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Us Open: Alcaraz eliminato da Shilton dopo maratona di 4 ore

Carlos Alcaraz

NEW YORK – Termina ai quarti di finale l’avventura di Carlos Alcaraz agli Us Open. Il tennista spagnolo, al rientro dopo l’infortunio al polso che lo ha tenuto ai box dal mese di aprile, è stato battuto al termine di un’autentica maratona durata 4 ore e 31 minuti da Ben Shelton.

Lo statunitense, ottava testa di serie del tabellone, si è imposto con il punteggio di 6-7(5) 6-1 6-3 1-6 7-6(8). La partita è terminata nel cuore della notte newyorkese ben oltre le 3 del mattino. In semifinale Shelton sfiderà in un derby americano Frances Tiafoe.

ALCARAZ – “Esco dal campo felice. Esco dal campo con un sorriso. Sono orgoglioso di me stesso, di come ho lottato”. Lo ha detto Carlos Alcaraz dopo essere stato eliminato da Ben Shelton ai quarti di finale degli Us Open. Torneo che ha sancito il ritorno in campo del tennista spagnolo dopo il lungo stop per un infortunio al polso.

“Come ho detto prima dell’inizio del torneo, la mia aspettativa era di venire, competere, giocare questo tipo di partite, essere in salute – ha aggiunto – È stata una partita combattuta, davvero combattuta, quindi sono deluso di non aver vinto alla fine, ma sono comunque contento perché fisicamente ero molto stanco, ma ho trovato il modo di spingermi oltre i miei limiti”. 

Alcaraz si è anche complimentato con Shelton che “ha giocato una partita molto completa e matura. Sapeva esattamente cosa fare in ogni momento. E, fisicamente, è una bestia. Sembrava non avesse alcun punto debole”. “È stata una battaglia”, ha commentato Shelton, “Carlos è uno dei più grandi campioni del nostro sport. È stata sicuramente la partita più bella della mia carriera”.

SHILTON –  “Sono stanco. È stata una battaglia, una partita epica, durissima dal punto di vista fisico”. Così Ben Shelton dopo aver battuto Carlos Alcaraz ai quarti di finale degli Us Open.

“Carlos a soli 23 anni è già uno dei più grandi campioni del nostro sport ed è sempre divertente trovarsi in campo contro di lui. A volte è assurdo vedere le cose che riesce a inventarsi. Ma questa è stata sicuramente la partita più divertente che abbia mai giocato nella mia carriera – ha ammesso – Carlos a soli 23 anni è già uno dei più grandi campioni del nostro sport ed è sempre divertente trovarsi in campo contro di lui. A volte è assurdo vedere le cose che riesce a inventarsi. Ma questa è stata sicuramente la partita più divertente che abbia mai giocato nella mia carriera”.

La chiave non è stata solo il servizio. “Ho risposto davvero bene e credo di essere stato intelligente nel modo in cui ho affrontato i suoi turni di battuta. L’ho costretto a giocare tante palle e sono stato bravo ad approfittare delle occasioni nelle quali non trovava perfettamente gli angoli che cercava – ha evidenziato – Allo stesso tempo non mi sono preoccupato troppo quando serviva esattamente dove voleva e faceva ace. Per me è stato importante riuscire a tenere negli scambi, avere un piano da fondocampo ed eseguirlo senza perdere tutti i punti dalla linea di fondo. Anche questo mi ha aiutato molto in risposta”.

Il pubblico, fino a ben oltre le 3 della notte, è rimasto in tribuna a sostenere entrambi. “Per me l’energia arriva sempre dalle persone che sono sugli spalti. Che siano i miei allenatori e il mio team, la mia famiglia e i miei amici oppure la città di New York, che è rimasta qui fino alle tre del mattino e oltre continuando a gridare ‘USA’ fino alla fine. Sono loro che mi hanno permesso di continuare a lottare e sono loro che mi hanno aiutato a vincere questa partita. Grazie alla città di New York”.


Paulo Soares

redazione@firenzepost.it

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