidi, antichi e sempre attuali. Tali esperienze testimoniano il calore di quella magnifica humanitas a cui è necessario tendere, per vincere l’individualismo di una certa cultura metropolitana e consumistica, come pure altre forme di campanilismo diffidente e divisivo, e ridonare ossigeno alle nostre speranze di fraternità e di pace”.

“La libertà si realizza nel dono, nella comunione, nell’incontro e nel dialogo”, ha sottolineato prima il Papa nel suo discorso alle autorità di San Marino, affermando che invece talvolta ci troviamo “di fronte all’idolatria che guasta alla radice quei progetti politici ed economici che si presentano in nome della libertà, ma in realtà sono schiavi degli idoli e del potere. Nella visione cristiana, libertà e comunione – ha rimarcato il Pontefice – stanno o cadono insieme”. 

Papa Leone XIV parla della libertà in una Repubblica, San Marino, che ne ha fatto il valore fondante. “Nel contesto della storia di un popolo e di uno Stato, essa esprime certamente l’aspirazione ad autodeterminarsi, a non dipendere da altre autorità politiche. Ma, nello stesso tempo, Libertas significa molto di più”, ha sottolineato il Pontefice nel discorso alle autorità. “Anzitutto desidero sottolineare che non c’è vera libertà civile senza libertà personale, cioè senza il rispetto e la promozione della dignità della persona umana, di cui la libertà è una componente essenziale”. Il Papa ha dunque reso omaggio a tutte quelle persone che difendono la libertà anche pagando costi personali.

“Promuovere la libertà comporta difendere gli spazi della coscienza. E qui il pensiero va ai tanti uomini e donne che, in ogni epoca e in ogni luogo, sono martiri della libertà perché testimoniano proprio il primato della coscienza. Saldamente formati dalla ricerca della verità, essi sono pienamente responsabili delle proprie decisioni e dunque liberi da ogni vincolo che non sia quello, proprio della creatura, che li lega a Dio”.

Citando San Tommaso Moro, patrono dei governanti e dei politici, Papa Leone ha concluso: “Anche oggi, in molte parti del mondo, non mancano persone che rimangono fedeli alla loro coscienza anche in contesti di forte avversità, testimoni della vera libertà, quella che deriva dall’essere figli e figlie di Dio. Con ammirazione esprimiamo la nostra solidarietà a quanti, in questo momento, pagano di persona per non aver tradito la propria coscienza”. 

La Repubblica di San Marino può essere, per le sue dimensioni, un luogo nel quale è possibile attuare una buona politica, al servizio della gente. “Questa visita, analogamente a quanto accaduto nel Principato di Monaco, mi invita a sottolineare il valore peculiare di uno Stato piccolo, ‘a misura d’uomo’, in cui è possibile sperimentare la prossimità della politica ai bisogni dei cittadini e, dunque, una democrazia più effettiva, tanto più se animata anche dall’ispirazione cristiana”, ha detto Leone XIV alle autorità del Titano. “Perciò la Repubblica di San Marino può essere un ‘laboratorio’ di buona politica, dove, senza derogare alla laicità dello Stato, si può attingere ai principi della dottrina sociale cattolica: la ricerca del bene comune, la destinazione universale dei beni, l’armonia di sussidiarietà e solidarietà, la giustizia sociale”.

Prevost ha aggiunto che “tale impegno appare oggi ancor più prezioso, nel momento in cui si accinge a divenire operativo l’Accordo di Associazione con l’Unione Europea e la vostra Repubblica si troverà a relazionarsi stabilmente, seppure in modo peculiare, con una realtà complessa, la quale potrà trarre grande giovamento dal vostro contributo”. Per il Pontefice “l’obiettivo principale a cui tendere in questo ‘laboratorio’ è la cura dell’umano. Una comunità come la vostra, infatti, al tempo stesso ricca di valori tradizionali e al passo con i tempi sul piano tecnologico, può perseguire efficacemente tale obiettivo, mediante una cura che si traduce nella tutela di ogni vita, in ogni sua fase, dal concepimento alla morte naturale”. 

Il Papa, rivolgendosi alle autorità della Repubblica di San Marino, ha sottolineato la sua “tradizione di accoglienza, che non è mai venuta meno lungo i secoli nei confronti di chi soffre ed è nella prova. Recentemente, si è mostrata con il sostegno e l’ospitalità al popolo ucraino”, “come pure nell’impegno in favore del diritto internazionale umanitario in un momento storico in cui esso appare quotidianamente disatteso se non addirittura calpestato”. Per Leone “tale sensibilità è anche frutto della tradizione cristiana di questo Paese e della costante e positiva collaborazione fra le autorità politiche e il vescovo nella ricerca del bene comune”.

“Quello che stiamo vivendo è molto più di un grande evento da organizzare: è un’esperienza di Chiesa. In questi mesi abbiamo visto tante persone mettere a disposizione tempo, energie, competenze e soprattutto il desiderio di servire – sottolinea il vescovo di Rimini, monsignor, Nicolò Anselmi -: sabato i volontari saranno il primo volto che molti incontreranno: attraverso il loro sorriso, la loro disponibilità e la loro attenzione, tutta la nostra comunità accoglierà il Papa”.

Tra i doni che la diocesi ha consegnato al Papa figura una copia anastatica del Codice Gradenighiano, manoscritto trecentesco della Divina Commedia conservato alla Biblioteca Gambalunga di Rimini, realizzato pochi decenni dopo la morte di Dante e impreziosito da 24 miniature.

MESSA AL PORTO PER 25MILA – Sono 25mila le persone presenti al porto di Rimini e nelle zone limitrofe per la celebrazione eucaristica presieduta da Papa Leone XIV. Lo rendono noto le autorità locali.

AGGIORNAMENTO DELLE 20,27

Papa Leone e’ partito in elicottero alle ore 20:20 dal Campo sportivo San Giuliano di Rimini per far
rientro in Vaticano. Si conclude la lunga visita pastorale che ha portato il Pontefice stamani nella Repubblica di San Marino e poi al “Meeting per l’amicizia fra i popoli” e alla città di Rimini.



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