Fiorentina, Gnonto e Goncalves si presentano dopo i gol al Pisa. Il portoghese: “Sulle orme di Rui Costa”. L’azzurro: “Qui grazie a Mancini”

FIRENZE – Presentati oggi, 16 settembre 2026, al Viola Park, Goncalves e Gnonto. i due esterni sui quali Fabio Paratici ha scommesso molto e che, ieri sera, contro il Pisa in Coppa Italia, hanno firmato la presenza con un gol a testa nel 3-0 con la quale la Fiorentina ha liquidato il Pisa.
PEDRO GONCALVES – “Penso che la Fiorentina abbia un buon progetto, molto ben sviluppato, non saremo pronti per vincere subito ma penso che nei prossimi quattro anni riusciremo a raggiungere buoni risultati e fare buoni campionati. Questo è un club che vuole creare un’identità e cercare di tornare ai vertici in Italia, per questo per me è il progetto ideale. Cercherò di fare del mio meglio per entrare nella storia di questo club”.
Arrivato a Firenze nelle ultime ore dello scorso mercato estivo Pedro Goncalves, meglio conosciuto come Pote, ha impiegato giusto pochi minuti per trovare il suo primo gol in Italia, quello segnato ieri sera in Coppa contro il Pisa. Un giocatore fra i più talentuosi del calcio lusitano, acquistato dalla Fiorentina come
esterno offensivo, ma che Paolo Vanoli ha già fatto sapere di voler utilizzare anche e soprattutto come trequartista.
E ancora: “Uno dei miei grandi obiettivi è sempre stato quello di giocare nel campionato italiano, nella Liga, o nel campionato inglese. Per questo sono molto contento di poter essere alla Fiorentina e di
vivere un anno storico come quello del centenario. Questa opportunità è arrivata quando il direttore sportivo Paratici ha parlato col mio agente. L’idea del club mi piaceva e mi piace rappresentarlo”.
“Ci sono stati giocatori portoghesi qui come Rui Costa e Nuno Gomez che hanno vestito la maglia di questo club che ha tanta storia. La città è molto appassionata, i tifosi lo sono altrettanto e mi identifico in questo” ha aggiunto Goncalves, che dopo aver ringraziato tutti i componenti del club gigliato, a partire dalla famiglia Commisso, per il suo approdo in serie A, si è poi ‘gettato’ subito sull’attualità e le proprie condizioni fisiche.
“Mi sento bene, ogni giorno cerco di crescere di condizione, non posso dire a che percentuale sia, ma sto
guadagnando la giusta forma e certamente presto sarò al top” ha spiegato il portoghese, che ha anche confessato di aver parlato con Grosso prima di arrivare a Firenze, ma adesso c’è Paolo Vanoli che però ripartirà dallo stesso modulo tattico.
“Ho percepito che gli piace giocare col 4-3-3, le mie caratteristiche sono diverse da quelle di Gnonto e Njie, sono un giocatore differente. La mia posizione senza dubbio è da quella di numero 10, in Portogallo diremo centrocampista, numero otto, e sento che la mia posizione è più a centrocampo, tra le linee”.
Dopo aver scherzato sul suo soprannome, Pote, “tutto nasce da uno zio che mi chiamava Potinho, in quanto da bambino ero un po’ sovrappeso, e quando sono cresciuto sono diventato Pote, anche se
adesso tutti mi chiamano semplicemente Pedro Goncalves”, l’ex Sporting Lisbona ha parlato del campionato italiano, definendolo “più tattico”, rispetto a quello portoghese, ma anche “più
emozionante, ci sono molte squadre che marcano a uomo. Mi devo adattare, devo cercare di dare il mio meglio e, con la mia intelligenza e tecnica, occupare gli spazi che le squadre lasciano. Mister Vanoli ha un’idea di gioco e un’identità molto chiara, quindi devo seguire solo quello che mi chiede”.

GNONTO – “Appena ho saputo dell’interessamento della Fiorentina ho fatto il possibile per venire qui. Sono contento che alla fine il mio desiderio si sia potuto realizzare. L’ultima stagione non è stata positiva per me, ma non c’era fretta di tornare in Italia, non avevo questa voglia matta, però se ti chiama un club come la Fiorentina è qualcosa di diverso perché da italiano so quello che rappresenta la squadra per la città di Firenze. Per me è una grandissima responsabilità e un grandissimo onore essere qua”.
Un gol, tanta vitalità offensiva e soprattutto la fiducia di mister Vanoli subito conquistata. Wilfried Gnonto ci ha messo poco ad ambientarsi in un campionato che lo vede alla sua prima esperienza. Infatti pur essendo cresciuto nel settore giovanile dell’Inter, ha dovuto poi cercare fortuna prima in Svizzera e poi Oltremanica. L’esterno offensivo classe 2003 ora vive questa nuova avventura viola.
“Sono molto contento di essere in una società come la Fiorentina, è qualcosa di incredibile e spero di ripagare questa fiducia al massimo – ha aggiunto Gnonto -. Il mio approdo in Italia non è un segnale per nessuno. Chiaro, sono molto grato al ct Mancini per l’opportunità che mi ha dato in Nazionale, probabilmente se sono qui è soprattutto grazie a lui, ma adesso devo solo pensare a fare il mio meglio per la Fiorentina e mandare altri segnali”.
Gnonto, come detto, ha giocato prima nel campionato elvetico, allo Zurigo, e poi in Seconda divisione inglese, nel Leeds. “All’estero ho imparato tante cose perché sono andato via quando avevo 16 anni. Sono cresciuto in tanti aspetti, sia in campo che fuori” perché ad esempio “ho preso la patente fuori, ho fatto tantissime esperienze, penso di essere cresciuto come uomo prima di tutto. Spero di portare queste queste esperienze un po’ diverse dai miei compagni anche qua in Italia”.
Sorriso semplice da bravo ragazzo, Gnonto ha parlato dell’inversione di tendenza nei risultati della
Fiorentina, dopo un pessimo inizio di stagione. “Non è successo niente di speciale. Penso che mister Vanoli sia arrivato con tantissima carica. La prima cosa che ha detto è che si partiva da una pagina bianca, voleva dimenticare quello che era successo la stagione scorsa e iniziare da zero. Penso che si sia visto, siamo ripartiti dalle cose basilari, dal difendere tutti insieme, dal gruppo, dall’aver piacere di stare insieme, credo che questo abbia fatto un po’ la differenza. Dal punto di vista tecnico penso che tutti sanno che abbiamo giocatori di qualità, siamo ripartiti un po’ dal fare gruppo, e dal lavorare tutti insieme per vincere le partite”.
Gnonto infine, dopo aver inizialmente negato di essersi fissato obiettivi specifici di gol ed assist da fare in questa stagione, hai rivelato di essere tra i protagonisti di una sfida a due: “Ho fatto una scommessa con Ndour. In Under 21 lo facevamo sempre sul numero di gol e gli assist che entrambi volevamo raggiungere, adesso abbiamo ripreso questa abitudine. Sinceramente non penso di perdere”.
