Bollo auto abolito per auto medio-piccole e moto nel 2027. Meloni: “Cancellata una delle tasse più odiate”. Taglio accise fino al 5 ottobre

ROMA – Il Consiglio dei ministri ha approvato il decreto legge con misure per il sostegno economico e il contenimento degli effetti derivanti dal perdurante aumento del costo dei carburanti, nonché in materia fiscale. Il taglio delle accise sul gasolio viene prorogato fino al 5 ottobre 2026 con un meccanismo di decalage. E viene abolito il bollo per auto piccole e medie e motocicli.
“Il governo cancella una delle tasse più odiate dagli italiani” commenta la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni. L’abolizione del bollo per le auto e le moto di media potenza, sottolineano fonti di Palazzo Chigi, sarà resa strutturale in fase di approvazione della Legge di Bilancio. “Abbiamo deciso di abolire in modo strutturale il bollo auto per tutte le macchine di piccola e media potenza, cioè quelle che hanno fino a 80 kilowatt” precisa la premier in conferenza stampa. “Si tratta di oltre il 70% delle auto in circolazione, sono più di 13,2 milioni di veicoli”, ha spiegato. “A questi veicoli si aggiunge circa un milione e 100.000 motoveicoli, quindi quasi 14 milioni e mezzo di veicoli in tutto”, ha aggiunto. “I proventi del bollo auto vengono riscossi alle Regioni e quindi non stiamo varando un provvedimento che deve pagare qualcun altro: noi trasferiremo alle Regioni la quota di risorse che, chiaramente, rappresenta per loro un mancato introito”.
Meloni spiega che “lo schema ricalca quello che un altro governo di centrodestra ha usato per la casa: viene abolito il bollo sulla prima auto di proprietà fino a una data potenza dell’auto”. “Nello specifico – prosegue la premier – stabiliamo che sia azzerato su una sola auto di proprietà per ciascun cittadino entro il limite degli 80kW”. L’agevolazione si applica, quindi, all’auto “meno potente” sotto gli 80 kW e “vale anche per chi ha un’auto e una moto, l’Alfano di turno… abbiamo fatto il lodo Alfano”, ha ironizzato Meloni detto riferendosi al suo portavoce, possessore di moto.
“Abbiamo scelto, in buona sostanza, una misura strutturale a fronte di una misura emergenziale” informa Meloni. “Abbiamo scelto di continuare il nostro lavoro di taglio delle tasse. Siamo fieri di farlo, in continuità con quello che il centrodestra ha già fatto in altre occasioni”.
“Mentre altri parlano di patrimoniali, noi togliamo una tassa sulla proprietà” ha scritto in un post su Facebook. “Abbiamo scelto di trasformare una parte delle risorse impiegate finora contro il caro carburanti in una misura semplice e strutturale, pensata soprattutto per chi utilizza ogni giorno auto e moto per lavorare, accompagnare i figli, muoversi. Una scelta concreta: cancelliamo una delle tasse più odiate dagli italiani e continuiamo sulla strada della riduzione del carico fiscale“.
Lo stop al bollo auto “era un desiderata”, dice il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti “ci siamo arrivati in modo sofferto, valutando tante opzioni”. “Pensiamo che questa misura, che nasce in questa situazione emergenziale, poi inevitabilmente diventi strutturale come richiamato”, afferma, osservando che l’intervento tocca “quelli che hanno auto e, quindi, consumano benzina e gasolio”, mentre “quelli che hanno l’auto elettrica non hanno alcun beneficio ma non hanno neanche avuto maleficio” dei rincari.
MELONI – “Cosa rispondo a chi dice che con l’abolizione del bollo per Auto e moto Meloni è in campagna elettorale? Noi non siamo così interessati a quello che dice l’opposizione perché fa il lavoro suo. Noi facciamo quello che riteniamo giusto. È quello che abbiamo fatto anche oggi, e questo non comporta dinamiche di carattere elettorale, non comporta niente.
Comporta che cerchiamo di rispondere a un problema che non abbiamo creato noi, che ci troviamo davanti e che, come sempre, cerchiamo di gestire”.
Così la premier Giorgia Meloni ospite della trasmissione ‘10 minuti’ su Rete4.
GOVERNATORI CENTRODESTRA – “Esprimiamo apprezzamento per la misura approvata dal consiglio dei ministri, che esenta dal pagamento del bollo auto e moto una importante fetta di cittadini, sollevandoli da un onere amministrativo, burocratico e fiscale. Per questa misura ringraziamo il presidente Meloni e l’intero governo”.
Lo hanno dichiarato i presidenti della Regione Abruzzo Marco Marsilio, della Regione Basilicata Vito Bardi, della Regione Calabria Roberto Occhiuto, della Regione Lazio Francesco Rocca, della Regione Liguria
Marco Bucci, della Regione Lombardia Attilio Fontana, della Regione Marche Francesco Acquaroli, della Regione Molise Francesco Roberti, della Regione Piemonte Alberto Cirio, della Regione Sicilia Renato
Schifani, della Provincia Autonoma di Trento Maurizio Fugatti e della Regione Veneto Alberto Stefani.
“Nello stesso tempo, questo provvedimento alleggerisce anche le Regioni, che saranno ristorate dallo Stato per un importo equivalente, senza dover più affrontare l’incertezza legata alla riscossione e al
recupero dell’evasione – hanno concluso – È una misura che semplifica il rapporto tra cittadini e istituzioni e stabilizza le entrate delle Regioni nel rapporto con lo Stato”.
GIANI – Molto polemica la reazione di Eugenio Giani, governatore della Toscana: “La demagogia elettorale non aveva mai raggiunto in 80 anni di Repubblica questo livello sconsiderato e di malgoverno, con cui si preannuncia da parte della premier l’eliminazione del Bollo auto per gran parte delle utilitarie nel nostro Paese”.
Per quanto riguarda i ‘rimborsi’ annunciati dalla premier Giorgia Meloni “si afferma falsamente
che si tratta di compensazioni. Basta leggere il decreto per rendersi conto che si prevede, facendo l’esempio della Toscana, un rimborso per poco più di 100 milioni di euro, privandoci di entrate per circa 350″.
“Si vuol dare l’idea di diminuire le imposte da parte dello Stato approvando per legge
l’eliminazione di entrate derivanti da tributi delle Regioni”, aggiunge Giani.
Secondo il governatore “se la premier Meloni vuol essere credibile in termini fiscali, dovrebbe dare agli italiani quello che aveva promesso quando si è presentata alle scorse elezioni”, ovvero “eliminare o ridurre le accise sui carburanti, visto che i prezzi sono alle stelle. Faccia quello, se vuole dare un
segno”.
Per il presidente della Toscana, ancora, “è assurdo che si dica che ci sono margini per acquisizione di risorse per la riduzione delle imposte”, quando “viene negato quanto chiesto anche dal ministro della Salute Schillaci, quei 5 miliardi per consentire ai sistemi sanitari di avere ossigeno”.
“Siamo davvero al paradosso di un governo che prende misure di chiaro stampo elettorale, mettendo in crisi i servizi ai cittadini. Probabilmente – conclude – da parte della Meloni ci arriveranno nelle prossime ore anche le misure attuative per il licenziamento dei dipendenti della Regione”.
