
Alluvione in Nepal: tra i dispersi un ingegnere pisano in vacanza con la moglie. I morti saliti a 734. Bimba salvata dopo 60 ore

KATMANDU – Il bilancio provvisorio delle inondazioni in Nepal, al confine con la Cina, è salito a 734 morti e 2.498 dispersi. Lo ha annunciato oggi, 30 agosto 2026, l’autorità nepalese incaricata della gestione
delle emergenze. I media statali cinesi hanno a loro volta riportato un bilancio di 16 morti e 546 dispersi sul proprio territorio, portando il totale delle vittime della catastrofe a 750 morti e 3.044 dispersi.
Ieri sono tornati in Italia Massimo Lombardi e Giovanni Fassini, i due escursionisti bresciani
rimasti bloccati in Nepal. Tra i dispersi ci sono anche un toscano, l’ingegnere pisano Luca Barachini e la moglie Patrizia Marziale. La coppia, residente da anni a Lugano, aveva scelto per le vacanze 2026 una destinazione fuori dall’ordinario. Il programma prevedeva un lungo percorso attraverso l’Himalaya: Lhasa, il versante cinese, l’area dell’Everest e poi il Nepal, con arrivo programmato a Kathmandu. Proprio mentre si trovavano lungo questo itinerario, i contatti si sono interrotti. A destare particolare preoccupazione sono soprattutto le difficoltà incontrate dai familiari di Patrizia, che da giorni tentano senza successo di raggiungerla. La notizia della loro irreperibilità è stata raccolta anche dalla Radiotelevisione svizzera italiana.
Il Nepal, secondo il ministero delle Finanze, potrebbe aver bisogno di 4-5 miliardi di dollari per la ricostruzione. Gli Usa hanno annunciato lo stanziamento di aiuti per 3,6 milioni di dollari.
BIMBA SALVATA – Una bambina di sei anni è stata tratta in salvo a Timure, in Nepal, dopo essere rimasta sepolta sotto le macerie di un edificio crollato per circa 60 ore. Lo hanno reso noto gli agenti della Polizia del Nepal, spiegando di aver sentito le grida di Manisha Tamang e di averla tratta in salvo.
La polizia ha condiviso il video del salvataggio e le immagini degli agenti che si prendevano cura della bambina e le davano da mangiare.
